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Rifiuti: parere positivo dei tecnici su Corcolle

Positiva la relazione dell'Arpa e dell'Università di Tor Vergata sull’esame delle acque e del suolo. Il commissario Giuseppe Pecoraro resta quindi fermo nella sua indicazione. La Polverini: "Appoggeremo la scelta del prefetto". Ma i comitati dicono no: fissate per sabato manifestazioni di protesta nei sette siti. Alza la voce anche Alemanno: "La nuova scelta deve ricadere nel sub-ambito, quindi in provincia".

DISCARICA

Il prefetto commissario Giuseppe Pecoraro è determinato sull'individuazione di Corcolle come nuova discarica provvisoria di Roma dopo la chiusura di Malagrotta. A favore di questa scelta adesso peraltro ci sono anche i pareri positivi dei tecnici dell’Arpa e dei docenti dell’Università di Tor Vergata. Pareri emersi nel corso del summit di ieri pomeriggio in Prefettura, indetto per fare il punto della situazione e confrontare i vari dati raccolti. Le «analisi di avvicinamento», avviate a dicembre scorso, sarebbero positive. «La relazione fondata sull’esame delle acque e del suolo ci conforta sull’idoneità fisica del sito», ha detto al termine della riunione il capo di gabinetto Clara Vaccaro. Il prefetto Pecoraro ha quindi confermato il primo via libera, ma ha anche detto che “ci saranno delle prescrizioni da osservare”. Per il momento la verifica è in fase di progettazione preliminare. Il summit tecnico si è limitato finora all’analisi interna della cava più grande, quella già autorizzata per contenere materiale inerte dopo i rilievi della Pozzolana srl. Sono infatti previste indagini molto complesse dalle quali potranno emergere ‘’attenzioni procedurali’’ che in fase definitiva dovranno essere tenute in considerazione. Così avanti, si sottolinea di più parti, non si era mai arrivati per nessuno degli altri sei siti indicati dalla Regione Lazio e ciò sarebbe una ulteriore conferma che l’ipotesi di Corcolle continua a prendere quota.  Ma già da ieri in tutta Roma sono apparsi manifesti contro Pecoraro. Contro la realizzazione del sito a Corcolle si è pronunciato anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno che domenica pomeriggio ha pure effettuato un sopralluogo sull’area interessata. Ieri il sindaco ha ribadito: «Siamo contrari, lo abbiamo detto, ora è il prefetto che deve decidere». Favorevole invece il presidente della Regione Lazio Renata Polverini che si è detta pronta a sostenere la scelta del prefetto. "Noi abbiamo indicato sette siti al prefetto – ha detto la Polverini - Abbiamo chiesto a lui di sostenerci in questa difficile decisione: tutto ciò che il prefetto deciderà, noi lo sosterremo con gli strumenti e i mezzi che competono alla Regione”. Ma immediata è stata la risposta di Alemannno: ''Ho letto la posizione della governatrice Polverini, io la penso diversamente e quel che voglio sottolineare e' che il sub-ambito di Roma e' la provincia, quindi le discariche devono essere scelte in questo sub-ambito dal commissario Pecoraro. Secondo me ci sono siti migliori di Corcolle''. Anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti resta coerente con il parere negativo a Corcolle già espresso nella conferenza dei servizi. Dice no anche il consigliere del Pdl Guidi e lo aveva già detto il capogruppo del Pd Marroni. Lo ha ripetuto di nuovo anche ieri il presidente dei Verdi del Lazio Bonessio. Lo diranno inoltre  a gran voce, sabato, i «Comitati per il post-Malagrotta» che hanno organizzato una manifestazione in contemporanea in tutti i sette siti individuati dalla Regione "in modo da dare un primo concreto grande segnale a tutte le Istituzioni", hanno spiegato i comitati, che hanno fissato pure un secondo momento di lotta per il 26 maggio "per poi proseguire fino al raggiungimento degli obiettivi fissati: Si alla differenziata porta a porta; no agli inceneritori; no alle discariche". I Comitati rifiuti del Lazio si sono riuniti lunedì con l'obiettivo di "rispondere - spiegano in una nota -  in modo unitario all'attuale politica dei rifiuti che nel Lazio si basa esclusivamente sul sistema delle discariche e degli inceneritori". I comitati riuniti hanno deciso di costituire un luogo di confronto unitario permanente per decidere obiettivi, proposte e soluzioni. Obiettivo posto e condiviso è di arrivare alla costituzione di un unico soggetto rappresentativo per avere uno strumento più rappresentativo ed efficace che ponga al centro della protesta la partenza immediata della raccolta differenziata porta a porta in tutto il Lazio, partendo dal Comune di Roma. "E' stato deciso - spiegano - di chiedere un incontro unitario al Ministro Clini per presentare formalmente la nostra piattaforma sulla gestione dei rifiuti nel Lazio". La manifestazione più grande ci sarà comunque a Corcolle. La scelta di Corcolle, nel momento in cui diventerà definitiva,  farà discutere non poco. Non piace infatti agli ambientalisti e neanche ai ministri Clini e Ornaghi per la vicinanza con il sito archeologico di Villa Adriana. L’archeologo Andrea Carandini, ha gridato allo scandalo, ha parlato di «un caso nazionale». Sulle sue posizioni anche Fausto Zevi e Zaccaria Mari. In un convegno i due professori hanno mostrato le immagini di una necropoli spuntata a Corcolle durante una recente campagna di scavi. «L’Unesco toglierà il suo sigillo sul sito» avverte inoltre il conte Urbano Barberini, coordinatore del movimento Salviamo Villa Adriana. «Le dimensioni della cava sono ridotte, basterà per un anno. E’ una scelta incomprensibile, non passerà mai. La vogliono - accusa Barberini - perché è l’unico sito che l’avvocato Manlio Cerroni, il proprietario di Malagrotta, non si è comprato». "Il prefetto commissario Giuseppe Pecoraro  è determinato sull'individuazione di Corcolle come nuova discarica di Roma - prosegue Barberini - Ma questo comportamento rischia di portarci all'emergenza. Per fortuna esistono delle leggi che anche lui deve rispettare, a tutela della salute pubblica e dei beni culturali che sono proprietà di tutti". "Ormai l'obiettivo Corcolle è  venuto allo scoperto, contro il parere di due ministri, dell'Autorità di Bacino, del sindaco di Roma, dell'Acea, della Provincia e di tutto il mondo della cultura - afferma Barberini -. E' venuto alla luce nonostante Corcolle sia il sito che presenta il maggior numero di fattori escludenti, e contro la posizione di Fai, Legambiente, Italia Nostra, Wwf, Istituto Archeologico Italiano, Istituto Archeologico Tedesco, Consiglio Superiore dei Beni Culturali, l'Unesco che minaccia di togliere il prezioso sigillo, e l'Ue che ci ha messo sotto osservazione e minaccia di aprire una procedura di infrazione nei nostri confronti. E' venuto alla luce nonostante 50, tra le Università più importanti del mondo, da Harvard a Cambridge fino ad Oxford, abbiano sottoscritto con 5.000 firme una petizione per scongiurare la discarica ad un passo da Villa Adriana". "Chiediemo alla governatrice Reanata Polverini e al prefetto Pecoraro di spiegarci - conclude - come una cava con una capacità di soli 2 milioni di tonnellate possa ricevere per più di 8 mesi i rifiuti di Roma, che ne produce 3 milioni l'anno. Dopo dove andremo? Hanno il dovere di dirci dov'è la discarica definitiva. Questo comportamento rischia davvero di portarci in emergenza". "L'ipotesi di Corcolle  è sbagliata non solo dal punto di vista delle ricadute ambientali ma anche dal punto di vista legale. In materia di tutela ambientale in Italia esiste una legislazione che applica specifiche direttive comunitarie alle quali gli stati membri non possono derogare", afferma inoltre  Giuseppe Celli, capogruppo della Lista Civica Cittadini/e alla Regione Lazio. "Tutti i cittadini sono chiamati al rispetto delle regole ed è assurdo che proprio la prefettura non voglia rispettarle - spiega -. Più di una volta Mibac e ministero dell'Ambiente hanno richiamato sulla presenza di vincoli ambientali, archeologici ed idrogeologici insuperabili che insistono sul territorio di Corcolle-San Vittorino. Invece di accanirsi su Corcolle, il Prefetto prenda in considerazioni siti che non registrano simili problematiche e che quindi non espongano l'Italia al rischio di una procedura di infrazione da parte della Ue". I verdi dal canto loro sono pronti a rivolgersi alla Procura. "Se il Prefetto-Commissario dovesse autorizzare Corcolle ci troveremmo di fronte ad una palese violazione dell'ordinamento dello Stato", afferma Nando Bonessio presidente dei Verdi del Lazio. "Il Commissario Pecoraro - si legge in una nota - lo stesso che ha preso per buoni gli studi 'copia e incolla' della Regione, ora ha predisposto un dossier su Corcolle, che presenterà direttamente al Primo Ministro Monti, nel quale secondo le notizie diffuse oggi si prenderebbero in esame solo le mere condizioni 'idrogeologiche' e nemmeno tutte. Il contesto e i vincoli ambientali per il Prefetto non contano, in pratica si potrebbero fare discariche anche in aree pregiate o a rischio, senza tenere conto del fatto che molti territori hanno un valore che va oltre il mero utilizzo pratico degli stessi". "Si tratta di una logica di gestione del territorio che è ferma al secolo scorso e che giustamente il ministro dell'Ambiente non condivide - prosegue il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli -. Il Prefetto Pecoraro, inoltre, dovrebbe stare attento a non ostinarsi nel voler applicare in modo estensivo le prerogative che gli derivano dalla nomina a commissario ricevuta,  giusto ricordarlo, dall'ex premier Silvio Berlusconi per il superamento dell'emergenza post-chiusura Malagrotta. Ricordiamo che quell'Ordinanza di nomina  è viziata poiché  prevede deroghe a leggi di tutela che sono l'applicazione di precise direttive europee non superabili da alcuno Stato membro dell'Ue. Nel caso il Prefetto dovesse oltrepassare le normative vigenti siamo pronti a rivolgerci alla Procura della Repubblica di Roma”.


 

(16 May 2012 - Ore 16:26)

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