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L'Unione e la guerra sommersa

Gli strascichi del dopo-Piendibene e le reazioni al tavolo dimezzato: la coalizione sempre più lontana dalla sintesi. I socialisti restano fermi su Antonietta Urbani, perCivitavecchia ripropone la tesi delle primarie e la battaglia nei Ds continua: Piero Alessi tira in ballo lo statuto

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di MARCO SETACCIOLI

L'arrivo del nome di Marco Piendibene nello scenario già  confuso dell'Unione, da molti presentato come l'ultima opportunità  per la coalizione di ritrovare la propria compattezza, sembra almeno per ora non raccogliere i frutti sperati. Resta infatti ancora da capire con quale connotazione politica l'ex capogruppo della Quercia approderà  sul tavolo del centrosinistra e soprattutto se su quel nome possa trovarsi una convergenza di tutti i partiti, eventualità  al momento improbabile.

Abbastanza fredda nei confronti di quest'ultima novità , è comunque la reazione dei socialisti, che spiegano di voler proseguire dritti per la loro strada, che è quella di un sostegno pieno ad Antonietta Urbani. Una candidatura non di bandiera sottolinea il segretario dello Sdi Mario Flamini perchà© fortemente rappresentativa dell'Unione. Diverso invece l'atteggiamento nei confronti di Piendibene. Nulla da eccepire sul nome, che è quello di un personaggio stimabilissimo precisa ma i nostri interlocutori restano i partiti e non le loro correnti.

Più cauto invece il portavoce di PerCivitavecchia Mario Dei Giudici, che si dice dispiaciuto del fatto che la candidatura di Piendibene sia arrivata così tardi, quando cioè nella coalizione tutte le forze hanno già  assunto una posizione. Ora però aggiunge occorre prendere atto che nessun candidato riesce ad ottenere la totalità  dei consensi e lasciare che sia la gente a decidere. Confesso infatti di non comprendere le ragioni che alcuni accampano contro le primarie, soluzione alla quale non solo mi affiderei senza paura, ma che mi sembra l'unica percorribile. Nà© condivido i timori di quanti credono che ci siano candidati favoriti rispetto ad altri, dal momento che tutti quelli sul tappeto sono già  noti alle cronache.

Nel frattempo è bagarre nei Ds, dopo le accuse mosse dalla segretaria Annalisa Tomassini, alla minoranza della Quercia di agire al di fuori delle regole. Sulla vicenda è infatti intervenuto l'esponente diessino Piero Alessi, il quale ricorda infatti come sia legittimo da parte della segretaria esprimere una critica, ma non rimproverare alla minoranza la violazione di regole, che difendono invece il pluralismo. L'articolo 4 dello statuto del partito spiega infatti Alessi sancisce sia la possibilità  di esprimere opinioni anche difformi da quelle della maggioranza, che quella di proporre candidature anche di persone non iscritte ai Ds, mentre la segretaria invoca una sorta di centralismo democratico. Alessi conclude auspicando che il confronto continui in seno agli organi di partito, con toni consoni e senza il sospetto, definito offensivo, che qualcuno lavori per dividere i Ds.


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