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Scarico del carbone: Minosse si aggiudica il bando Enel

Scarico del carbone: Minosse si aggiudica il bando Enel

Dopo un'estate calda fatta di ricorsi e denunce, la società del presidente Capponi continuerà a svolgere le operazioni che ha sempre svoltoda dieci anni a questa parte 

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CIVITAVECCHIA – Minosse, la società creata dieci anni fa per svolgere le operazioni di scarico del carbone alla banchina Enel di Torrevaldaliga Nord continuerà ad eseguire il suo lavoro. La società del presidente Gino Capponi si è infatti aggiudicata il contestato bando. Dopo un’estate calda, fatta di sit-in, proteste, tavoli, denunce e ricorsi, sembra tornare il sereno nello scalo, almeno su questo fronte. (SEGUE)  

MINOSSE – “Alla fine ha prevalso l’aspetto tecnico. È stata una battaglia dura e in salita, ma alla fine l’abbiamo vinta. Ora continuiamo a svolgere al meglio, come sempre fatto, il nostro lavoro”. È soddisfatto il vicepresidente di Minosse Maurizio Iacomelli. L’affidamento è per un anno, rinnovabile di altri due. Ma qualche sassolino Iacomelli se l’è tolto. «Si partiva dal presupposto che volevano farci fuori – ha spiegato – e senza motivo dopo dieci anni di lavoro senza alcuna contestazione particolare. Sono state respinte ingerenze e qualche impresa si è prestata a provare a svendere il lavoro, punto che abbiamo sempre combattuto. E oggi abbiamo avuto ragione: abbiamo tenuto il fronte, senza abbandonarlo, nonostante le condizioni economiche siano più basse e lavoriamo con margini più stretti. Ma dal punto di vista del fattore tecnico non avevamo rivali». (Agg. 14/12 ore 14.16)

IL COMMENTO DELLA FILT CGIL E DELLA CPC – È stato quindi il segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni a sottolineare l’importanza, in fase di definizione del bando, dell’inserimento non solo della clausola sociale, ma della definizione del costo del lavoro «per evitare che eventuali ribassi – ha spiegato – potessero andare ad inficiare su questo aspetto. Un punto che dovrebbe essere preso ad esempio in ogni gara e in ogni passaggio d’appalto, proprio per evitare problemi. Il nostro unico obiettivo è sempre stato la tutela del posto e delle condizioni economiche di lavoro». Per il presidente della Cpc Enrico Luciani Minosse era comunque l’unica società che aveva i requisiti per poter svolgere il servizio. «Solo che la cosa non dovrà finire così semplicemente – ha spiegato – chi pensava o voleva che le cose andassero diversamente dovrà essere smascherato». 
Sulla questione c’è già un ricorso al Tar, un’inchiesta aperta dalla magistratura dopo la denuncia da parte della società ed un procedimento civile: Minosse, in questi giorni, deciderà come comportarsi. (Agg. 14/12 ore 17.32)


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