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«Il tampone al personale del San Paolo andava effettuato prima»

«Il tampone al personale del San Paolo andava effettuato prima»

LA TESTIMONIANZA Parla la giovane mamma Marta Golino ricoverata al Bambin Gesù con la figlia neonata entramebe positive al Covid


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ALLUMIERE – ”Io e Carlotta la mia bambina stiamo bene, ma quanta paura”. Ad esprimersi cosi Marta Golino, civitavecchiese residente ad Allumiere che e’ l’involontaria protagonista di una brutta avventura dalla quale non è ancora uscita e che ci ha rilasciato la sua testimonianza. Marta infatti è una delle mamme che hanno partorito all’ospedale San Paolo di Civitavecchia e sono poi risultate positive al coronavirus insieme ai loro piccoli appena nati. Lei e la piccola Carlotta sono ricoverate all’ospedale Bambino Gesù di Palidoro; entrambe stanno bene, ma mentre Marta è ancora positiva, sua figlia ieri, al secondo tampone, è risultata negativa. Marta è una piccola grande donna piena di coraggio, una giovane mamma che come una leonessa sta lottando per far uscire presto e bene da questa situazione la sua bimba e per far sì che tutti questi giorni di solitudine, paura, rabbia e tristezza diventino presto solo un brutto ricordo. Lei è neo mamma della sua seconda bimba, Carlotta, racconta di essere stata prima del parto: “Integerrima per evitare ogni possibilità di contatto. Dal 7 marzo mi sono chiusa in casa con l’altra mia figlia (Sophia di 3 anni – ndr) e con mio marito Patrizio che usciva raramente solo per fare la spesa – spiega Marta Golino – non abbiamo fatto venire mai nessuno a casa neanche i genitori miei e quelli di mio marito. Siamo stati attentissimi. Il 24 marzo ho fatto il cesareo ed è nata Carlotta e come da DPCM sono stata sola; il 28 mi hanno dimesso e con mio marito e le mie figlie siamo andate a casa e sottolineo che non mi e’ stato fatto nessun tampone. Una volta a casa ho ricevuto la chiamata di un medico dell’ASL che mi ha detto di andare a Civitavecchia a fare il tampone. Quindi il 30 (lunedi) sono dovuta tornare insieme a mio marito e a tutte e due le bimbe per fare il tampone, ma l’hanno fatto solo a me e a Carlotta. Io ho chiesto di farlo a mio marito, all’altra figlia e a mia madre che mi era venuta ad accompagnare per partorire il 24 mi hanno detto invece che loro non essendo venuti a contatto con il reparto non ne avevano bisogno; ho fatto poi presente che un signore del mio palazzo era venuto a casa per farmi la puntura, ma non sono stati fatti tamponi. Ci hanno rimandato a casa e lascio immaginare lo stato d’animo nostro fino a che non è arrivata la risposta: io mi sono isolata completamente in una stanza, la neonata in un’altra stanza e mio marito e con la prima figlia in un’altra. Dopo 3 giorni è arrivato l’esito del tampone per me e sono stata trovata positiva. Dopo 5 giorni di estenuante attesa è arrivato anche l’esito del tampone di Carlotta positiva anche lei. Lì veramente ho provato paura non per me ma per la bimba ed è iniziata la corsa per fare qualcosa in fretta e poi mi hanno detto che dovevamo in forma cautelativa ricoverarci all’ospedale di Palidoro e ora siamo qui. Mentre stavo preparando le valigie ho ricevuto la telefonata del sindaco che voleva sapere come stavamo e proprio lui ha fatto in modo che anche Sophia venisse fatto il tampone qui a Palidoro. La situazione a Civitavecchia è stata gestita malissimo: io non ce l’ho col personale che ringrazio comunque perchè anche loro sono a rischio e ogni giorno sono in prima linea quindi non hanno colpe, la colpa è di chi il tampone a tutto il personale lo doveva fare prima. Inoltre a mia figlia più grande Sophia, che era stata a contatto con me nessuno a Civitavecchia ha fatto il tampone, tanto è vero che a lei è stato fattoqui a Palidoro. Inoltre dobbiamo ringraziare il cielo che non si è contagiato mio marito: a lui il giorno che l’hanno fatto a me non l’hanno fatto ma non gliel’hanno fatto nemmeno quando hanno saputo che ero positiva e per farglielo è stata dura: il venerdì è andato giù alle 9:30 ma il tendone era chiuso ed è stato rimandato a casa, poi lo hanno chiamato il giorno dopo, ma lui era al Bambin Gesù con me e ha detto che tardava e infatti è arrivato al tendone alle 14:15 ma è stato rimandato a casa; il sabato poiè  dovuto di nuovo andaregiù al porto per fare il tampone; per fortuna lui e Sophia sono negativi. Oggi (ieri per chi legge – ndr) ho ricevuto l’esito del tampone di Carlotta e sono felice perchè sono 2 volte che è negativo. Ora devo aspettare che guarisco. Che sentimenti provo? Ora che sembra che tutto stia andando per il meglio la paura ha lasciato il posto alla rabbia: sì rabbia perché doveva essere gestita meglio la cosa. Da quando sono qui al Bambin Gesù mi sto accorgendo che qui ci sono precauzioni e protocolli rigidi per evitare il contagio: qui tutti gli infermieri e i medici sono tutti coperti dai piedi alla testa con occhialetti, guanti, mascherina e tuta e quando escono dalla stanza vengono sanificati uno per volta; quando entrano nella mia stanza si fermano sulla porta. A Civitavecchia non è stato così quindi forse non hanno tutti i materiali di sicurezza ma è il caso di prendere tutte le precauzioni del caso”. Tristemente Marta poi prosegue: “Doveva essere un periodo di gioia per questa nascita invece eccomi qua a vivere questa brutta avventura da sola senza mio marito che sento e vedo solo in videochiamata, senza i miei genitori ne i suoceri; tra l’altro sono pure da sola in questa stanza d’ospedale; per fortuna la bimba e’ monitorara h24 e anche a ne stanno facendo i controlli. L’unica gioia è di avere Carlotta qui con me, ma mi piange il cuore per Sofia che ha tre anni che piange perchè mi vorrebbe con lei. Voglio rassicurare tutti: stiamo bene e siamo sotto controllo. Ho ripreso la tranquillita’ visto che mio marito e mia figlia sono negativi. Visto che sono passati 15 giorni da quando mia madre mi ha accompagnato in ospedale è ormai fuori pericolo; spero che anche per il signore che mi ha fatto la puntura non ci siano problemi”. Per quanto riguarda i sintomi Marta risponde: “Il quarto giorno dal cesareo ho avuto la diarrea, ma mi hanno detto che potevano essere i broccoli che avevo mangiato a farmi male e quindi mi hanno dato i fermenti lattici; sabato mattina ho avuto le macchie cutanee sulla pancia ma mi hanno detto che poteva essere l’allergia ai medicinali in sala parto, però venerdì il pediatra a mio marito ha detto di controllare a mia figlia se venivano le macchie cutanee perché poteva essere uno dei sintomi della malattia e quindi da lì ho collegato che potevano essermi venute per il covid. A casa ho avuto tutti i giorni mal di testa; adesso non sento gli odori e non sento più i sapori e da ieri ho il naso secco e dolori leggeri al petto e alla schiena con un piccolo senso di oppressione”. Marta ci tiene poi a: “Ringraziare il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini perché ha fatto tanto tantissimo e se non era per lui Sophia avrebbe fatto il tampone uno o due giorni dopo. Grazie poi alla Prociv e a tutte le persone (tantissime) che mi stanno mandando i messaggi” e lancia un’importante messaggio: “Il mio messaggio per tutti è di stare a casa, perché sapere che che ci sono persone anzi la tua famiglia in pensiero per te ti logora lo stomaco”. 


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