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Spaccio sul litorale, smantellato il ‘Drive in’ della droga: sei arresti

Maxi operazione dei Carabinieri della stazione di Pescia Romana e della Compagnia di Tuscania in collaborazione con i colleghi di Grosseto e Orbetello I boschi tra il Lazio e la Toscana trasformati in piazza di smercio dello stupefacente 

MONTALTO - I carabinieri di Pescia Romana e della Compagnia di Tuscania, coadiuvati dai colleghi di Orbetello e Grosseto, hanno dato esecuzione nella giornata di ieri ad un’ordinanza cautelare emessa dal gip del tribunale di Grosseto su richiesta della Procura, nei confronti di sei persone, cinque marocchini (in carcere) e un italiano, Riccardo Lupinetti 38 anni di Orbetello (ai domiciliari), tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti.  I provvedimenti rappresentano la conclusione di un’indagine diretta dalla Procura di Grosseto e partita nel luglio 2016 a seguito dell’arresto, da parte dei carabinieri di Pescia Romana, coordinati dal maresciallo Sergio Ferraro, di uno spacciatore locale.

All’esecuzione delle misure cautelari eseguite per tutta la giornata di ieri, hanno partecipato oltre ottanta Carabinieri dei comandi provinciali di Viterbo, Grosseto, Pistoia e Lucca. (SEGUE)

IL DRIVE IN DELLO SPACCIO - Lo spaccio avveniva nei boschi tra Capalbio e Orbetello: i clienti, come in un “Drive in” (circostanza che ha dato anche il nome all’operazione), attendevano il proprio turno in auto, al limitare del bosco. Si tratta di una indagine complessa, che ha interessato perlopiù il territorio di Capalbio, che si trova al confine tra due province e due regioni. L’operazione, come dichiarato dal procuratore Raffaella Capasso «disarticola l’illecita attività di vendita di sostanze stupefacenti tipo cocaina e hashish posta in essere dagli indagati nel vasto ambito dei comuni della costa viterbese e della parte sud della costa grossetana, nonché dell’Argentario». (Agg. 7/12 ore 12)

IL PRIMO TASSELLO - Dai controlli partiti da Pescia Romana nel luglio 2016 è emerso un primo tassello dell’indagine: lo spaccio avveniva in un bosco di Orbetello, una florida piazza gestita da tre marocchini e frequentata da assuntori molto giovani, alcuni dei quali già noti ai carabinieri. Le indagini, costituite da servizi di osservazione e intercettazioni che hanno portato di volta in volta a sequestri di sostanze stupefacenti, sono poi culminate nell’arresto di quattro persone colte in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di 40 grammi di cocaina. In quella occasione vennero arrestati tre marocchini e un italiano. Quest’ultimo prestava assistenza ai tre marocchini ai quali forniva cibo e vettovaglie, al fine di garantire il prolungarsi della loro permanenza nel bosco, e quindi la prosecuzione dell’attività di spaccio. Gli elementi acquisiti, comprensivi dell’analisi di alcuni soggetti provenienti da Montalto di Castro che frequentavano il bosco per comprare la droga  e rivenderla, hanno poi consentito la prosecuzione delle indagini e l’individuazione di numerose altre piazze di spaccio del tutto simili a quella disarticolata, quali importanti punti di riferimento per l’acquisto di sostanze stupefacenti sul litorale viterbese e grossetano. (Agg. 07/12 ore 13)

IL PASSA PAROLA - L’avvio dell’attività di intercettazione telefonica nei confronti dei vari soggetti di nazionalità italiana e marocchina, gravitanti principalmente tra Pescia Romana, Capalbio e Orbetello, ma anche nelle province di Torino, Lucca, Pistoia, Livorno e Massa Carrara, hanno infine consentito di individuare ben sei distinte piazze di spaccio, identiche a quella esistente nel bosco di Orbetello. Piazze tutte gestite da magrebini e collocate all’interno dei boschi, luoghi accuratamente scelti per preservare l’attività di spaccio da eventuali controlli delle forze dell’ordine. In particolare, si è potuto accertare che, una volta creata la piazza di spaccio all’interno di un bosco, veniva poi ‘’pubblicizzata’’ dagli spacciatori con l’invio di messaggi agli acquirenti più assidui attraverso utenze dedicate e sostituite ogni 15/20 giorni, onde evitare l’individuazione. La notizia, poi, si è diffusa attraverso una sorta di ‘’passa parola’’  fra gli assuntori. Le investigazioni  svolte dai Carabinieri hanno consentito, altresì, di determinare le modalità  di rifornimento delle varie piazze di spaccio, per lo più attraverso corrieri che, soprattutto in orario notturno, previ accordi telefonici, partivano dalla provincia di Lucca per recapitare lo stupefacente direttamente all’interno dei boschi. Varie erano anche le modalità con le quali veniva organizzato il trasporto della droga che, in alcune occasioni, veniva occultato addirittura all’interno di frutta e verdura. (Agg.07/12 ore 16,40)

GLI ARRESTI E GLI INDAGATI - Inoltre, i tempi e le modalità degli acquisti di droga venivano fissati direttamente con gli assuntori i quali, dopo aver preannunciato il loro arrivo, si fermavano al limite del bosco e attendevano il proprio turno, proprio come un ‘’Drive in’’, da cui ha preso il nome l’operazione. Nel corso delle indagini sono state arrestate, in occasioni diverse, ben nove persone colte nella flagranza del reato. In particolare sono stati arrestati, di volta in volta, tutti i corrieri dello stupefacente che veniva recapitato all’interno dei boschi, con contestuale  sequestro di circa 400 grammi di cocaina e 200 grammi di hashish. Il volume di spaccio gestito dai pusher è stato quantificato in circa mezzo chilo di cocaina e un chilo di hashish alla settimana, per un valore complessivo stimato in 50mila euro. Quanto accertato è stato compendiato da parte dei carabinieri, in un’apposita informativa sulla base della quale la Procura della Repubblica di Grosseto ha iscritto 31 persone nel registro degli indagati e ha formulato, nei confronti di alcuni di loro, la richiesta di applicazione delle misure cautelari personali. Il gip del tribunale di Grosseto , accogliendo in parte la richiesta della Procura, ha emesso, l’ordinanza cautelare personale nei confronti  di undici soggetti. L’esecuzione dei  provvedimenti è avvenuta contestualmente alle perquisizioni domiciliari disposte dalla Procura della Repubblica di Grosseto, nei confronti dei soggetti colpiti dall’ordinanza cautelare, nonché nei confronti di ulteriori 21 indagati. (Agg. 07/12 ore 21)

 

(07 Dic 2018)

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