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Piscina Tarquinia, Celli (Pd): “I bandi di gara si rispettano”

TARQUINIA - Non si è fatta attendere la replica di Sandro Celli a Casetta Bianca: "Egregio Sig. Passalacqua, ho saputo da alcuni amici di una sua lettera indirizzata a me, bene, al di là della modalità decisamente bizzarra scelta per comunicare il suo pensiero al sottoscritto, destinatario, appunto, di una sua lettera non inviata ma pubblicata solo sui social, mi sembra doveroso replicare sorridendo al suo richiamo alla campagna elettorale ed al valore apolitico delle sue parole.bPerché quanto ha scritto è semplicemente sbagliato sia nel tono che nel contenuto: davanti alla chiusura della Piscina Comunale, opera attesa per tanti troppi anni, avrei evitato il ruolo della “vittima” e mi sarei interrogato sugli errori di gestione commessi.

Perché è sin troppo facile cercare presunti responsabili dei propri insuccessi ed è sin troppo populista scaricare la colpa sulla politica”.

“In verità le sole “vittime” cui dovrebbe essere riconosciuto diritto di parola sono i cittadini di Tarquinia, - afferma Celli - i piccoli atleti abbandonati a sè stessi senza alcun preavviso, costretti a smettere o allenarsi lontano dall’impianto della loro Città, i lavoratori che sono in apprensione per il loro destino, gli appassionati di nuoto in viaggio per praticare il loro sport preferito.

Ha partecipato ad una pubblica gara e l’ha vinta brillantemente. La sua offerta è risultata la migliore. Ha gestito la piscina secondo il capitolato e l’offerta che ha presentato, ma solo oggi rende tutti edotti delle enormi difficoltà incontrate e dalla scarsa collaborazione ricevuta: davvero singolare nella scelta dei tempi! Forse sarebbe corretto che rispondesse a qualche domanda, a beneficio di quella comunità che oggi trova la porta chiusa, così per chiarezza, per fugare i dubbi che ha proposto. Spiegandoci ad esempio se il capitolato d’appalto al quale ha deciso liberamente di partecipare conteneva clausole vessatorie e se le ha mai contestate; o se il medesimo capitolato è stato modificato in corso d’opera a suo svantaggio, tanto per capire se vi è stata modifica delle condizioni alle quali ha partecipato oppure no. Non crediamo possa asserire di presiedere una Società priva di esperienza specifica in questo tipo di gestioni, così tanto inesperta da non essere in grado di valutare la convenienza o meno dell’appalto! Lei sa benissimo che non è possibile cambiare i termini dell’appalto dopo l’assegnazione se non commettendo un reato …Che ne penserebbero quelli che, con gli stessi termini, hanno predisposto la propria offerta perdendo la gara o chi dopo averli valutati ha deciso di non partecipare?”

“Se l’impianto avesse mantenuto anche ¾ del tetto di circa 1000/1200 iscrizioni raggiunte nel primo anno, - aggiunge Celli - poi gradualmente perse, fino ad arrivare ad ¼ circa di quel tetto, la gestione sarebbe stata così svantaggiosa dal punto di vista finanziario? E soprattutto perché questo calo repentino nelle presenze? Ed ancora quanto ha corrisposto al Comune per la parte di energia elettrica consumata (circa il 30% del fabbisogno totale) e fornita dall’impianto fotovoltaico? Ci sono state mai contestazioni scritte rispetto all’inidoneità o al malfunzionamento degli impianti tecnologici solo ora tanto denigrati? Lei conosce le risposte, ed è giusto che i cittadini sappiano la verità …..Del pari non è corretto indicare la luna sperando che tutti guardino il dito.

Davvero crede che la mancata erogazione dei contributi (in favore delle associazioni sportive) non sia avvenuta in suo favore per volontà politica? Onestà intellettuale impone di ricordare che detta contribuzione è soggetta ad un Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale, molto prima del suo arrivo a Tarquinia. Le regole vanno rispettate ed una di queste prevede che le associazioni sportive non aventi sede a Tarquinia non possono beneficiare dei contributi: la spettabile associazione da lei presieduta ha sede a Roma. Semplicemente non si poteva, sbagliato dire che non si voleva e Lei questo lo sapeva!

Come non può non sapere che la creazione di una fermata ad hoc davanti alla piscina, non è una scelta che costringerebbe l'amministrazione a penalizzarla dovendo rimanere i chilometri all'interno di quelli concessi e finanziati dalla Regione. E come è noto a non più di 100/200 ci sono già almeno 3 fermate disponibili”.

“Per quanto riguarda poi gli abusi di piscinette gonfiabili - prosegue Celli - mi scuserà ma non posso rispondere perché non ne sono a conoscenza e comunque non credo che la polizia locale o le altre istituzioni preposte se messe al corrente di ipotesi di reato, perché di questo si tratta, non sarebbero intervenute.

L’ultima riflessione riguarda il numero degli iscritti. Numeri che peraltro ammette riconoscendo un boom di ben oltre 1000 iscrizioni a conferma di almeno due circostanze: la prima che l’attesa per questo impianto era davvero tanta e la città lo voleva, la seconda che la potenzialità del bacino d’utenza evidentemente solo stimata in via previsionale per ovvia mancanza di dati storici, si è rivelata invece addirittura superiore ad ogni possibile previsione”.

“Ma se nel primo anno c’erano oltre mille persone, ed il successivo calo, al di là di una fisiologica percentuale di abbandoni, non è da attribuire, come lei afferma, a carenze gestionali allora a cosa dovremmo attribuirla?

Forse al fatto che non veniva in visita il delegato allo sport? Per una volta serviva un politico che facesse passerella, io credo proprio di no! - prosegue Celli - Ci spieghi poi perché tantissime persone sono ritornate a fare nuoto libero a Montalto nonostante il disagio del viaggio. Forse perché ci arrivava la navetta e non lo sapevamo? Dobbiamo allora forse pensare che le numerosissime e continue lamentele degli utenti, sugli atteggiamenti poco concilianti, sul poco tempo lasciato al nuoto libero, sulla temperatura dell’acqua, sulla pulizia degli spogliatoi e della vasca stessa, ecc. avessero qualche fondamento?

Questi argomenti non ci debbono però distrarre dai fatti oggettivi: la Piscina è chiusa, i numeri sono impietosi, la gestione uscente non ha saputo mantenere l’elevato numero di iscrizioni di partenza e questo è incontestabile. Su di una cosa ha però certamente ragione: abbiamo due modi diversi di vedere e vivere lo sport, io sicuramente lo considero una grande passione. Forse abbiamo anche modi diversi di percepire la gestione della cosa pubblica. Qui a Tarquinia forse anche a differenza di altri posti, si rispettano i bandi di gara e i regolamenti, senza scorciatoie questione di stile e di abitudini”.

“Io spero che la piscina riapra al più presto, - conclude Celli - e che la gestione subentrante possa garantire una gestione capace di fidelizzare i propri utenti migliorando la situazione, già perché bisogna sempre tendere al meglio e nascondersi dietro scuse e attribuire responsabilità ad altri non aiuta, non la aiuta neanche a comprendere gli errori commessi, magari da non ripetere in futuro."

(18 Feb 2019 - Ore 12:31)

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