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Mattarella: ''La lotta alle mafie è un impegno da riaffermare''

Mattarella: ''La lotta alle mafie è un impegno da riaffermare''

Il presidente della Repubblica al porto per salutare gli oltre mille studenti imbarcati sulla "Nave della legalità"

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CIVITAVECCHIA – ‘‘Nessun agente di scorta sarà dimenticato. Le stragi hanno ucciso ma non cancellato!’’. Oppure ‘‘La mafia uccide il silenzio pure’’. Sono solo alcune delle frasi scritte sugli striscioni comparsi  al porto, in occasione della partenza della nave della legalità che, per l’ennesimo anno, è partita da Civitavecchia, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Oltre mille tra ragazze e ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti e dirigenti scolastici, sono salpati a bordo della Splendid di Gnv destinazione Palermo, dove arriveranno alle 8 di domani mattina. Ad accoglierli il presidente dell’Adsp del Mare di Sicilia Occidentale Pasqualino Monti, questa volta ad attendere gli studenti a Palermo e non a salutarli a Civitavecchia; in terra siciliana i ragazzi parteciperanno alle iniziative di #PalermoChiamaItalia volute per ricordare Giovanni Falcone e la strage di Capaci, 26 anni fa. A salutarli ed accompagnarli in questo viaggio il Capo della Polizia Gabrielli, una commossa Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che più volte ha interrotto il suo discorso ricordando gli angeli della scorte di Falcone e Borsellino e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che si è soffermato sulla figura dei due giudici, Falcone e Borsellino, e dell’importante e delicato ruolo che ricoprono gli uomini e le donne della scorta. Tutti nei loro interventi hanno nominato ad alta voce le donne e gli uomini che hanno perso la vita a causa del potere mafioso, mentre con profondo senso del dovere servivano lo Stato.

«Il 23 maggio è una data che non si può dimenticare – ha detto Mattarella – viene ricordata ogni anno la data del vile attentato di Capaci. Da allora si è sviluppato un movimento di reazione civile prezioso e importante, contro la mafia che ha ottenuto risultati importanti ma che richiede ulteriori impegni. La lotta alle mafie è un impegno da riaffermare per sradicare questo fenomeno da tutti i territori del paese. La presenza della mafia ostacola lo sviluppo economico, frena le possibilità di lavoro, condiziona possibilità di vita sociale, riduce la libertà di ciascuno per questo è importante la testimonianza che state portando oggi». Mattarella ha quindi stretto la mano a Tina Montinaro, vedova di uno degli agenti uccisi, facendo i nomi degli otto uomini e donne della scorta morti nelle stragi di Capaci e via D’Amelio. Agenti ai quali sono state dedicate le cerimonie di quest’anno.


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