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Coronavirus, un solo caso: è un operatore sanitario

Coronavirus, un solo caso: è un operatore sanitario

Primo tampone negativo per i 3 neonati. La donna dell’audio virale: «Era un messaggio privato, sono dispiaciuta»

 


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CIVITAVECCHIA – Finalmente una buona notizia, ieri si è registrato un solo caso di coronavirus a Civitavecchia. La Regione Lazio ha, infatti, appena comunicato i nuovi positivi al covid19 riscontrati oggi nel territorio della Asl Roma 4. Si tratta di 3 casi: 1 a Civitavecchia – anche questa volta è un operatore sanitario del pronto soccorso – e 2 a Bracciano. Inoltre una persona è guarita, si tratta di un uomo di 53 anni di Allumiere. «Dall’inizio della pandemia – spiegano dalla Asl Roma 4 – sono stati effettuati 2300 tamponi di cui 370 tamponi sul personale dell’ospedale San Paolo per una copertura totale dell’88% del personale (gli operatori sanitari del San Paolo sono 421), 2959 persone sono in sorveglianza domiciliare, mentre 1498 sono uscite dalla sorveglianza. Intanto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù fanno sapere che i 3 neonati e 2 mamme di Civitavecchia sono risultati negativi al primo tampone, si resta in attesa del secondo per la conferma della guarigione. Ieri mattina sanificazione dei Vigili del fuoco a Ginecologia.

Intanto dopo la bufera che si è scatenata in questi giorni a causa di un audio diventato virale di una presunta dipendente Asl che parla di una situazione sfuggita di mano all’ospedale San Paolo di Civitavecchia, invitando ad evitarlo è proprio la donna ad intervenire per fare chiarezza. «Si trattava di un messaggio privato – ha spiegato – inviato alla mia famiglia sul nostro gruppo ed era rivolto ai miei fratelli tutti molto grandi, uno ha 83 anni. Non sarebbe dovuto uscire da quel gruppo ma in qualche modo è successo e me ne dispiaccio. Sono profondamente dispiaciuta per la Asl e per aver fatto il nome del ginecologo con leggerezza ma vorrei chiarire che non sono in possesso di dati sensibili, visto che sono un’amministrativa e non lavoro in ospedale da diverso tempo. Si trattava di un messaggio rivolto alla mia famiglia, parole accorate e preoccupate frutto di voci, notizie apprese sulla stampa e quant’altro per informarli sui rischi visto che non tutti hanno accesso alla tecnologia». Scuse da parte della donna che non aveva idea del fatto che il messaggio sarebbe fuoriuscito e diventato virale andando a scatenare una bufera sul nosocomio cittadino. Proprio all’indomani di questo e di altre informazioni apprese la Cgil Fp chiede chiarimenti ai vertici aziendali auspicando chiarimenti che possano mettere fine al diffondersi di voci e dicerie. Nella nota inviata alla direzione della Asl Roma 4 il sindacato chiede il numero preciso di operatori risultati positivi, se la presenza di dpi sia sufficiente, se i percorsi ospedalieri siano adeguati ad evitare nuovi contagi, la possibilità che alcuni lavoratori siano stati esposti a rischi maggiori del dovuto e se la possibilità di una chiusura temporanea del San Paolo.


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