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Coronavirus, la testimonianza dell'odissea Msc

Coronavirus, la testimonianza dell'odissea Msc

Il racconto di uno dei civitavecchiesi: "Tensione e stress: davvero una brutta esperienza"


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CIVITAVECCHIA – Esperienza da brividi per cinque civitavecchiesi a bordo della Msc Preziosa per una crociera ai Caraibi. Il gruppo, insieme ad altri italiani per un totale di circa 50 passeggeri, è stato costretto ad interrompere il viaggio con una settimana di anticipo per restrizioni legate al rischio contagio da coronavirus. Tra loro Daniele Ceccarelli, molto attivo nel territorio e fondatore delle Olimpiadi della cultura e del talento.

«Siamo partiti il 22 febbraio da Milano – ha raccontato – ci siamo imbarcati senza problemi nel corso dei primi cinque giorni di vacanza. Il 27 febbraio quando siamo rientrati sulla nave, ad Antigua, ci sono state le prime avvisaglie. Al momento di salire a bordo siamo andati ad inserire la card ed è suonato un allarme. Siamo stati isolati insieme ad altri italiani e tenuti in una stanza senza sapere nulla. Poi ci è stato comunicato che l’Msc aveva deciso lo sbarco forzato per noi». Ceccarelli spiega di non aver ben compreso l’utilità della misura, anche in considerazione del fatto che erano imbarcati già da una settimana. Da lì la situazione è degenerata ulteriormente al punto che a Martinica, territorio francese, è dovuto intervenire il console italiano «grazie all’aiuto – ha continuato Ceccarelli – del parlamentare Alessandro Battilocchio. Siamo stati divisi in gruppi e ci hanno fatto sbarcare, poi tutti insieme su un pullman scortato da due auto della Polizia francese. In aeroporto abbiamo trovato un verso e proprio spiegamento di forze della Polizia ad accoglierci. Siamo stati caricati sull’aereo senza nessun tipo di controllo e poi via per Milano. Due ragazzi, diretti a Francoforte, sono stati lasciati lì da soli ad attendere. A Milano abbiamo scoperto che tutti i bagagli erano spariti e non si sa ancora che fine abbiano fatto. Una situazione assurda – ha sottolineato Ceccarelli – gestita davanti a tutti, trattati come se fossimo infetti e ghettizzati. È stata una brutta esperienza. Ci sono stati diversi momenti di tensione e abbiamo vissuto un forte stress. Non abbiamo ricevuto assistenza, nemmeno ora per quanto riguarda i bagagli, e abbiamo dovuto pagare di tasca nostra – ha concluso Ceccarelli – il viaggio da Milano, riuscendo fortunatamente a trovare uno dei pochi treni non cancellati».

Ai passeggeri è stato promesso un rimborso totale.


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