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Interporto, Cfft pronta a rilanciare la struttura

La società Italo belga convita delle potenzialità della piattaforma logistica che dovrà necessariamente essere collegata allo scalo 

CIVITAVECCHIA - Creare sviluppo, rilanciare una struttura che in tutti questi anni non è riuscita ad esprimere le sue potenzialità e creare quel collegamento necessario ed imprescindibile con il porto. Riparte da qui la Civitavecchia Fruit and Forest Terminal che è ormai dentro all’Interporto. Manca soltanto il parere del Comune, titolare della concessione, che ha venti giorni di tempo per esprimersi sui requisiti oggettivi e soggettivi della società, al termine del lavoro della commissione appositamente costituita. Un ok che appare comunque scontato, anche perché ci si trova di fronte ad una società, la Cfft, che in questi quattordici anni di presenza all’interno dello scalo, nella gestione del terminal agroalimentare alla banchina 24, è cresciuta e si è consolidata, mostrando serietà ed impegno.

«Abbiamo da sempre seguito con interesse la questione relativa all’interporto - ha spiegato il manager di Cfft Steven Clerckx - convinti delle potenzialità della struttura e del suo essere strategica per il porto e per il territorio tutto. Nell’ultimo anno soprattutto ci siamo affacciati a più riprese, rallentando però negli ultimi mesi, quando sono sopraggiunti i problemi relativi allo scarico dei container nel porto». Già, perché la Cfft ha rischiato di perdere un traffico fondamentale come quello rappresentato da Chiquita, pronta a dirottare la propria merce in altri scali, senza le garanzie che la legano a Civitavecchia. A partire dalla possibilità di scaricare direttamente le banane alla banchina 24, a ridosso proprio del terminal, senza dover necessariamente far passare i propri container dalla banchina 25, quella gestita da Rtc. «Grazie alla proroga concessa da parte dell’Autorità di Sistema Portuale, almeno fino a giugno - ha aggiunto Clerckx - e all’impegno del presidente Di Majo di risolvere la questione, si sono create le condizioni per andare avanti, avendo quella tranquillità necessaria per presentare la nostra offerta d’acquisto della piattaforma logistica. E questo a dimostrazione della nostra volontà di continuare ad investire su questo territorio, in modo serio come abbiamo sempre fatto, con prospettive di crescita e di sviluppo, con un progetto che vogliamo portare avanti per rilanciare questo settore. L’Interporto rappresenta un grande impegno per noi, ma siamo consapevoli delle potenziali e delle possibilità di incremento dei traffici per il porto».

Cfft ha intenzione quindi di ampliare i propri orizzonti, non limitandosi più all’agroalimentare, ma spaziando anche in altri settori, Già con l’affitto del capannone da 4mila metri quadrati, nei mesi scorsi, dove poter stoccare merce varia non alimentare, come prodotti farmaceutici o per l’infanzia, Cffr ha iniziato questo percorso. E oggi scommette lanciandosi in questa nuova avventura. «E lo facciamo con 14 anni di obiettivi raggiunti e di crescita continua - ha sottolineato il vicepresidente della società italo belga Sergio Serpente - convinti del fatto che se funziona il porto cresce anche l’interporto e viceversa: un legame che va creato e potenziato. Questa nuova sfida, inoltre, potrebbe risvegliare anche tanti interlocutori, con i quali dialogare per portare avanti il progetto, acquisendo nuovi traffici, cosa che in questi anni non è stata fatta, ed ampliando il mercato».

La necessità di ampliare i propri spazi aveva già nei mesi scorsi fatto rivolgere lo sguardo di Cfft verso l’Interporto. Poi è arrivato l’investimento sulle gru, ed il progetto è tornato nel cassetto, pronto ad essere rispolverato però qualche settimana fa. «Questa struttura - hanno aggiunto i vertici della società - può davvero diventare un terminal di ‘‘confine’’ a servizio di tutta la merce, a beneficio dello scalo e del territorio». Certo, ci sarà da risolvere la questione annosa del fascio binario incompleto e ci sarà da rivedere i rapporti con chi, al momento, opera all’interno della struttura, con i contratti in scadenza alla fine del mese. Poi la piattaforma logistica potrà finalmente voltare pagina, dopo una lunga storia costellata di ostacoli, difficoltà, indagini fino al fallimento. Insieme al la ripartenza del cantiere ex Privilege potrebbe rappresentare una importante boccata d’ossigeno in termini di occupazione e sviluppo.

(04 Gen 2019 - Ore 08:16)

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