Home » » Omicidio Vannini, mamma Marina: ''Sono tanto stanca e disperata''

 

Omicidio Vannini, mamma Marina: ''Sono tanto stanca e disperata''

Così la donna tra le lacrime dopo le clamorose dichiarazioni rilasciate a ‘‘Le Iene’’ da una vicina di casa Ciontoli. «Sentire dire che mio figlio mi ha cercato mi distrugge. Mi è sembrata una persona semplice, genuina che ha parlato con il cuore». Papà Valerio: «Ho avuto un sussulto quando ho sentito quella testimonianza proprio quando non stavo in casa vicino a mia moglie»   

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI - «Ho pianto tutta la notte. Sono stata malissimo. Sentire dire che Marco mi cercava mi distrugge. Non mi è stata data l’opportunità di aiutarlo. Io averi voluto aiutarlo, avrei voluto salvarlo ma non mi è stato concesso. Ha detto che prima dello sparo c’è stata una discussione, si sentiva urlare. Pure lei ha detto quelle parole «scusa Marti, scusa Marti» delle quali nessuno ha tenuto conto. Il fatto poi che sostiene che c’è stata una discussione conferma quanto abbiamo sempre sostenuto noi. Non so più cosa devo pensare. So solo che sono tanto disperata e stanca».
Così mamma Marina, la madre di Marco Vannini,  tra le lacrime e la disperazione commenta le clamorose ed esclusive dichiarazioni rilasciate a ‘‘Le Iene’’, nel servizio mandato in onda martedì scorso, da Maria Cristina, una vicina di casa dei Ciontoli, che abita al piano di sotto, su quanto sentito quella tragica notte, tra il 17 e il 18 maggio 2015, quando il figlio è stato ferito da un colpo di arma da fuoco e non soccorso tempestivamente è deceduto dopo una lunga e drammatica agonia alcune ore dopo. La donna, che la sera dell’omicidio era in casa, dice di aver sentito tutto. Non ne ha mai parlato prima non solo con i giornalisti ma anche con le forze dell’ordine, che non l’hanno mai convocata. La sua testimonianza casca come un’esplosione dirompente e folgorante di un fulmine a ciel sereno lasciando sconvolti ed esterrefatti mamma Marina e papà Valerio.  
«E’ uscita così all’improvviso – dice mamma Marina - Con tutti gli appelli che ho fatto. Con tutti gli appelli che ho fatto chiedendo che se qualcuno avesse sentito o visto qualcosa di farsi avanti. Lei dice che si sentiva minacciata da loro (i Ciontoli). Poteva però chiamare me, ma se aveva il dubbio che parlando con me le venisse invalidata la testimonianza poteva rivolgersi ai miei avvocati oppure ai Carabinieri. E’ vero pure che lei come ha detto si sentiva intimorita. Da quanto ha riferito sono andati per giunta a casa sua per dirle che doveva parlare a loro favore – riferendosi ai Ciontoli - Non so chi è costei ma magari ha avuto paura. Non so cosa può aver pensato. Mi è sembrata una persona semplice, genuina che ha parlato con il cuore in mano. Che devo dire? Era dispiaciuta per me. Sentire dire però che mio figlio urlava come se stessero squarciando un maiale, per una madre è troppo. Sono esplosa. Per me è stato veramente duro sentire tutto questo  – dice con la voce strozzata dal pianto – E’ come se mi stanno distruggendo piano piano. Come un fuoco distruttivo che si alimenta giorno dopo giorno». 
«Vorrei veramente che queste indagini ricominciassero da capo perché, per quanto mi riguarda, sono state fatte con i ‘’piedi’’- continua mamma Marina -  A questo punto se fosse vero quanto dice la vicina non so più cosa pensare. So solo che mio figlio non è stato soccorso. So solo che chiamava la mamma ma non gli è stata data la possibilità di averla vicino. So solo che si poteva salvare ma non si è salvato. E poi a lui  – riferendosi ad Antonio Ciontoli -  lo condannano per omicidio colposo?  Aspettiamo le motivazioni della sentenza di Appello e andiamo avanti. Vorrei tanto sapere la verità ma penso che non si saprà mai». 
Mamma Marina esterna tutti i suoi dubbi su come sono state svolte le indagini: «Ti aspetti anche che di fronte ad una vicenda dove c’è un morto i Carabinieri avessero approfondito di più. Magari sentire tutti i vicini i casa. Io non so come svolgono le indagini, quello che succede perché non sono mai stata in mezzo a queste cose. Penso però che in questi casi questi – riferendosi ai vicini - sono dei possibili testimoni. Quindi la prima cosa che ti viene da pensare è quella di sentire i vicini di casa per verificare da più fonti se prima dello sparo hanno sentito qualcosa e se c’è stato un litigio. Poi sento dire da più persone – come rappresentato dalle testimonianze raccolte nel sevizio delle Iene – da noi non è venuto nessuno. Sono esterrefatta e sbalordita. Cinque o sei persone hanno detto che i Carabinieri non sono andati a casa loro. Quindi il messaggio non è positivo. E’ morto un ragazzo di vent’anni. Non so più che pensare, che dire. So solo di aver pianto tutta la notte. Ci siamo sentiti con mio marito Valerio, che nel momento in cui è andato in onda il servizio  non era in casa, e  siamo scoppiati a piangere. E’ un fatto che mi distrugge. Mi distrugge ripete Marina. Sono distrutta mentalmente, fisicamente e psicologicamente. Mi manca Marco. Mi manca sempre di più. Non è vero quando dicono che col tempo il dolore si attenua. In questo momento sto vivendo il lutto come quattro anni fa». 
Papà Valerio: «Mia moglie in quel momento stava da sola in casa. Mi si è stretto il cuore quando ho sentito quella testimonianza. Mamma mia, ho detto, proprio stasera che non sono vicino a mia moglie come al solito. Sono stato male pure io. Queste cose fanno molto male. Si è confermato ancor di più quello che abbiamo sempre pensato. Quindi quello che dicono i Ciontoli è tutta una farsa. I fatti si discostano totalmente da quello che dicono. La signora – riferendosi a Maria Cristina – ha detto che sentiva dei rumori prima dello sparo, tipo una discussione. Poi silenzio e dopo quel camminamento in casa perché penso hanno cominciato a fare le pulizie, quello che poi abbiamo sempre detto. Sopra la casa della signora c’è il piano terra della famiglia Ciontoli e quindi sono tanti i fattori che ci fanno pensare. So solo che a distanza di quasi quattro anni è uscita una ulteriore testimonianza sempre a carico loro, e che però alla fine la giustizia va lo stesso a loro favore. Non va bene. Siamo tutti sconcertati come lo eravamo all’esito della sentenza di primo grado, per non parlare poi di quella di secondo grado. Però non puoi fare niente. Ti senti così inerme! Ma possibile che questa è la realtà? E’ assurdo. Mi son reso conto solo ora di quanto è contorta la giustizia italiana. Parlando con una persona sul fatto che nei tribunali c’è scritto che la legge è uguale per tutti, ma non è vero, mi ha risposto: guarda non è così, secondo me, si deve leggere non per tutti è uguale Ed è vero. Ha ragione».   

(14 Feb 2019 - Ore 09:30)

Commenti

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
Image CAPTCHA
Inserisci i caratteri che visualizzi nell'immagine.

Commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
Image CAPTCHA
Inserisci i caratteri che visualizzi nell'immagine.
Archivio PDF

LA PROVINCIATV

Inviaci le tue foto
Meteo Lazio

NOTIZIE DALLE AZIENDE

ENERGIA E AMBIENTE

ROMA E REGIONE

ITALIA E MONDO



Quotidiano telematico fondato nel 1999 da Massimiliano Grasso - © Copyright Retimedia, c.f. 10381581007 - Reg. Trib. di Civitavecchia n° 2/2000 del 30/8/00 - ISSN 2037-9471 - Direttore responsabile Luca Grossi
Riproduzione riservata.
E' vietato ogni utilizzo di testi, foto e video senza il consenso scritto dell'editore - Privacy Policy