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«Fuori dall'aula dico ciò che voglio»

Ennesima sortita del Presidente del Consiglio Comunale in risposta alla mozione delle minoranze. Cerasa:« Gino Vinaccia si comporta come un bambino: gli ho solo chiesto di dimostrare se abbia mai realizzato una finestra o un'altra opera. Di questo nuovo casus belli non importa nulla a nessuno»

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«E' difficile costringermi al silenzio, quale Presidente del Consiglio, quando non si perde occasione per condurre attacchi all'esercizio della mia funzione. Sembra ormai uno sport a cui la minoranza si dedichi volentieri e, come al solito, senza eccezione alcuna e senza alcuna differenziazione». Con queste parole è definitivamente rotta la tregua tra il presidente del Consiglio comunale, Tiziano Cerasa e le opposizioni. Che già  era traballante dopo che lo stesso Cerasa aveva attaccato i consiglieri delle minoranze durante una trasmissione autogestita, oggetto poi di una mozione urgente che ha come primo firmatario il capogruppo dell'Udc, Gino Vinaccia. «Non credo sia corretto immaginare, pensare, ritenere « aggiunge Cerasa – che un Presidente, in quanto soggetto istituzionale super partes, debba tacere anche fuori dall'Aula Consiliare, privandosi del diritto, che è consentito a tutti, di dare spiegazioni e fornire le motivazioni dei propri comportamenti. E' ciò che mi sono limitato a fare in una trasmissione televisiva, alla quale ritengo di poter accedere senza chiedere il permesso alle minoranze e nella quale esprimere le mie opinioni, anche politiche, cui non si rinuncia neppure quando si sale alla Presidenza della Camera dei Deputati, o a quella del Senato e persino alla Presidenza della Repubblica. Non credo di essere venuto meno ai miei doveri – aggiunge Cerasa – e tantomeno di avere turbato l'equilibrio dei rapporti istituzionali avendo occasionalmente fatto riferimento al collega Vinaccia, per invitarlo a dire quali concreti risultati avesse ottenuto nella sua attività  di Consigliere comunale. D'altronde ho fornito a Vinaccia l'occasione per replicare e dire se avesse mai realizzato una finestra o altre opere di cui tutti saremmo stati edotti. Non vorrei che come un bimbo infastidito dai capricci dei suoi compagni di gioco ricorra al papà  chiedendogli di sgridare e di rimproverare i suoi amici».

«Ho sperato e spero che questo nostro Consiglio possa elevarsi nel tono affrontando i contenuti dei problemi e abbandonando le giostre di una polemica continua spesso immotivata, che non porta ad altri risultati se non a quello di consolidare la maggioranza così come è avvenuto di recente con la dichiarazione di 18 consiglieri. Non penso che la città  attenda con ansia di discutere la mozione presentata dalle minoranze che hanno il gusto di creare un nuovo casus belli del quale, ne sono sicuro, non importa niente a nessuno».


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