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Ladispoli, invasione di zanzare

La denuncia di alcuni cittadini. L'appello al sindaco Alessandro Grando e alla Asl per risolvere i problemi di incuria causati da privati
 

LADISPOLI - Acqua stagnante sul fondo della piscina e tantissima melma.... l'habitat ideale dove far nascere tanti piccoli ranocchi e soprattutto il luogo ideale da dover far "sbocciare" le tante odiose zanzare. Una situazione di disagio dove le condizioni igienico-sanitarie sono messe in seria discussione. Ci troviamo a via Claudia, a Ladispoli. Qui la denuncia arriva da privati cittadini, stanchi ormai di dover trascorrere 4 stagioni su 4 (eh si perché le zanzare sopravvivono anche alle rigide temperature invernali, non dando tregua nemmeno a Natale) con prurito costante causato dai morsi incessanti del tanto odiato insetto. A causare il problema, che ormai si protrae da anni, sarebbe a quanto pare una piscina privata nella zona, lasciata all'incuria. (agg. 14/09 ore 9.38) segue

LA SEGNALAZIONE. "Lo stato di abbandono e incuria in cui versa e la mancanza di una adeguata copertura della vasca che si inonda ad ogni acquazzone - si legge nella lettera/denuncia inviata all'amministrazione comunale e indirizzata al sindaco Grando in prima persona - hanno reso l'area una fonte di incontrollata proliferazione delle zanzare, problema che d'estate diventa insostenibile". Non solo zanzare, però: "L'acqua di cui si riempie la vasca con le piogge, che resta di fatto stagnante per la maggior parte dell'anno, con ovvia maggiore incidenza nei mesi invernali, è bacino di accumulo anche di guano di uccelli, foglie marce, immondizia di ogni sorta che col vento cade nell'acqua, con conseguente nauseabondo odore di fogna". Una situazione ideale, insomma, per le zanzare di sopravvivere anche alle temperature rigide dell'inverno. (agg. 14/09 ore 10)

L'APPELLO AD ASL E SINDACO. Una vera a propria piaga che ha spinto negli anni, alcuni residenti a segnalare la situazione, oltre che al Sindaco, anche alla Asl di Ladispoli, senza però, ottenere alcun effetto. Ed a quanto pare non sarebbe servita nemmeno l'ordinanza emessa dal sindaco Alessandro Grando, prima dell'inzio della "stagione delle zanzare". Un vero e proprio vademecum dove si ordinava la pulizia di canali, la rimozione di acque stagnanti (pubbliche e private) per evitare, appunto, il proliferare delle zanzare. Un documento, quello firmato dal primo cittadino, che sì avrebbe prodotto, grazie alla denuncia di alcuni residenti, all'elevazione di alcune sanzioni ma che, col trascorrere dei giorni, delle settimane, si è comunque rivelato inefficace. La melma è ancora lì e con essa anche le zanzare. Con i cittadini che più volte si sono recati dai vigili urbani per chiedere di far rispettare l'ordinanza. Ma da questo fronte tutto tace, con i residenti che nonostante le denunce e le segnalazioni continuano a vivere una situazione problematica. "Ci chiediamo - dicono - quale sia l'utilità di un'ordinanza se si rivela impossibile farla rispettare e dove finiscano i denari pagati dai contribuenti alle prese con servizi 'fantasma'". La situazione relativa al problema delle zanzare è già "pesante" di per sè con le disinfestazioni programmate dal Comune, rese inutili "dall'incuria in cui versano tutti i canali della cittadina, con la crescita senza freno di vegetazione"; se poi ci si mettono anche i privati cittadini trasformando una piscina (un luogo dove trascorrere insieme le belle giornate, e trovare refrigerio dal caldo torrido estivo), la situazione rischia di sfuggire di mano. (agg. 14/09 ore 10.30)

(14 Set 2018 - Ore 09:38)

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