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Scarichi abusivi: a Ceri le ruspe della Capitaneria di Porto

AMBIENTE. I militari arrivano su delega del sostituto procuratore Delio Spagnolo. Si estendono i controlli per procedere ad una mappatura che individui in modo esatto le condotte fuori legge e  a quali complessi edilizi fanno riferimento per poter procedere quindi ad individuare chi e a che titolo è responsabile

di TONI MORETTI

CERVETERI - Chi ha notato nella mattinata di giovedì la copiosa presenza dei militari della Capitaneria di Porto esplorare parti del Borgo di Ceri con l’ausilio di ruspe, può aver frainteso, commettendo un errore, che si trattasse di interventi di bonifica, mentre i mezzi  sono stati usati per poter portare eventualmente alla luce, in zone impervie, eventuali condotte utilizzate per scarichi abusivi. Nella frazione di Ceri, è ormai noto a tutti, sono state riscontrate delle difformità circa il corretto smaltimento delle acque scure da parte di alcuni complessi edilizi nonché opifici ed attività commerciali che sversano in una fossa che non  ha nessun collegamento con un impianto di depurazione in quanto in quella frazione è inesistente. Il fatto viene alla luce in modo evidente durante alcuni controlli effettuati dai militari della Guardia Costiera che su delega della Procura di Civitavecchia, continua la sua azione, estendendo  i controlli per procedere ad una mappatura che individui in modo esatto le condotte fuori legge che sversano in modo illegale e a quali complessi  edilizi fanno riferimento per avere un’idea più chiara possibile e oltremodo probante con certezza e poter procedere quindi ad individuare chi e a che titolo è responsabile. Non certo per mero spirito polemico, rimane comunque lo sconcerto nel pensare che di questa situazione che dura da anni, nessuno al borgo sapesse, che il fatto fosse ignorato da chi otteneva le licenze di costruzione, dagli uffici che le concedevano, portando così ad una situazione di terribile degrado e riducendolo a una fonte costante di inquinamento, uno dei borghi più belli del territorio caerite, vittima della mancanza di civismo in generale e dell’opportunismo e dell’egoismo politico in particolare. Non esiste misura di biasimo per chiunque, con qualsiasi mezzo, con la consapevolezza di commettere un crimine contro il bene comune o più semplicemente anche solo  con l’omertà, anche se provocata dal timore di ritorsioni da parte di “potenti” del posto e di eventuali, qualora ci fossero, politici o distratti o conniventi.  In città si palpa nell’aria, nei discorsi, a volta accesi sull’argomento, da parte di avventori, per lo più anziani pensionati che si attardano qualche minuto di più ai tavolini dei bar, nei crocchi che formano le mamme dopo aver accompagnato i loro figli a scuola, il senso di gratitudine nei confronti del sostituto procuratore Delio Spagnolo per la meticolosità e per l’impegno che sta mettendo in questa questione. Sperano che vedranno puniti coloro che senza scrupoli, hanno compromesso i rapporti di buon vicinato co i paesi limitrofi e soprattutto permesso che si sciupasse un tale gioiello di famiglia. 

(17 Mar 2018 - Ore 10:30)

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