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Se fallisce Hcs ''salta'' anche la Csp

Lo prevede la legge Madia: per 5 anni il Comune non potrebbe più avere una società partecipata ed i servizi dovrebbero tornare ‘’in house’’ o essere messi a gara. Oggi dopo due rinvii le assemblee dei creditori che decideranno il destino delle vecchie municipalizzate, della newco e dell'amministrazione Cozzolino

CIVITAVECCHIA - Dopo due rinvii, da maggio scorso, si terranno questa mattina le assemblee dei creditori che decideranno la sorte di Hcs, Città Pulita e Ippocrate.

Dal voto di oggi dipenderà il destino delle due società che nel frattempo hanno ceduto i loro rami di azienda, con relativo personale, alla newco Civitavecchia Servizi Pubblici, che ha cominciato ad operare da venerdì scorso.

Se la maggioranza dei creditori delle varie società, tale da rappresentare il 50% più dell'ammontare dei crediti inseriti nel piano di concordato di ciascuna azienda, approverà la proposta di concordato, allora si procederà secondo i piani previsti dall'amministrazione comunale, con il versamento da parte del Comune di 10 milioni di euro in 5 anni e con il pagamento complessivo di circa il 20% del debito originario.

Se invece prevarranno i “no” (la mancata espressione del voto equivale a ''no'', ndr) la decisione finale spetterà al giudice del Tribunale di Civitavecchia, ma tenendo conto del fatto che nel frattempo alle varie società sono stati revocati gli affidamenti dei servizi pubblici locali, quindi di fatto la possibilità di conseguire ricavi e che nei confronti di Hcs il princpale creditore, ossia la Mad, proprietaria della discarica di Fosso del Crepacuore, ha presentato istanza di fallimento, il destino di Hcs, Città Pulita e Ippocrate (sul cui concordato è stato lo stesso commissario giudiziale ad esprimere più di una perplessità) apparirebbe segnato.

A quel punto, però, al contrario di quanto ha sostenuto finora l'amministrazione Cozzolino, a partire dall'ormai ex assessore Savignani, che forse non a caso si è dimesso 48 ore prima delle assemblee dei creditori, sarebbe segnato anche il destino della CSP, che è tutt'altro che slegato da quello di Hcs.

Lo sottolinea, non a caso, proprio il commissario giudiziale del concordato di Ippocrate, dottor Carmine Damis, che prima ripercorre le tappe che hanno portato al concordato:

“Presentazione, presso il competente Tribunale di Civitavecchia, dei piani di Concordato Preventivo relativi alla HCS Srl ed alle singole SOT con apporto di finanza esterna da parte del Comune di Civitavecchia condizionatamente all’omologa definitiva dei concordati da parte del Tribunale; Passaggio dei servizi svolti dal gruppo HCS alla nuova società attraverso la revoca degli affidamenti alle società attualmente in Concordato Preventivo e

affidamento diretto “in house” ai sensi dell’art. 113 TUEL alla neocostituita Civitavecchia Servizi Pubblici Srl; Passaggio del personale, previo accordo sindacale sulla riduzione del costo del lavoro, alla nuova società”.

Poi Damis aggiunge: “A riguardo appare doveroso segnalare che, pochi giorni dopo la Deliberazione n.100 della Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per il Lazio,

del 28/07/2016, nell’ordinamento giuridico italiano è entrato in vigore il Dlgs n. 175 del 19/08/2016 “Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica” (il cosiddetto decreto Madia, ndr) il quale prevede, all’art. 14, comma 6, che “Nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento di una società a controllo pubblico titolare di affidamenti diretti, le pubbliche amministrazioni controllanti non possono costituire nuove società, né acquisire o mantenere partecipazioni in società, qualora le stesse gestiscano i medesimi servizi di quella dichiarata fallita”.

Quindi, come si preoccupa giustamente di evidenziare il commissario Damis, ma come in oltre un anno dall'entrata in vigore della legge Madia, sembra essere “sfuggito” all'avvocato Savignani e soprattutto alla sua schiera di consulenti, pagati con i soldi dei cittadini, in caso di fallimento di Hcs, il Comune di Civitavecchia non potrebbe mantenere la propria partecipazione nella neocostituita CSP ed i servizi pubblici locali dovrebbero tornare direttamente ad essere svolti dal Comune stesso, oppure dovrebbero essere mandati in gara. Tutto, insomma sarebbe possibile, tranne che la soluzione attuata con la newco. Il che significherebbe per il personale dover passare ai privati aggiudicatari dei vari servizi e, ancora una volta, per i cittadini di Civitavecchia trovarsi, senza ricevere da mesi servizi pubblici almeno decenti, ad aver sostenuto il costo milionario, tra spese di procedure per il concordato ammontanti a circa 2 milioni di euro, consulenti, liquidatori, e costi di costituzione della nuova azienda, di una operazione fallita prima ancora di cominciare. E le cui responsabilità politiche, amministrative, erariali e, forse, penali, sarebbero tutte in capo all'amministrazione Cozzolino e ai “suoi uomini” selezionati con tanta perizia.

(13 Set 2017 - Ore 10:59)

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