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Piazza Almirante, la battaglia si sposta in Prefettura

La Giunta ha approvato la delibera per l'intitolazione in ricordo del segretario dell'MSI. L'Anpi provinciale e la sezione Ladispoli-Cerveteri avevano presentato un ricorso al Prefetto sulla vicenda. Dal Comitato intanto raccolte circa 2mila firme per il no

LADISPOLI – Si sposta in Prefettura la battaglia sull'intitolazione della nuova piazza che sorgerà all'ex Campo Sportivo, allo storico segretario dell'MSI Giorgio Almirante. Dopo l'ok della Commissione toponomastica, la Giunta del sindaco Grando ha infatti dato il via libera al riconoscimento ad Almirante. Ma prima di arrivare all'ok definitivo bisognerà passare ora dalla Prefettura. Gli atti prodotti infatti da palazzo Falcone dovranno essere messi al vaglio del Prefetto, della Commissione toponomastica e della Romana Storia Patria che dovrà valutare se ci sono tutti i requisiti per poter procedere all'intitolazione. D'altro canto però, la situazione non sembra così facile come ci si potrebbe aspettare. (agg. 26/11 ore 14.15) segue

IL RICORSO DELL'ANPI. Ad ostacolare la scelta dell'amministrazione Grando, nata con la mozione del consigliere di Fratelli d'Italia Giovanni Ardita, con la maggioranza dei consiglieri durante la massima assise del 17 luglio scorso, c'è l'Anpi sezione Ladispoli e Cerveteri e il comitato spontaneo contro Piazza Almirante. Entrambi nei mesi scorsi hanno più volte sottolineato la loro contrarietà alla decisione assunta dall'amministrazione ladispolana. Contrarietà che si è trasformata in un ricorso in Prefettura da parte dell'Anpi, non solo locale ma anche provinciale, e in una raccolta firme da parte del Comitato. La petizione per contrastare la volontà dell'amministrazione di centrodestra ha già raccolto circa 2mila firme che non è escluso che a breve possano essere inviate al Prefetto così da permettergli di avere un quadro completo della situazione ladispolana. Iniziative alle quali va ad aggiungersi la contrarietà della Parrocchia Sacro Cuore: la piazza ''incriminata'' sorgerà proprio davanti la Chiesa del Campo Sportivo con i parrocchiani e il parroco in prima persona che in più di un'occasione hanno sottolineato l'inopportunità dell'intitolazione, suggerendo peraltro un nome che possa invece riportare all'unione della collettività: Piazza della Pace. (agg. 26/11 ore 14.45)

IL SONDAGGIO FACEBOOK. Sulla vicenda sono state infatti, da luglio fino ad oggi, le posizioni contrastanti da parte di politici e semplici cittadini che hanno trovato nei social la piattaforma ideale per esprimere liberamente la propria opinione. Purtroppo come spesso accade non sono però mancati i toni accesi al limite dell'insulto e dell'attacco reciproco. E sempre sui social, alcune settimane fa era addirittura nato un sondaggio, sul gruppo Facebook ''Ladispoli Città'' per dare la possibilità ai cittadini di dire la loro in materia, suggerendo un nome per la nuova piazza. Diverse erano state le proposte: Piazza dell'Unità d'Italia, della Costituzione, delle Madri Costituenti (furono 21 le donne che parteciparano ai lavori per la Magna Carta), piazza del Popolo. Tra le proposte c'era anche quella di intitolare la piazza a Madre Teresa di Calcutta, vista la sua vicinanza alla Parrocchia del Sacro Cuore, oppure a Don Giuseppe Colacci che quella piazza la voleva. Non erano mancati, all'epoca nemmeno nomi legati alla cultura, alla storia e alla scienza come quello di Martin Luter King, Alexandre Fleming, lo scopritore della penicillina. C'era stato anche chi aveva suggerito di dedicarla al primo sindaco di Ladispoli, Fausto Ceraolo. Oppure a una celebrità dello spettacolo come Virna Lisa e Laura Antonelli, per non parlare poi di Alberto Sordi. Tutti nomi sicuramente più graditi ai cittadini del nome proposto dall'amministrazione comunale. Nome perlopiù ricollegato a quelle Leggi razziali promulgate durante il periodo fascista. Addirittura dal Comitato e dall'Anpi aveva suggerito alla Giunta Grando di rinunciare all'idea di intitolare una piazza al segretario dell'MSI (idea che và sostanzialmente ad incidere nella toponomastica della città), ma di fare, se proprio non ci si vuole arrendere al diniego collettivo, come fatto dal sindaco di Sutri, Vittorio Sgarbi e da altri Sindaci di centrodestra: e cioè apporre una targa in un luogo della città. In questo modo, secondo i sostenitori del ''no'' la volontà della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, sarebbe stata rispettata comunque e allo stesso tempo non si sarebbe incappati nel rischio di imporre alla collettività qualcosa che effettivamente non si vuole.
Ora, ovviamente a decidere sull'epilogo che la vicenda dovrà avere sarà la Prefettura, o meglio l'organo competente in materia. (agg. 26/11 ore 15.20)

(26 Nov 2018 - Ore 14:15)

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