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Container: Cfft pensa ad un maxi risarcimento

Container: Cfft pensa ad un maxi risarcimento

Danni quantificati in oltre 40 milioni di euro per la perdita del traffico Chiquita. Riunione fiume ieri a Molo Vespucci tra i vertici dell’ente e la Cpc: anche per Luciani necessaria la proroga dell’ordinanza fino a giugno 

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CIVITAVECCHIA – Un danno quantificato in oltre 40 milioni di euro. Per il Civitavecchia Fruit Forest and Terminal quella di ieri è stata una giornata di conti e numeri, di riunioni aziendali e confronti con i legali che, come disposto dai vertici italo-belgi, dovranno percorrere tutte le strade possibili per tutelare la società. E così Cfft è pronta a chiedere un maxirisarcimento all’Autorità di Sistema Portuale: a conti fatti si parla di 40/45 milioni di euro. La lista in effetti è lunga. C’è innanzitutto la perdita del traffico con Chiquita, azienda leader del settore che già la scorsa settimana ha dirottato la nave di banane a Livorno e lo farà anche oggi.

Anzi, come confermato ieri sera dal vicepresidente di Cfft Sergio Serpente in apertura del convegno con il senatore Adolfo Urso nella sede della Svolta, Chiquita sarebbe pronta ormai a salutare Civitavecchia dopo undici anni; questo se la vertenza non troverà soluzione nelle prossime ore. Ma Cfft ha messo in conto anche gli investimenti fatti negli ultimi tempi, dall’area di stoccaggio a Fiumaretta all’affitto del capannone all’interno dell’Interporto, fino ai circa 6 milioni di euro per l’acquisto delle gru. E poi, ovviamente, il danno di immagine subito dalla società. Il tutto, appunto, per oltre 40 milioni di euro in totale, che si sommano alle già tante criticità che pesano sulle casse dell’ente.

Intanto nella tarda mattinata di ieri si è svolta una riunione fiume a Molo Vespucci tra la dirigenza dell’Authority e la Compagnia portuale. Preoccupazioni e proposte da parte della Cpc, con il presidente Enrico Luciani che ha condiviso quanto già chiesto da più parti nei giorni scorsi, ossia la necessità oggi di prorogare l’ordinanza dell’Adsp fino al pronunciamento nel merito del Tar del Lazio, previsto per giugno. «Questi mesi – ha aggiunto – serviranno sia per trovare un accordo tra le varie parti coinvolte, sia soprattutto a rimettere le bocce ferme per garantire allo scalo quella serenità di cui ora ha bisogno. Servono contromisure per riportare equilibrio e ragionevolezza, per garantire traffici e lavoro. I vertici dell’Adsp credo abbiamo ben capito questo, consapevoli della delicatezza del momento e del fatto che, quelli che prima erano rischi, oggi sono diventati realtà». E la Cpc ha confermato l’adesione allo sciopero generale del porto indetto da Filt Cgil e Uiltrasporti per il 22 novembre. Sindacati che hanno anche chiesto agli assessori regionali al Lavoro, alle Attività Produttive e ai Trasporti la convocazione di un tavolo di crisi, così come già avvenuto ad inizio agosto. «Siamo molto preoccupati – hanno spiegato Borgioni, Manicone e Gallo della Uiltrasporti – oggi affermiamo con certezza la debolezza del sistema portuale di Civitavecchia. Respingere traffici significa compromette la capacità e lo sviluppo di un intero sistema».


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