Pubblicato il

Caci sospeso: la parola al tribunale

Caci sospeso: la parola al tribunale

Atteso per oggi il responso sull’eventuale reintegro nella carica di sindaco
La vicenda scaturisce dalla condanna a tre anni e due mesi per peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico


Condividi

MONTALTO – E’ attesa per oggi la decisione circa la revoca o meno della sospensione dalle funzioni di sindaco (per effetto della legge Severino) per Sergio Caci. Questo a seguito della condanna in primo grado a tre anni e due mesi per peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico per la nota vicenda dei bagni pagati dal Comune.

La vicenda risale nel 2012, con l’indagine della Finanza partita a seguito della denuncia di un imprenditore locale incaricato di eseguire i lavori. Il Comune di Montalto guidato da Caci in sostanza utilizzò i propri soldi per pagare la ristrutturazione a favore di un inquilino delle case ex Enel ritenuto amico del sindaco. Lavori per circa 18mila euro. Nel 2015 il pubblico ministero Alessandra D’Amore, della Procura di Civitavecchia, chiese il rinvio a giudizio per Caci e a fine novembre 2019 il giudice del tribunale di Civitavecchia lo ha condannato a tre anni e due mesi per i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e peculato. Con lui è stato condannato il funzionario responsabile del Demanio e patrimonio Paolo Rossetti, mentre è stato assolto il concessionario dell’appartamento in questione. Pochi giorno dopo la sentenza di condanna, il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno firmò il decreto di sospensione per effetto della Legge Severino, contro il quale si è immediatamente opposto il sindaco Caci.

Il sindaco destituito spera nel reintegro forte di precedenti che hanno interessato altri primi cittadini in varie regioni d’Italia. La decisione odierna sul reintegro o meno del sindaco Caci è molto attesa, anche e soprattutto dalla politica cittadina.

«Finalmente usciamo da questo periodo di silenzio e di inattività politica – commenta il consigliere comunale del Movimento Cinque stelle Francesco Corniglia – Dal 29 novembre 2019 infatti è pressoché tutto fermo. Una situazione di stasi ed incertezza che fa male a Montalto, ai suoi cittadini, alle imprese, a tutti. Se sono contento di questo? Assolutamente no, mi sento ferito come cittadino per il continuo fluire di notizie giudiziarie. La condanna del Sindaco; la recente comunicazione sulla chiusura delle indagini sui lavori al lungomare e il vecchio servizio raccolta rifiuti; l’inizio del processo sulle spese in Fondazione Vulci. Non è politica questa e qualcosa indubbiamente non torna.Cosa possiamo aspettarci dall’esito della decisione del tribunale? In caso di reintegro la maggioranza probabilmente avrá i numeri per continuare anche se molto risicati. Ricordiamo la fuoriuscita dei due consiglieri Socciarelli e Fedele (quest’ultimo dimissionario anche in Giunta avendo restituito le deleghe,in primis quella al Bilancio). Che cosa faranno? Sono usciti dalla maggioranza? Si considerano indipendenti? Faranno opposizione? Vedremo nei prossimi consigli comunali. In questo caso i numeri direbbero 7 per la maggioranza e 6 per la minoranza”
«In caso di conferma della sospensione – conclude Corniglia – potremmo avere le dimissioni del Sindaco, oppure un nuovo corso guidato dal vicesindaco Luca Benni che potrebbe portare il paese al voto nel 2022 sempre che ci sia una maggioranza a sostenerlo. In ogni caso basta con questo immobilismo, non si può continuare a far finta di niente, non è così che si amministra”.
 


Condividi
ULTIME NEWS