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Royal bus, ultimatum dei lavoratori a Passalacqua

Royal bus, ultimatum dei lavoratori a Passalacqua

Protesta degli autisti all’Interporto: chieste le mensilità arretrate in mancanza delle quali  non è escluso si possa passare a un’ingiunzione di pagamento

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CIVITAVECCHIA – I lavoratori Royal bus protestano e chiedono il pagamento delle mensilità arretrate al presidente Massimiliano Passalacqua. Nuovo capitolo della vertenza con gli autisti stanchi di continue promesse non mantenute. Ieri mattina, davanti ai cancelli dell’Interporto, i lavoratori hanno alzato la voce per chiedere quanto gli spetta di diritto e si dicono pronti all’ingiunzione di pagamento nei confronti di Royal bus e, quindi, Massimiliano Passalacqua.

“La maggior parte di noi – hanno spiegato – ha ricevuto solo un acconto della mensilità di ottobre e poi più niente. Siamo preoccupati per il nostro futuro ma soprattutto – hanno sottolineato – siamo stanchi delle tante promesse che ci sono state fatte, mai mantenute”.(agg. 23/01 ore 9) segue

“SERVIZIO SEMPRE ASSICURATO”. Amarezza e rabbia che si alternano e la consapevolezza di aver sempre e comunque garantito il servizio, nonostante i mesi non pagati. I lavori si sono detti stanchi dei continui rimpalli di responsabilità.

“Non abbiamo fatto un solo giorno di sciopero – hanno continuato i lavoratori – nonostante tutto abbiamo sempre assicurato il servizio ma ora siamo davvero stanchi, è una situazione ormai insostenibile”. (Agg. 23/01 ore 9.30)

“PROMESSE NON RISPETTATE”. “Venerdì – spiegano i lavoratori – abbiamo avuto una riunione con Passalacqua che ci ha promesso che gli stipendi sarebbero arrivati al massimo entro martedì, così come ci aveva promesso che sarebbero stati venduti 4 bus, ma i mezzi sono ancora qua, siamo alla frutta: è nostra intenzione fare un’ingiunzione di pagamento nei confronti di Royal bus se entro due o tre giorni non avremo gli stipendi”. I lavoratori Royal bus fanno quadrato e chiedono gli stipendi mancanti e delucidazioni sul proprio futuro, puntando il dito contro il loro datore di lavoro.

Dubbi anche per quanto riguarda il futuro occupazionale. Il patron di Port mobility, infatti, aveva promesso che tutti i lavoratori connessi con il porto sarebbero stati assunti. “Noi però – hanno concluso i lavoratori – al momento siamo bloccati in questa sorta di limbo, non siamo stati ancora licenziati, non veniamo pagati e non sappiamo cosa ne sarà di noi. Vogliamo quello che ci spetta di diritto – hanno tuonato – e chiarimenti su quale sarà il nostro futuro, una volta per tutte”. (Agg. 23/01 ore 10)

Fra.Bal.


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