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Terme: Aquafelix si affida ai propri legali

Il responsabile Franco Farina ricorda la richiesta del 2008 alla Regione rimasta inevasa. Sarnella (Confimprese Turismo Italia): "Serve un intervento innovativo ed ambizioso che abbia un respiro internazionale". Forza Italia propone un’assemblea pubblica e invita a guardare ai prossimi cinque anni. Il Pd critica l’atteggiamento del Sindaco

CIVITAVECCHIA - Dieci anni di silenzio. Eppure tutti sanno quale è sempre stata l’intenzione del parco Aquafelix, quella cioè di destagionalizzarsi e di poter prolungare l’attività per almeno altri cinque mesi l’anno, attraverso l’utilizzo di acqua termale. Ma nessuno ha mai risposto o dato importanza ad un progetto che viene dal territorio e qui affonda le sue radici. Un progetto che è transitato per Palazzo del Pincio, nel corso degli anni, ma di passaggio. Risale al 2008, infatti, la richiesta di Euro Park, proprietaria e gestore del parco acquatico Aquafelix indirizzata alla Regione Lazio, di poter utilizzare le acque termali. Anzi, veniva specificato “parte delle acque ad oggi sprecate e disperse sui terreni circostanti i pozzi di captazione, da convogliare – si chiedeva – con accorgimenti opportuni e a norma di legge, nelle esistenti piscine del parco acquatico Aquafelix. La fruibilità delle acque permetterebbe l’utilizzazione della struttura per l’intera annualità, con benefiche ricadute anche sul piano occupazionale”. Una richiesta, questa, a cui non è mai stata data risposta, tanto che oggi, anche e soprattutto alla luce dell’autorizzazione alle perforazioni concessa alla società viterbese di Fausto Sensi, Aquafelix sta interessando i propri legali, valutando come poter far valere proprio quel documento del 2008 rimasto inevaso. Lo ha confermato il direttore del parco, Franco Farina, che si sente preso in giro da quanto sta avvenendo oggi. “Non ce l’ho con nessuno, né con i Sensi, né con il Sindaco – ha spiegato – le terme in città le vogliamo tutti, io per primo da civitavecchiese. Ma la situazione che si è delineata oggi, quando a noi non è mai stato risposto, ci fa pensare di aver investito nella città sbagliata”. Anche Cozzolino era a conoscenza del progetto “Therme di Traiano Wellness” legato all’Aquafelix, ma come altri anche questa amministrazione lo ha messo nel cassetto senza una reale spiegazione. “Stiamo lavorando per le terme, mi è stato più volte risposto – ha aggiunto Farina – ma oggi ci troviamo senza niente, e con un progetto come il nostro finalizzato ad un utilizzo di massa e quindi fruibile da chiunque e con importanti ricadute occupazionali fermo al palo. Eppure è un progetto realizzabile e con un minimo investimento, che tra l’altro non andrebbe in conflitto con un eventuale impianto più “d’elite” come quelli di cui si parla da anni”.

A seguire i progetti termali su Civitavecchia è da anni anche Giuseppe Sarnella, presidente di Confimprese Turismo Italia ricordando come la questione torni prepotentemente di attualità come sempre all’avvicinarsi delle elezioni. «Non è difficile attrarre imprenditori e investimenti, che questo sia un progetto di sicuro successo lo dicono i numeri - ha spiegato - quello che resta difficile è unire le forze, operare in sinergia per un grande progetto innovativo e ambizioso, destinato a ridisegnare il ruolo di Civitavecchia a livello internazionale. Un contesto storico e archeologico unico al mondo, circondato dalla natura incontaminata, in quello che tutti all’estero chiamano e considerano il “Port Of Rome”, deve necessariamente avere un respiro internazionale. Il progetto del Polo Termale di Civitavecchia deve essere realizzato in sinergia con i più importanti ed esperti attori internazionali del turismo di qualità. Solo così - ha concluso Sarnella - potrà realmente imporsi e trasformare il volto di questo territorio, portando migliaia di posti di lavoro e assicurando un futuro ai nostri giovani».

E qui si lega anche la proposta di Forza Italia, preoccupata che «al rilancio del territorio attraverso la creazione di un Polo termale che guarda al grande mercato mondiale, si preferisca un progetto di piccolo cabotaggio politico e di basso profilo». Gli azzurri propongono quindi di analizzare il progetto in un incontro pubblico, «non guardando ai prossimi cinque mesi, che potranno produrre solo promesse - hanno spiegato - ma ai prossimi cinque anni, che potrebbero invece produrre cantieri e strutture che daranno posti di lavoro per i nostri figli». 

Perplesso il gruppo consiliare del Pd, «per l’andatura del gambero di un sindaco come Cozzolino che prima esprime un parere contrario al progetto della trivellazione di pozzi “termali” - hanno sottolineato - salvo poi cambiare idea adducendo come giustificazione il parere favorevole espresso dai tecnici. Se la questione fosse solo tecnica, Cozzolino avrebbe comunque dovuto chiedere un parere tecnico prima di esprimere una qualsiasi opinione politica o programmatica. Puerile il tentativo di giustificare la sua retromarcia con dubbie clausole di “salvaguardia” che richiederebbero il ripristino dei luoghi solo a danno fatto. Del tutto trascurata dal sindaco, poi, la rilevanza politica del problema - hanno concluso dal Pd - che avrebbe richiesto una adeguata informazione ai cittadini ed un confronto nelle sedi istituzionali. Invece, come già in altre occasioni, la questione è stata trattata in maniera autoreferenziale alla faccia di quella partecipazione e condivisione di cui i ciarlieri a cinque stelle hanno riempito il programma».

 

(25 Nov 2018)

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