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Civitavecchia, Porto

CIVITAVECCHIA - Un danno ambientale si è già verificato all’isola del Giglio, a seguito del naufragio della Costa Concordia che si è spostata ancora, questa volta compiendo una rotazione di un metro e mezzo. Uno spostamento lento ma inesorabile che potrebbe farla sparire in fondo al mare. E’ una lotta contro il tempo anche per chi deve svuotare i serbatoi con oltre 2.300 tonnellate di carburante. Di questo problema si stanno occupando anche gli studenti del Laboratorio di Oceanologia Sperimentale ed Ecologia Marina di Civitavecchia, coordinati dal professor Marco Marcelli. «In laboratorio – ha spiegato – abbiamo già montato un modello matematico di circolazione ad alta risoluzione per vedere, in base ai venti e alle correnti, dove potrebbe finire il carburante». Non è escluso infatti che possa raggiungere anche le nostre coste. «Un danno al fondale si è già verificato – ha aggiunto – ma è presto per poter valutare i danni. Noi siamo comunque impegnati anche a realizzare una carta degli ecosistemi del tratto interessato, per cercare di capire quali potrebbero essere le implicazioni negative. Un approccio matematico, il nostro, che abbiamo già utilizzato più volte in occasione di problemi di inquinamento che si sono verificati nelle nostre zone». Il professor Marcelli ha ricordato poi che, oltre al carburante, il problema è rappresentato, ad esempio, dalle batterie delle nave, dai computer a bordo, compresi quelli dei passeggeri; e poi detersivi, veleni, vernici per le manutenzioni. «Insomma – ha spiegato – tonnellate di materiali inquinanti che mettono a repentaglio l’ambiente».
(19 Gen 2012 - Ore 19:52)
Non bastava l'inquinamento da fumi ed il riversamento degli scarichi in mare, adesso anche il combustibile ed il resto, il nostro territorio sta già pagando un salatissimo tributo ambientale con queste navi, è ora che vadano via, tanto per l'occupazione che danno... che schifo!!!
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Non bastava l'inquinamento da fumi ed il riversamento degli scarichi in mare, adesso anche il combustibile ed il resto, il nostro territorio sta già pagando un salatissimo tributo ambientale con queste navi, è ora che vadano via, tanto per l'occupazione che danno... che schifo!!!