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Superati i limiti del Pm10, ma nessuno lo sa

Superati i limiti del Pm10, ma nessuno lo sa

INQUINAMENTO. Il 23 e il 24 febbraio almeno una centralina Arpa ha registrato valori di polveri sottili superiori alla norma. Il Sindaco ha deciso di mantenere spenti i pannelli dell’Osservatorio. Informato degli sforamenti, non ha preso provvedimenti né comunicato alcunché. Grasso: «Assurdo comportamento di chi vorrebbe i dati in tempo reale e invece ‘‘oscura’’ ogni informazione» Marsili (Osservatorio): "Il Comune ha chiesto che i dati non siano portati a conoscenza della popolazione"  

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CIVITAVECCHIA – Il risultato della politica ambientalista di Cozzolino e Manuedda è quello di aver azzerato anche quel minimo di trasparenza ed informazione sulla qualità dell’aria di Civitavecchia, che veniva fornita dal Consorzio di gestione dell’Osservatorio Ambientale.

Come già riportato ieri, infatti, dopo la richiesta del Ministero dell’Ambiente di ripristinare la continuità del monitoraggio ambientale, con la Regione Lazio che ha chiesto al Consorzio di riattivare la rete almeno per un mese, non c’è possibilità di comunicare i dati alla popolazione, su espressa decisione dell’amministrazione a Cinque Stelle. I display sono spenti e così nessuno si è accorto che dal 23 febbraio i polverometri della rete Enel incano valori vicini e in alcuni casi superiori al limite di legge fissato a 50 microgrammi al metrocubo. Succede lo stesso anche nella rete gestita direttamente da Arpa. Però, i pannelli sono spenti per volere del Sindaco Cozzolino, che è stato informato comunque, ma non pare aver preso alcun tipo di provvedimento. 

Singolare che una amministrazione che ha combattuto le sue battaglie per i dati in tempo reale (anche con tutte le difficoltà del caso per la validazione e comunicazione) al fine di offrire la possibilità di non uscire di casa in determinate condizioni meteo e di inquinamento, non abbia detto alcunché e anzi abbia fatto spegnere i pannelli, pur essendo a conoscenza degli sforamenti.

Dai report, risulta infatti che la centralina Arpa denominata Civitavecchia Porto il 23 febbraio ha registrato valori di PM10 di 58 microgrammi/mc. Il giorno successivo, 24 febbraio addirittura 85 microgrammi al metrocubo, rispetto al limite normativo di 50 e a quello indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di 20.

E’ chiaro che da questi dati e dall’assenza di qualsiasi reazione da parte del Sindaco, che non ha informato la popolazione, anzi tagliando anche i pannelli che comunque non sarebbero costati nulla al Comune, non ha emesso alcun tipo di ordinanza come avvenuto recentemente in numerose altre città italiane a fronte di sforamenti delle polveri sottili.

«In questo senso – ironizza il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso – Manuedda e Cozzolino hanno ragione: le centraline sono tutte inutili, visto che anche quando segnalano il superamento, anche importante, dei limiti di legge, non c’è alcuna reazione da parte del Comune. E in questo caso, a fronte di tante belle parole dei pentastellati, non c’è neanche un minimo di comunicazione da parte di chi ha fatto le barricate pretendendo flussi di dati dal camino della centrale in tempo reale. Qui non hanno detto nulla, pur sapendolo, neppure dopo 3 giorni e anche di fronte all’intervento del Ministero dell’Ambiente che ha preteso la riattivazione anche temporanea della rete, si sono incaponiti nel mantenere spenti i pannelli. Cozzolino ci spieghi quale è il senso di tutto ciò». 

Manuela Busnengo


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