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«Così si incentiva l'e-commerce»

«Così si incentiva l'e-commerce»

L'assessore Patrizio Falasca commenta la proposta del vicepremier Di Maio di chiudere i negozi la domenica. «Si andrebbe verso una grande perdita di incasso soprattutto per i piccoli commercianti»

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LADISPOLI – Fa discutere l’idea del vicepremier Luigi Di Maio di tornare alla chiusura domenicale delle attività commerciali. Per Di Maio, come spiegato in queste ore, «ci sarà sempre un posto dove andare a fare la spesa» grazie a un meccanismo di turnazione che vedrà aperto sempre il 25% delle attività commerciali presenti su un determinato territorio.
 A decidere le modalità di apertura e i turni saranno, secondo Di Maio, Sindaco e commercianti. Ma l’idea, al momento non piace granché, anche ai suoi partner di governo cbe vorrebbero veder bloccato questo meccanismo di chiusura almeno nelle città turistiche. (Agg. 12/09 ore 8.04) segue

CONTRARIO L’ASSESSORE FALASCA. E mentre negli alti piani della politica si discute e si decide del futuro dei commercianti, a intervenire sul piano locale è l’assessore alla Tutela, Promozione e Sviluppo delle Attività Produttive; Politiche del lavoro e dell’occupazione; Comunicazione visiva, Web e Innovazione tecnologica Patrizio Falasca. 
«Si tratta di una scelta fortemente sbagliata» ha detto l’Assessore, guardando all’apertura domenicale anche a un modo come un altro che piccole città, magari non all’altezza di Roma o Milano, hanno per attirare turismo. Basti infatti solo pensare a viale Italia che con i suoi negozi sempre aperti la domenica riescono ad attirare molti cittadini, e non solo. Una giornata, la domenica, dove si è anche abituati ad andare a pranzo fuori, con la famiglia per poi fare una passeggiata tutti insieme per un gelato o un aperitivo serale e perché no, anche per un po’ di shopping. 
Non solo attrattativa ma anche servizi. Per l’Assessore immaginare viale Italia di domenica, con negozi e bar chiusi darebbe un’immagine «sterile e disincentiverebbe l’hinteraldn della Città a sceglierci come meta». E poi c’è la “questione” dell’e-commerce o commercio elettronico. «Tutto avrebbe maggior senso – ha spiegato – se si fermasse anche quello, ma non si può!». 
Scelta, dunque, fortemente errata per Falasca, che andrebbe ad incentivare la vendita online «praticata esclusivamente dalla grande distribuzione organizzata praticamente 24 ore su 24 e magari su siti Web di diritto giuridico estero». (Agg. 12/09 ore 8.30)

LE RIPERCUSSIONI SULLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE. E a rimetterci sarebbero, per Falasca «i piccoli negozi», quelli cioè a conduzione familiare o con meno di 20/30 dipendenti. «La domenica – ha poi proseguito – è il secondo più importante giorno della settimana a livello di incassi. Il consumatore non lavora, passeggia e magari in maniera “emozionale e tradizionale” acquista». 
«Se l’idea del vicepremeri dovesse essere portata avanti – ha proseguitol’Assessore – per i piccoli e medi esercenti, già in particolar modo schiacciati dalla depressione economica e da un cuneo fiscale esagerato, si prospetterebbe sicuramente una forte flessione sugli incassi mensili e una diminuzione di fatturato che li costringerebbe anche a valutare un’ulteriore riduzione del personale. D’altronde, lo sappiamo benissimo – ha concluso l’Assessore – che moltissimi giovanissimi riescono a malapena a lavorare nei week end grazie alla maggiore domanda dei consumatori. Eliminando la domenica dal programma lavorativo di negozianti, ristoratori, somministratori …. lascio a voi le dovute conclusioni». (agg. 12/09 ore 9)


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