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Medico indagato per la morte di Baffone

I familiari del popolare ristoratore scomparso lo scorso 21 dicembre hanno presentato un esposto da cui è partita una indagine della Procura

CIVITAVECCHIA - Poco più di un mese fa, il 21 dicembre, la morte di Giuseppe Gaetano, per tutti “Baffone”, destò profonda commozione in città, trattandosi di un personaggio conosciutissimo e benvoluto a Civitavecchia e non solo. Oggi quella morte, e forse non solo quella, diventa un caso giudiziario.

Poco più di un mese fa, il 21 dicembre, la morte di Giuseppe Gaetano, per tutti “Baffone”, destò profonda commozione in città, trattandosi di un personaggio conosciutissimo e benvoluto a Civitavecchia e non solo. Oggi quella morte, e forse non solo quella, diventa un caso giudiziario.
In seguito all’esposto presentato dai familiari del titolare del ristorante di viale Garibaldi, che si sono fatti assistere da un principe del foro come Carlo Taormina, la Procura della Repubblica ha aperto una indagine, affidata prima al Pm Alessandra D’Amore, ed ora passata (dopo il trasferimento della collega)ad Alessandro Gentile. L’ipotesi di reato è quella di “omicidio del consenziente”, che si applica a “chiunque cagiona la morte di un uomo, che si trovi in stato di infermità, col consenso di lui”. 
Dopo aver acquisito le prime informazioni, il sostituto procuratore ha iscritto sul registro degli indagati un medico cardiologo (difeso dall’avvocato Roberta Sacco). Subito dopo Natale i carabinieri avrebbero fatto visita al reparto di cardiologia dell’ospedale San Paolo e sequestrato, cartelle cliniche e documenti vari, sentendo anche diverse persone informate sui fatti. Secondo alcune indiscrezioni, esisterebbe anche una registrazione dove, in qualche modo, il medico indagato farebbe riferimento ad una “sedazione”. Sul corpo di Baffone è stata già eseguita nei giorni scorsi l’autopsia presso l’istituto di medicina di legale di Roma, al Verano. I risultati degli esami daranno le prime indicazioni sulla sussistenza o meno della possibilità siano stati somministrati al paziente, che era in una fase terminale di una lunga malattia, uno o più farmaci al di là di una sedazione consentita. 
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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(23 Gen 2020 - Ore 22:15)

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