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Torino, racket dei banchi a Porta Palazzo: eseguite 3 misure cautelari in carcere

TORINO - Nel mese di Dicembre 2017, quindici cittadini di nazionalità marocchina che svolgevano mansioni di facchinaggio nell’area mercatale di Porta Palazzo, assistiti dal loro legale, hanno presentato alla locale Procura della Repubblica, alla Polizia Municipale del Presidio di Porta Palazzo ed al Commissariato di P.S. Dora Vanchiglia un esposto nei confronti di due fratelli, anch’essi di nazionalità marocchina ed anch’essi “carrettisti”, ovvero addetti allo smontaggio e montaggio dei banchi del settore ortofrutticolo del mercato di Piazza della Repubblica. Tutti hanno confermato di svolgere di fatto e da diversi anni, in alcuni casi anche venti, attività di facchinaggio (montaggio e smontaggio degli stalli del settore ortofrutta), senza alcun contratto di lavoro o di formale appalto, percependo compensi in denaro, rigorosamente in forma contante, senza il rilascio di alcuna fattura o ricevuta fiscale.

 

SMONTAGGIO E RIMONTAGGIO BANCHI SVOLTO SENZA CONTRATTO E CON PAGAMENTO IN CONTANTI OGNI FINE SETTIMANA

Le indagini hanno confermato che lo smontaggio e rimontaggio dei banchi veniva svolto senza contratto e con un corrispettivo in denaro contante ogni fine settimana: 30 Euro a settimana per ogni singolo banco, con un volume di affari “in nero” decisamente rilevante, atteso che sulla sezione ortofrutta di Porta Palazzo insistono circa 260 banchi. Come è emerso dalle indagini, fino a pochi anni fa sulla Piazza vigeva un clima di reciproco rispetto tra i vari “carrettisti” abusivi, i quali avevano evidentemente raggiunto un tacito illecito accordo finalizzato alla lucrosa spartizione dei proventi derivanti dall’attività in questione, basata sull’elusione di tutti gli adempimenti fiscali, contributivi, previdenziali e di sicurezza sul lavoro. L’affacciarsi sul mercato di un nuovo operatore aggressivo ha, pertanto, determinato inevitabili frizioni, culminate in numerosi e violenti scontri fisici tra le due opposte fazioni, talvolta avvenuti durante la piena operatività del mercato, con serio pericolo per l’incolumità dei clienti e degli esercenti di Piazza della Repubblica. Il clima di tensione creatosi ha, quindi, avuto inevitabili ripercussioni sulla serena e regolare attività dei commercianti dell’ortofrutta. La situazione creatasi ha condizionato i commercianti anche nella scelta dei facchini da deputare alle mansioni di montaggio e smontaggio. Dalle indagini, è emerso come non era possibile scegliere persone diverse da quelle già operanti sulla Piazza nel timore fondato di ritorsioni sulle attività quali, ad esempio, atti vandalici sui mezzi e sui banchi utilizzati dai commercianti.  (Agg.12/9 ore 19,13)

DALLE INDAGINI È EMERSO UN CLIMA INTIMIDATORIO ED ESTORSIVO

A suffragare il quadro già preoccupante relativo al clima intimidatorio ed estorsivo emerso dalle indagini svolte si è aggiunto, durante lo scorso mese di gennaio, un esposto presentato da un componente della Commissione Tecnica Comunale - Settore Commercio che confermava il quadro di illegalità radicata e diffusa nonché la presenza di due opposte fazioni di addetti al facchinaggio che genera timore nei commercianti e costituiva intralcio al regolare svolgimento dell’attività di carico e scarico merce, oltre a violare in più punti lo stesso regolamento comunale.
L’attività investigativa condotta dal personale del Commissariato “Dora Vanchiglia” ha permesso di contestare ad alcuni cittadini marocchini 7 tentativi di estorsione ai danni dei commercianti  del mercato ortofrutticolo di Porta Palazzo pertanto, in data odierna, è stata data esecuzione a 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dall’A.G. a carico di: Q.K. e A., fratelli,  rispettivamente di 33 e 28 anni; M.M.,  59 anni. Contestualmente è stato effettuato il sequestro preventivo dei carrettini in ferro di loro proprietà,  utilizzati per lo smontaggio e montaggio dei banchi, risultati vetusti e privi di ogni requisito di sicurezza e di identificazione. (Agg.12/9 ore 19,20)
 

(12 Set 2018 - Ore 19:09)

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