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Ragazzi affascinati dalla comicità di Troisi

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CIVITAVECCHIA . “Io vi faccio ridere gratis, voi, almeno, pagatemi la pizza”. Così Massimo Troisi rispose alla richiesta di un suo amico: “Ogni tanto anche tu dovresti pagare la pizza”. Un aneddoto che fa sorridere, proprio come faceva sorridere Massimo Troisi: attore, regista e sceneggiatore italiano. A raccontarlo, questa mattina, in una sala Buonarotti gremita di ragazzi delle scuole superiori di Civitavecchia, è stata Anna Pavignano compagna di lavoro e di vita di Massimo. Proprio a lui Civitavecchia ha dedicato un’intera giornata per i 20 anni dalla sua scomparsa grazie all’impegno di Claudio Storani, responsabile della Sala Buonarroti e della Fondazione Ca.Ri.Civ.
Una scomparsa solo “fisica”, perché Massimo è rimasto impresso nella mente di chi ha imparato a conoscerlo tramite i suoi film fatti di una comicità che “fa ridere – ha spiegato Anna Pavignano – ma anche riflettere. Dopo i film ai telespettatori resta qualcosa che va al di là della singola scena comica. Resta un qualcosa su cui riflettere”. E ne è convinto anche il critico Jean Claude Lopez che ha puntato i riflettori su “Ricomincio da tre” dove Massimo Troisi “era una maschera nuova” nel mondo del cinema. Un film dove, a partire proprio dal titolo “ha stravolto le aspettative”, ha spiegato Anna Pavignano: “Tutti si sarebbero aspettati un titolo come ricomincio da zero, ma Massimo, contro ogni aspettativa riusciva sempre a ironizzare anche sulle cose semplici”. Un uomo che amava ridere, scherzare, anche con gli amici e che è grazie al suo immenso talento, accompagnato anche da altri grandi artisti, come Roberto Benigni (in “Non ci resta che piangere”) è rimasto nei cuori di quelle generazioni di ragazzi che, oggi, a distanza di anni, lo amano. E la speranza è che anche le generazioni di oggi, non ancora nate quando Troisi ha iniziato a muovere i suoi primi passi, quando è riuscito ad ottenere la candidatura all’Oscar con “Il postino” (arrivata dopo la sua morte, ndc), la speranza è che anche le generazioni di oggi, possano riuscire ad apprezzarlo e amarlo per la sua comicità, il suo modo di comunicare e il suo modo di far riflettere. Una speranza che anche la sua compagna di “viaggio” da una parte e lo stesso responsabile della sala Buonarroti Claudio Storani, coltivano nel loro profondo.
 

(05 Giu 2014 - Ore 19:46)

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