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Porto, Santori e Verni (FdI): ''Serve un cambio drastico per uscire dalla crisi''

Fratelli d’Italia accende nuovamente i riflettori sulle difficoltà che sta vivendo lo scalo dopo l’interrogazione presentata al presidente Zingaretti nei giorni scorsi. "Versa in una profonda crisi  ed è ben lontano dall’essere quel polo che tutti ci saremmo aspettati"  

CIVITAVECCHIA -  "Nei giorni scorsi abbiamo presentato una interrogazione al presidente Zingaretti per chiedere lumi sulla disastrosa situazione del porto di Civitavecchia che, ben lungi dall’essere quel polo di attrazione commerciale, turistica ed infrastrutturale che tutti ci saremmo aspettati, versa invece in una profonda crisi".

Lo dichiarano Fabrizio Santori, consigliere della Regione Lazio di Fratelli d’Italia, e Marco Valerio Verni, portavoce del circolo Invictus di Santa Marinella nonché componente dell’assemblea nazionale del partito di Giorgia Meloni. Un grido d’allarme che è giunto a più riprese nelle ultime settimane, dopo la vertenza Royal Bus con i 34 lavoratori licenziati e gli autisti in attesa della gara per l’affidamento temporaneo del servizio, o la protesta degli ex - Privilege che chiedono più lavoro nel rispetto degli accordi con l’Adsp, o l’allarme lanciato da Patrizio Loffarelli (Assotir) sui disagi che sta vivendo lo scalo. Ora Santori e Verni puntano di nuovo i riflettori sul porto cittadino.

Una crisi che, secondo i due, si manifesta con "un calo occupazionale che risente di molteplici fattori, nonostante l’ingente trasferimento di risorse degli ultimi venti anni. Risulta carente la rete viaria e ferroviaria – incalzano Santori e Verni - basso il volume di merci che raggiunge la capitale, a fronte del pur consistente traffico globale che avviene via mare, senza considerare i lavori che ormai da decenni procedono a rilento per quanto concerne il completamento dell’autostrada Orte -Viterbo".

Quello dei container è un tasto dolente su cui più volte è intervenuta anche la Compagnia portuale di Civitavecchia. Santori e Verni ricordano la crisi dell’industria dell’acciaio, la stagnazione del settore agroalimentare e il calo dell’automotive "soprattutto da parte degli stabilimenti di Fca di Cassino e Melfi, nonché della decisione della compagnia Grimaldi di dirottare parte delle rotte su Gioia Tauro. Occorre un drastico cambio di politica industriale – concludono duri - che possa condurre il porto ai livelli che potenzialmente gli spetterebbero".

(03 Feb 2018 - Ore 19:16)

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