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Vaccinazioni, venticinque numeretti e inviti solo per i residenti

Genitori e neonati costretti a tornare spesso due volte alla Asl. Lettere spedite seguendo l’elenco dell’anagrafe, ignorando i domiciliati che hanno un  pediatra della Roma4

CIVITAVECCHIA - Un Centro Vaccinazioni da rivedere. Potrebbe essere questo il primo problema da affrontare in questo inizio anno per il direttore generale della Asl Roma4 Giuseppe Quintavalle, dal momento che la struttura di via Terme di Traiano, dotata comunque di alte professionalità tra medici e infermieri, sotto il profilo delle prestazioni erogate appare alquanto lacunosa negli orari di ricevimento. Vaccinare un neonato di questi tempi non è cosa semplice a Civitavecchia, bisogna presentarsi all’alba per riuscire ad avere l’agognato numeretto, dal momento che i posti giornalieri disponibili sono solo venticinque e spesso alle 10,30 i numeretti sono esauriti già da un po’.

E questo vale anche per le informazioni da chiedere. È vero, tanto i metronotte all’ingresso, quanto gli stessi infermieri del Centro Vaccinazioni (se contattati dopo le 11 al numero 06.96669488) sono disponibilissimi, ma per ottenere le famose due iniezioni e le gocce da somministrare, delle volte bisogna tornare due volte alla Asl di via Terme di Traiano. Ma non è tutto. Un altro aspetto da valutare è quello relativo alle comunicazioni ai genitori. La Asl Roma4 invia nei tempi giusti una lettera per invitare mamma e papà a vaccinare il piccolo entro i primi tre mesi di vita, ma lo fa agganciandosi all’anagrafe del Comune di Civitavecchia, dal cui elenco risultano solo i bambini residenti, non quelli nati e domiciliati. Problema facilmente superabile, se l’azienda sanitaria optasse in contemporanea per una visura dell’elenco dei bambini domiciliati.

Come fare? Basta esaminare i piccolissimi pazienti per i quali i genitori hanno scelto un pediatra a Civitavecchia e nei comuni limitrofi. Invece no, tutto è affidato alla scrupolosità dei Comuni di residenza dei genitori (il neonato segue la residenza della mamma), che molte volte non arrivano in tempo. Così si crea il problema: il genitore più scrupoloso si informa e provvede a vaccinare comunque il bambino nei tempi giusti, altri invece – poco informati, totalmente ignoranti in materia o in attesa di una lettera che non arriverà mai - si accorgono della anomalia con notevole ritardo e solo per caso. Tutto questo ovviamene non si concilia con la grande campagna messa in atto sull’importanza delle vaccinazioni e crea ancora più distanza tra la Asl e i cittadini.  

(09 Gen 2018 - Ore 10:30)

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