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Lotta alla meningite, Italia paese pioniere

Il nostro paese in prima fila nella vaccinazione insieme a Gran Bretagna e Irlanda

Italia insieme a Regno Unito e Irlanda pioniera nell’offerta pubblica di vaccini contro il meningococco B. Ad illustrare le caratteristiche del vaccino, oggi raccomandato ma non soggetto ad obbligo, Paolo Castiglia, professore ordinario di Igiene dell’Universita’ di Sassari dalla 50esima edizione del Congresso nazionale della Società italiana di Igiene «Si tratta - ha spiegato all’Adnkronos - di un vaccino che ha delle caratteristiche innovative tanto che la tecnica con cui è stato realizzato probabilmente verrà esportata per la realizzazione di altri vaccini. Inoltre è un vaccino che consente di chiudere il cerchio sulla prevenzione delle infezioni meningococciche dato che per gli altri quattro ceppi maggiormente diffusi avevamo già vaccini efficaci». Dati confortanti sull’efficacia anche di questa vaccinazione stanno comunque emergendo dalle sorveglianze fatte nei paesi dove è stata introdotta come vaccinazione universale e laddove è stata inserita per contrastare eventi straordinari, come sedare epidemie in corso «I dati - sottolinea ancora Castiglia - dimostrano che il vaccino è più efficace di quanto gli studi clinici avessero stimato e che anche la tollerabilità, quindi, la sicurezza del vaccino è migliore rispetto agli studi. Un dato per tutti, in Canada il 96% degli interpellati ha detto che lo avrebbe rifatto perché non si era verificato alcun effetto spiacevole». Eppure c’è un ma, la difficoltà nel convincere i genitori a sottoporre il figlio al vaccino quando questo è raccomandato e non obbligatorio, come nel caso del meningococco B. «Da anni cerchiamo di far capire il regime dell’obbligo e della raccomandazione non indicano l’importanza di una vaccinazione. L’obbligo è stato introdotto per un’emergenza di sanità pubblica che riguadagnava un’epidemia. La vaccinazione contro il meningococco b come altre vaccinazioni importanti dell’infanzia non hanno subito un calo delle coperture e non c’è al momento questo pericolo perché i genitori sono coscienti del rischio a cui vanno incontro i propri figli nel caso in cui siano colpiti da una malattia batterica invasiva, la meningite».

(02 Dic 2017 - Ore 18:51)

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