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Omicidio Vannini: una marcia per la giustizia

Corteo degli studenti del liceo "Pertini" e Mattei di Ladispoli dalla stazione di Civitavecchia al Tribunale per l'udienza preliminare per la morte del giovane Marco. Accolte le costituzioni delle parti. Rifiutata dal gup Marasca l’istanza in cui i Vannini chiedevano la responsabilità civile al Ministero della difesa.Il 4 marzo si torna in aula

CIVITAVECCHIA - Sono partiti attorno alle 10 dalla stazione ferroviaria di Civitavecchia gli studenti del liceo scientifico ‘‘Sandro Pertini’’ di Ladispoli, e di altre scuole del comprensorio, in corteo fino al tribunale di via Terme di Traiano per chiedere "giustizia e verità per Marco Vannini" in occasione dell'udienza preliminare, fissata per le 13,15, per la morte del giovane ragazzo, ucciso da un colpo esploso dalla pistola del suocero Antonio Ciontoli, mentre si trovava forse in una vasca da bagno a Ladispoli nella casa della fidanzata Martina Ciontoli.

I ragazzi hanno sfilato con striscioni e palloncini bianchi. Una manifestazione pacifica, per lasciare accesi i riflettori su un caso che continua a far discutere e per mostrare vicinanza alla famiglia di Marco.

A distanza di nove mesi dalla morte di Marco, le parti si presentano davanti al gup, anche se quella di oggi sarà di fatto un'udienza breve e tecnica, nel corso della quale verrà accertata soltanto la regolare costituzioni delle parti, per poi rinviare il tutto a marzo.

L’udienza preliminare, aperta in orario, si è chiusa intorno alle 15. Presenti presso il tribunale di Civitavecchia la famiglia di Marco con i legali Celestino Gnazi e De Carolis.

Assente invece, come prevedibile, la famiglia Ciontoli e Viola Giorgini, rappresentati dall’avvocato Andrea Miroli.

Durante la seduta sono state accolte le costituzioni delle parti. Nella costituzione della parte dei Vannini anche il cugino Alessandro Carlini che, sebbene parente di quarto grado, è stato accettato.

Rifiutata dal gup Massimo Marasca, l’istanza in cui i Vannini chiedevano la responsabilità civile al Ministero della difesa.

 “Tutto è rimandato al 4 marzo", ha spiegato l'avvocato Miroli. "Secondo la perizia che abbiamo depositato  - ha detto - Marco non si sarebbe potuto salvare in quanto per salvarsi sarebbe dovuto essere ricoverato entro trenta minuti”. Si delinea quindi la linea difensiva della famiglia Ciontoli.

In aula erano presenti naturalmente i genitori di Marco, Marina e Valerio. I famigliari sono stati accolti da una folla calorosa all’ingresso del tribunale. Molti giovani presenti provenuti dai licei Mattei e Pertini rispettivamente di Cerveteri e Ladispoli. La famiglia Vannini e i difensori sono stati attesi da una folta schiera di ragazzi provenienti dagli istituti superiori di Ladispoli e Cerveteri: l’istituto ‘‘Pertini’’, il ‘‘Mattei’’ e il ‘‘Di Vittorio’’. «Siamo venuti qui oggi - ha spiegato uno degli studenti - perchè abbiamo voluto e vogliamo bene a Marco e non chiediamo altro che venga fatta giustizia. Siamo qui in maniera pacifica non per fare dimostrazioni contro la magistratura, ma perchè Marina e Valerio sono come i nostri genitori e vogliamo stringerci attorno a loro e fare loro forza».

Mamma Marina, che ha salutato con un sorriso i ragazzi, ha poi raccontato di essere andata al cimitero a portare i fiori e a salutare Marco prima di recarsi a Civitavecchia. 

Soddisfatto il legale dei Vannini, l’avvocato Celestino Gnazi il quale, terminata l’udienza, ha dichiarato che «sono state accettate senza nulla in contrario le costituzioni delle parti. È stata anche depositata altra documentazione come le perizie sull’arma da fuoco che ha esploso il colpo e la perizia del medico legale sul corpo di Marco, secondo la quale il ragazzo si sarebbe potuto salvare se soccorso in tempi veloci». Anche Mamma Marina, al termine dell’udienza, con compostezza e fermezza, in un corridoio affollato di giornalisti da tutta Italia, ha replicato a quanto dichiarato dall’avvocato dei Ciontoli: «Sarà il processo a stabilire se Marco si sarebbe potuto salvare o meno». Anche il legale Celestino Gnazi ha spiegato che «quello che è accaduto in aula è quello che ci aspettavamo. Ci rincontreremo il 4 marzo in un’udienza fiume. Al momento non ci sono richieste per altre tipologie di rito. Siamo comunque soddisfatti della giornata di oggi in quanto sono state accolte tutte le costituzioni delle parti, ed era quello che volevamo».

A seguire l’udienza, anche il giornalista Gianluigi Nuzzi di Quarto Grado ed una troupe del programma televisivo, oltre al perito di parte dei Vannini, Luciano Garofano.

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(09 Feb 2016 - Ore 10:41)

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