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In stallo gli stalli blu

Ancora fermi i lavori interrotti per il sospetto di anomalie nella gara rilevati da un alto dirigente. Tutto fa pensare che si cerca di trovare la soluzione con la Multiservizi

di TONI MORETTI

CERVETERI - E’ proprio vero, “non tutte le ciambelle riescono col buco”. Non farebbe male, a chi dell’amministrazione locale si accingesse a mettere in campo una cosa nuova, riflettere sui detti antichi e magari ripassare le ricette della nonna per fare in modo che le ciambelle riescano col buco. Quella dei parcheggi a pagamento nel centro storico della città, si è detto richiesta a gran voce dai commercianti di ciò che era naturalmente definito un centro commerciale naturale, sembra avviarsi verso  quel catalogo infinito di storie mai realizzate.  
Succede che l’amministrazione  comunale, cedendo alle “richieste” dei commercianti ma soprattutto alla necessità di razionalizzare i tempi di sosta in centro storico per permettere un incremento dell’accesso ed una maggiore disponibilità di sosta in quel perimetro, decide di istituire un’area per parcheggi a pagamento orario  e di farle gestire ad un privato e per questo, commissione al dipartimento di sicurezza, allora diretto dal comandante della Polizia Locale Marco Scarpellini. 
Il dipartimento appronta il progetto indicando perimetro e norme per la realizzazione che dopo varie consultazioni, anche coi cittadini interessati dai quali si sono raccolti suggerimenti, sul quale si stabilisce di indire una gara alla quale partecipa, unica e sola, un’azienda specializzata nella gestione di parcheggi a pagamento in quanto concessionaria di diversi spazi in diverse città. L’azienda in questione, si aggiudica il servizio e comincia a disporre uomini e mezzi per disegnare gli stalli blu dove previsto per poi passare al montaggio delle classiche macchinette che si garantiva fossero di ultima generazione.  
In corso d’opera, però, un accorto dirigente comunale fece notare che la gara indetta e aggiudicata, divergeva in qualche modo dalla norma in un punto sostanziale. Per la gestione degli spazi infatti, di proprietà del comune, non era stato previsto per l’Ente un canone definito e certo ma un agio previsto e studiato su una mera ipotesi di utilizzo degli spazi. Così non si poteva fare e si paventa il cambiamento di rotta e l’ipotesi di annullamento della gara e rifarla. Si interrompono i lavori e si interrompe l’installazione delle macchinette e sembra che l’azienda aggiudicataria si sia sfilata tanto da sembrare essere costretti ad annullare la gara e a rifarla daccapo. La concitazione di quei giorni però, a seguito dell’interruzione dei lavori, che ha creato invero parecchio disorientamento nei cittadini e nei visitatori che cercavano le macchinette per pagare la sosta ma non le trovavano e in quelle schiere di prenotati-raccomandati che avrebbero dovuto rivestire il ruolo di ausiliari per controllare l’area a pagamento, è stata tanta. Si è tentato in ogni modo di far recedere quell’azienda dalla decisione di mollare e di cambiare le condizioni, ma non c’è stato verso . 
“Tranquilli” fu allora la parola magica,  che facendo ricordare uno storico non lontano utilizzo, non tranquillizzò nessuno. 
“Faremo in modo che il servizio sia gestito dalla Multiservizi”. Ma a rigor di logica, anche questa sembra una ciambella destinata ad uscire senza buco.  La Multiservizi è una società per azioni e poco importa se il socio unico è il comune. Come tale funziona e sarebbe singolare se i suoi dirigenti o amministratori si prendessero la responsabilità di autorizzare una operazione che configurasse l’ipotesi reale di un passivo. Specialmente  coi risultati di bilancio ottenuti quest’anno. Si parla infatti,  di un utile considerevole dopo anni di profondo rosso.   

(04 May 2018 - Ore 10:30)

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