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''Marco in quella casa ha perso oltre un litro e mezzo di sangue''

OMICIDIO VANNINI. Lo dice il legale di mamma Marina: «Si tratta di una prova assunta nel contraddittorio del dibattimento» L’avvocato Celestino Gnazi:  «Le considerazioni e la conclusione del prof. Gaudio non sono mai state smentite né contraddette da alcuno né gli sono state fatte altre domande sul punto. Nessuno spazio ad altre considerazioni e men che meno alle inverosimili affermazioni dei Ciontoli che non avrebbero visto sangue, tranne alcune goccioline»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – A Domenica In, ospite nel salotto di Mara Venier la mamma di Marco Vannini, Marina Conte ha fatto un resoconto di quella tragica sera del 17 maggio del 2015, quando il figlio, che si trovava nella villetta di famiglia della fidanzata Martina Ciontoli, dopo ore di agonia per un colpo di pistola è morto,  fornendo una sua visione dei fatti. Innanzitutto  mamma Marina nel dire di essere convinta che è stato Federico (condannato in primo grado a tre anni per omicidio colposo insieme alla sorella e alla madre) a sparare hanno subito reagito i difensori di Antonio Ciontoli (condannato in primo grado per omicidio volontario a tre anni) negando che ciò sia stato provato in dibattimento. Un altro punto che ci siamo riservati di approfondire è quanto ha sempre detto mamma Marina a Domenica In, ossia che Marco quella sera aveva perso oltre un litro e mezzo di sangue. A rispondere a questi quesiti l’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina. (agg. 26/09 ore 9.30) segue

PER MARINA A SPARARE E' STATO FEDERICO
Avvocato Gnazi, nella trasmissione Domenica In Marina ha detto a Mara Venier di essere convinta che è stato Federico a sparare a Marco ed i difensori dei Ciontoli hanno subito reagito negando che ciò sia stato provato in dibattimento
«Quanto affermato dai Colleghi che difendono i Ciontoli è corretto, ma Marina ha risposto ad un’altra domanda e cioè ha detto quale fosse la sua intima convinzione al di là delle risultanze processuali. E Marina, spontanea come sempre ma altrettanto lucida, ha riferito quale sia la sua intima impressione ben sapendo che il muro di inverosimile bugie innalzato dai Ciontoli, impedirà di raggiungere tutta la verità. Naturalmente non si è riferita alla verità che sino ad ora si può leggere dalle carte processuali e dalle prove acquisite in Aula: la verità processuale, e Marina ne è ben consapevole, è che Antonio Ciontoli ha sparato e ferito Marco e che tutta la famiglia, ben consapevole della gravità della situazione, ne abbia causato la morte ritardando ed impedendo i soccorsi. Ciò è tanto vero che Marina ha riferito un dato processuale di estrema rilevanza e che non mi pare abbia avuto adeguata risonanza». (agg. 26/09 ore 10)
 

"MARCO HA PERSO UN LITRO E MEZZO DI SANGUE IN QUELLA CASA". 

Scusi se la interrompo, ma volevo arrivare proprio a questo. Nel nostro articolo di ieri abbiamo riportato che Marina sempre a Domenica In ha detto che Marco aveva perso oltre un litro e mezzo di sangue. Ci eravamo riservati un approfondimento perché il dato ci è sembrato clamoroso. Se fosse vero, infatti, ci sarebbe la prova definitiva ed evidente che anche Maria Pezzillo, Martina Ciontoli e Federico Ciontoli non potevano non essere consapevoli della gravità della ferita di Marco e del modo in cui Marco era stato ferito, cioè con una pallottola e non certamente con un colpo d’aria.
«E’ tutto esatto. E’ chiaro che un dato processuale di questo genere (concorde con moltissimi altri, come evidenziato dal Pubblico Ministero nel suo appello) offre, esso solo, la prova che nessuno della famiglia Ciontoli poteva ignorare che la ferita di Marco era stata causata da un proiettile. Nessuno poteva ignorare la gravità della ferita e la estrema urgenza di attivare i soccorsi, e non solo. E’ la prova che tutti, in quell’ora di ritardo, si erano lucidamente attivati non per il soccorso ma per la pulizia della scena del crimine. Ed infatti, anche a tacere della singolarissima pulizia dell’arma, è stato fatto sparire oltre un litro e mezzo di sangue sparso nell’appartamento, dove sono state rinvenute solo poche gocce. La vasca dove Marco è stato ferito fu addirittura trovata pulita come quella di un Hotel a 5 stelle. Dopo tutte le bugie sentite in dibattimento, ho pensato che qualcuno di loro dicesse che avevano pulito per una questione di decoro. Per fortuna questo ci è stato risparmiato».
 

Precisamente, in cosa consiste la prova che Marco abbia perso all’esterno un litro e mezzo di sangue? Ricordiamo che, secondo l’autopsia, l’emorragia, il sanguinamento interno è stato pari a sei litri.
«Alla udienza del 13 marzo 2017 sono stati esaminati i periti del Pubblico Ministero. Il Prof. Carlo Gaudio, rispondendo ad una specifica domanda della Dr.ssa D’Amore («Quanto sangue ha perso prima dei soccorsi, si può affermare indicativamente?») è stato assolutamente inequivocabile. Ha prima ricordato, come diceva Lei, che in sede autoptica era stato verificato un versamento ematico interno di «un complesso di sei litri di liquido». Ha precisato, poi, che, a partire «dalla mezzanotte e quarantacinque» Marco fu sottoposto a «terapie infusive» (gli veniva, cioè iniettato del liquido) una prima volta per 750 cc. e poi «viene di nuovo infuso con altri due litri …. un litro e mezzo di liquidi».  Considerato, dunque che il «volume circolante (cioè il sangue all’interno del corpo di Marco prima del ferimento) è cinque litri e mezzo», dovevano essere aggiunti i liquidi infusi per un totale di «sette litri e cinquanta, otto litri». Dedotta la quantità di liquidi (non interamente formati da sangue) rinvenuta in sede autoptica, il Prof. Gaudio ha inevitabilmente e con assoluta chiarezza concluso che «diciamo fossero stati persi a quell’epoca dopo un’ora e mezza circa tra un litro e mezzo e due litri di sangue». Devo precisare che le riferite considerazioni e conclusione del prof. Gaudio non sono mai state smentite né contraddette da alcuno né gli sono state fatte altre domande sul punto. Si tratta, dunque, di una prova assunta nel contraddittorio del dibattimento e che si è formata oltre ogni dubbio. Nessuno spazio ad altre considerazioni e men che meno alle inverosimili affermazioni dei Ciontoli che non avrebbero visto sangue, tranne alcune goccioline.  D’altra parte, fu lo spesso Antonio Ciontoli a dire, nel primo interrogatorio, che, dopo aver ferito Marco, aveva «tentato di arrestare la fuoriuscita di sangue con le (proprie) mani». Non mi sembra si possa aggiungere altro: l’evidenza della prova è solare». (agg. 26/09 ore 11)

(26 Set 2018 - Ore 09:30)

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