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Moscherini: ''Un progetto articolato per rilanciare Tarquinia'' 

Il consigliere comunale al lavoro per portare il disegno preliminare all’approvazione del consiglio

Il leader del ‘‘Cantiere della nuova politica’’ punta su tre direttrici: Porto Clementino, Saline e porticciolo VIDEO

TARQUINIA – Riportare l’attività di pesca a Porto Clementino, ridando vigore all’antico molo. Tutelare le vasche delle Saline e riaprire una piccola fabbrica del sale, proprio come a Cervia, sfruttando la presenza dell’Università della Tuscia quale laboratorio scientifico di ricerca e controllo e ambìto polo culturale attrattivo per scuole ed altri Atenei. Inserire la talassoterapia per la cura della pelle. Coniugare, poi,  la scienza alla storia, grazie al vicino porto di Gravisca. Ma non solo. Costruire anche un porticciolo turistico per piccole navi da crociera, con tanto di oceanario. Un porto che funzioni, al contempo, da barriera protettiva per l’area delle Saline e da veicolo economico di alta qualità per il territorio. Infine, integrare la riqualificazione urbanistica di San Giorgio dentro questo contenitore globale di sviluppo. 
È questo l’ambizioso progetto illustrato dal consigliere comunale Gianni Moscherini mercoledì mattina alla stampa e già presentato ai cittadini di Tarquinia nel convegno dello scorso 13 luglio. Un obiettivo importante per il territorio che coniuga l’ambiente  al turismo, alla cultura e alla riqualificazione urbana. 
Il ‘’Cantiere della nuova politica’’ è in piena attività per portare a termine l’o0biettivo definito «molto importante per il futuro turistico, occupazionale ed urbano della città e del territorio di Tarquinia». Un progetto che punta ad essere discusso - con il disegno preliminare -, in consiglio comunale già a settembre e che, se non incontrerà intoppi nella stesura definitiva,  potrà essere cantierato già entro l’anno 2019. «Il lavoro di preparazione sta per essere concluso – ha spiegato Gianni Moscherini -  e nell’arco di 20 giorni il progetto preliminare, con le relative ed eventuali osservazioni, potrà essere presentato al sindaco Mencarini e portato al vaglio del consiglio comunale». (Agg. 27/07 ore 6.56) segue

TRE DIRETTRICI SU CUI LAVORARE. «Il progetto – ha spiegato il leader del ‘‘Cantiere della nuova politica’’ - è articolato, anche se è unico, perché investe tutte le aree comprese tra Porto Clementino e San Giorgio, comprese le Saline. Un lavoro lungo, fatto già prima delle elezioni e ripartito successivamente con lo studio di Porto Clementino. Dal Porto Clementino ci siamo poi allargati, perché l’obiettivo è uno. La difesa ambientale della costa delle Saline dalle continue mareggiate è infatti un problema che può essere arginato anche attraverso la riqualificazione dell’intera area, fino a San Giorgio,  che preveda anche delle protezioni a mare che abbiano una duplice  funzione,  quella ambientale e quella di sviluppo turistico e urbanistico». 
PORTO CLEMENTINO.  «Abbiamo fatto verificare la possibilità di riportare Porto Clementino a svolgere quelle funzioni che aveva ai tempi di Clemente XIII riorganizzando la pesca. I pescatori amatoriali potranno vendere direttamente sul molo il pesce da loro pescato. Un’attività che si legherebbe anche alla storia del vicino porto di Gravisca.
SALINE. Vicino al Porto Clementino ci sono poi le Saline che richiedono un intervento di tutela. «Il progetto è quello di difendere le vasche – ha ricordato Moscherini -  e di questo una grande  lezione ce l’ha data il professor Nascetti che ha studiato la materia. Tutte le opere che saranno realizzate, dovranno garantire l’intoccabilità del fondale marino a partire dalla Posidonia. Poi si tratta di sfruttare il sale, utilizzando le strutture lasciate abbandonate dal sindaco Mazzola. Lì, l’unica parte ancora sfruttata è quella dedicata ai carabinieri Forestali e quella dell’Università della Tuscia con il professor Nascetti, per il resto è tutto in stato di abbandono. Alle Saline vogliamo fare quello che è stato fatto a Cervia: rifare una piccola fabbrica del sale con un investitore, già potenzialmente presente. Ma non solo, l’area si presterebbe a quello che già Luigi Daga, come ha ricordato il professor Nascetti aveva pensato, e cioè la talassoterapia, apportando le opportune modifiche alle strutture già esistenti.
IL PORTICCIOLO. Tra le Saline e San Giorgio viene poi ripensato il porto turistico che era già stato presentato in campagna elettorale. La location è infatti diversa, spostandosi dalla foce del Marta, al confine con San Giorgio. «Le numerose problematiche dell’area – ha spiegato Moscherini -  hanno portato il gruppo di professionisti che sta lavorando sul progetto, a ritenere più idonea l’area a ridosso di San Giorgio, integrando così il porticciolo con l’idea della ‘’città giardino’’ studiata per la riqualificazione urbanistica della zona». «Inserendo il porticciolo lì in quella zona, si attua una riorganizzazione globale dell’area dal punto di vista turistico e sanitario. - ha detto Moscherini - La struttura del porticciolo a forma di coda è anche studiata per proteggere l’area dalle mareggiate. La realizzazione del porticciolo a forma di ‘’nove’’ seguirà, in ogni caso le esigenze ambientali, a seconda dei pescaggi. Qui è previsto anche un oceanario, nei primi trecento e quattrocento metri dalla sabbia, fino ad arrivare a dopo quattrocento metri che si va sul pescaggio delle barche. Poi l’ attracco per piccole navi da crociera: la scelte è legata anche al fatto che le navi più piccole, oltre ad essere meno impattanti dal punto di vista ambientale trasportano turisti più ricchi, che forniscono maggiori garanzie economiche per il territorio ai quali viene offerto un contesto turistico- ambientale e culturale di assoluto interesse». 
IL PROFESSOR GUARASCIO. Il professor Massimo Guarascio, docente universitario della Sapienza di Roma, in  Ingegneria della sicurezza, ha già contribuito alla realizzazione del porto di Civitavecchia ed è stato per parecchi anni presidente della Rete mediterranea della Facoltà di Ingegneria che ha sede a Civitavecchia.  Attualmente è membro del consiglio della stessa rete. «Vorrei dare un contributo dal punto di vista identitario culturale - ha detto - coniugando l’identità del territorio con questo tipo di progetto». Le ragioni storiche del territorio, uniche e preziose, per il professore costituiscono infatti le basi su cui elaborare anche il progetto ambientale e naturalistico. “Quest’area rappresenta una ricchezza unica: a fianco a Roma ma diversa da Roma e prima di Roma. Un fatto importante da poter comunicare all’esterno. Omero ce lo ha raccontato: c'è un inno omerico a Dionisio e Bacco che cita per la prima volta  i Tirreni che hanno rapito Bacco in una delle prime incursioni nell'est del Mediterraneo. Nell'anno mille e un po' prima. Narra il mito che i Tirreni si sono spaventati dai fenomeni strani di Bacco che ha fatto nascere uva sui pali della nave e si sono buttati in mare e sono diventati delfini. I delfini sono la trasformazione degli Etruschi. Basti pensare che sono disegnati all’interno delle tombe etrusche. Andrebbe creato un progetto culturale con le scuole e con le Università per diffondere la storia Etrusca e del territorio. La parte storica della cultura etrusca andrebbe poi integrata con la parte scientifica e ambientale. Il professor Nascetti ad esempio ha lanciato l'allarme dicendo che bisogna intervenire subito su quest’area perché sta diventando mar morto. Rischia cioè di estinguersi la vita marina se non si interviene adeguatamente. Il contributo di Nascetti e del laboratorio di biologia marina della Tuscia costituiscono un polo unico che ha già creato un progetto europeo di elevata importanza scientifica. Nell'ambito residenziale del borgo delle Saline si può creare un'area universitaria per gli studenti per approfondimenti sia storico e culturali del territorio sia scientifici e ambientali per un polo culturale unico nel suo genere. Questo investimento – ha aggiunto il professore - sarebbe un grande attrattore”. (agg. 27/07 ore 7.30)

I VINCOLI . “Il vincolo paesaggistico  deve essere messo all'inizio – ha sottolineato il professore -: le scelte vanno calibrate sulla base delle eventuali limitazioni ambientali e sulla necessita di proteggere la riserva; in questo contesto poi vanno inserite le altre opere di balneazione, navigazione e altro. Il laboratorio dell’Università della Tuscia, in questo senso rappresenta il riferimento di punta di come si protegge la vita marina. Il vantaggio sta infatti anche nell'avere la struttura universitaria di controllo fissa sull’area”.

I COSTI. L'equilibrio dei conti  relativi ai costi del progetto nel suo complesso sarà presentato nel progetto preliminare, sottolineano all’unisono Moscherini e il professore. “In approvazione in consiglio – ha spiegato Moscherini - andrà l'approvazione del progetto con gli eventuali investimenti pubblici, che saranno consistenti, e investimenti privati. Una volta approvato il progetto preliminare in consiglio si faranno i vari capitoli di intervento concreto per ogni parte del progetto”. (agg. 27/07 ore 8)

VIDEO

(27 Lug 2018 - Ore 06:56)

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