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Tpl, Grasso: ''Emerge la figura di un Sindaco succube di Enel''

Il capogruppo de La Svolta chiede chiarezza: “I mezzi da 8 metri esistono e la BredaMerinibus aveva presentato un’offerta alla gara, poi cambiata in corsa. Serve una risposta”

CIVITAVECCHIA - “Da questa vicenda emerge la figura di un Sindaco succube di Enel”. Duro il capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso che torna sull’argomento tpl e, in particolare, sulle criticità e sui dubbi emersi dall’inaugurazione dei nuovi mezzi da 10,4 metri a metano. “Il rinnovo della flotta – ha spiegato – è sicuramente una buona notizia ma siccome sono stati spesi quasi 3 milioni di euro da Enel nell’ambito delle convenzione Via e a fronte di una fornitura che ha creato e crea disagi è necessario fare chiarezza e capire di chi è la responsabilità”.

Non retrocede il capogruppo de La Svolta che sottolinea come nel corso del consiglio comunale l’assessore Alessandro Manuedda abbia parlato di una scelta imposta dal Ministero dell’Ambiente per quanto riguarda il metano e di conseguenza – come sottolineato a più riprese da vari esponenti e simpatizzanti a Cinque stelle – la scelta obbligata di autobus da 10,4 metri, perché non esistono di dimensioni inferiori. Grasso ha fatto anche notare il fatto che i bus elettrici costano circa il doppio e che potrebbe essere un fattore che ha influenzato la scelta.

Grasso ricostruisce l’iter ricordando come nella delibera di giunta del 21 marzo 2017, che approvava il capitolato tecnico a firma dell’ingegner Pepe, dal Comune venivano richiesti 10 bus a metano da 8 metri di lunghezza oltre a un secondo lotto da 2 mezzi da 12 metri, su queste richieste Enel ha messo mandato in gara l’acquisto degli autobus  “tutti dati – ha continuato il capogruppo de La Svolta – verificabili dalla Gazzetta ufficiale. Ho parlato personalmente con l’ex BredaMenarini, oggi Industria italiana autobus, che ha partecipato alla gara, presentando l’unica offerta per il lotto dei mezzi da 8 metri”.

Un dato che va a smentire quanto dichiarato nei giorni scorsi per giustificare l’eccessiva lunghezza dei mezzi perché l’azienda aveva già disponibili bus a metano da 8 metri a metano euro 5, mentre per gli euro 6 “mancava l’omologazione, che sarebbe stata fatta in 30 – 60 giorni. Stando a quanto dice l’azienda però – ha detto Grasso – pare che Enel abbia poi annullato la gara facendone un'altra per la fornitura di 10 mezzi da 10 metri e 2 da 12. La stessa Industria italiana autobus si è aggiudicata stavolta il lotto più piccolo per i 2 mezzi da 12 metri, mentre la Iveco ha fornito le vetture da 10,40 metri, prodotte in Francia e all'esordio sul mercato italiano. Enel ha poi parlato all’azienda di urgenza – ha continuato il capogruppo de La Svolta – dicendo di non poter attendere l’omologazione, anche se i mezzi sono stati consegnati dopo un anno, quindi si sarebbero potuti avere i bus da 8 con l’omologazione. Quello che mi chiedo è chi abbia deciso questo cambio di rotta, perché non mi risultano atti amministrativi. Enel ha cambiato in corsa? Se è così perché il Comune non è intervenuto? Anche perché – ha sottolineato Grasso - su circa 10 mezzi soltanto 5 o 6 potrebbero girare oggi”.    

Una serie di domande a cui Grasso ritiene sia necessario rispondere, anche visti i disagi che si sono creati con linee periferiche e frequentate, come la B che passa per San Liborio e che non potrà utilizzare i nuovi mezzi “si crea una distinzione tra cittadini di serie A che possono avere gli autobus nuovi con le pedane per disabili e quelli di serie B che devono accontentarsi dei vecchi mezzi. Serve una risposta – ha tuonato il consigliere comunale – è stato il Sindaco a decidere questo cambio per i bus da 10,40 metri? È in grado di non essere subalterno di Enel?”. Duro il capogruppo de La Svolta che ricorda la rinuncia “ai 300 milioni di investimento sull’Eolico da parte di Enel. Poco importa che c’è chi parla di irrealizzabilità perché considero quel contenuto parte di un contratto vincolante. Oppure – ha aggiunto Grasso – il fatto che per la prima volta i cittadini civitavecchiesi dovranno restituire soldi all’Enel, circa 320 euro a famiglia per quei famosi 17 milioni. Altro che soldi sporchi di sangue. Mi attendo – ha concluso Grasso – che Enel o l’amministrazione comunale chiariscano come sono andate le cose perché la gara era stata espletata ed era già stata presentata un’offerta, poi si è tornati indietro”.

(12 Giu 2018 - Ore 14:46)

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