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Giancarlo De Gennaro lascia l'Asp Civitavecchia

PALLAVOLO. La decisione dello storico dirigente civitavecchiese con parole piccate sul suo profilo Facebook. «Per le miserie umane, dopo quaranta anni sono costretto a lasciare la mia società. Inizierò percorsi nuovi con amici preparati da qualche altra parte»

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Dopo quaranta anni di Asp, Giancarlo De Gennaro lascia la società che nel corso del tempo lo ha visto ricoprire praticamente quasi tutte le posizioni tecnico-dirigenziali. Saluta, quindi, uno dei pilastri del club civitavecchiese. 
Di seguito le parole che il dirigente rossublu ha scritto sul suo profilo Facebook: «Per motivi interamente ascrivibili alla lunga lista delle miserie umane, dopo quaranta anni e dolorosamente, sono praticamente costretto a lasciare la MIA società: l’A.S.D. Pallavolo Civitavecchia. Quando ne assunsi la guida, oltre venti anni fa, la ereditai piuttosto malconcia, un basso numero di iscritti, dirigenti in smobilitazione e, nonostante fossero gratuite sia le locazione che le utenze (pochi mesi dopo infatti tutte messe a mercato), finanze incerte. Con un compagno di viaggio preparato e metodico, il prof. Sirio Gatti, abbiamo costruito una piccola azienda: tante attività collaterali, altre discipline sportive (per attenuare i costi di gestione), nuovo impulso nella promozione scolastica e presso il tessuto cittadino, primi campi estivi a Civitavecchia e soggiorni sportivi fuori città, decine di iniziative. Abbiamo commesso certo tanti errori ma abbiamo raggiunto anche risultati straordinari, incredibili date le condizioni economiche di partenza: Prima società in Italia (su 5000 circa) per iscritti (oltre 360) e attività federale svolta; terza scuola Nazionale Federale di Pallavolo in Italia e recentemente marchio di Qualità Oro FIPAV. La serie B1 con i maschi e la serie B2 con le femmine, uno straordinario terzo posto in Italia in Coppa Italia di B2, la Nazionale femminile nostra ospite per due settimane e tanti altri traguardi di cui sono veramente orgoglioso. Poi alcuni attriti e diversità di opinioni con il mio compagno di viaggio, ci hanno indotto a chiamare in società dirigenti del passato e da lì, in un paio di anni, fra scelte mai prese, decisioni non condivise e sbagliate, una tristissima vicenda personale e anche qualche insulto e calunnia, l’epilogo di questi giorni. Una semplice conservazione di interessi lontana anni luce dalla nostra ‘‘Mission’’ Il mio pensiero va a tutti coloro i quali hanno contribuito a raggiungere tali risultati, atleti, tecnici e dirigenti, oltre che naturalmente a Sirio, alla grande Sonia a Giorgio e tanti altri; a loro il mio ringraziamento più grande e sincero. Ho energie, e ritengo anche competenze (devo dire riconosciute da molti), sufficienti per iniziare percorsi nuovi con amici preparati, appassionati e competenti. È inteso quindi che non finisce qui».


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