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Indagato medico dell'Aurelia Hospital

CRONACA. Sviluppi sulla vicenda del 74enne cervetrano morto alcune ore dopo la dimissione dal pronto soccorso della struttura romana. Celestino Gnazi, legale dei famigliari della vittima: «Evidenti lacune comportamentali e di gestione generale dei soccorsi al nosocomio. Dimettere un paziente, ricoverato in codice rosso, dopo appena 21 ore sembra un atto allo stato imprudente». La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI - Nuovi sviluppi emergono sulla vicenda del 74enne cerveterano, A. B. le sue iniziali, molto conosciuto e stimato in città, deceduto,  nella sua casa di Cerveteri, alcune ore dopo essere stato dimesso dall’ospedale, Aurelia Hospital di Roma. 
La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e iscritto nel registro degli indagati il medico del pronto soccorso del nosocomio. Ieri è stata effettuata l’autopsia sulla salma, disposta dal pm Gentile, che ha nominato consulente tecnico il dottor Luigi Cipolloni. Il consulente ha 60 giorni di tempo per depositare la relazione. Intanto è stato rilasciato il nulla osta per la sepoltura.
«Ci sono lacune comportameli evidenti e numerose - dice l’avvocato Celestino Gnazi, legale dei familiari della vittima - nella gestione complessiva dei soccorsi, presso il pronto soccorso del nosocomio. Ci riserveremo a valutazioni più approfondite quando leggeremo le conclusioni del consulente nominato dal pubblico ministero. Si può notare chiaramente che dimettere un soggetto, ricoverato in codice rosso per un sospetto di una ischemia cardiaca, circa 21 ore dal suo arrivo con una diagnosi di un blocco della digestione, con la pressione arteriosa minima molto alta, sembra allo stato un atto molto imprudente». Rientrato a casa, l’uomo, dopo circa sei ore perde conoscenza e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo dei sanitari del 118, sopraggiunti su richiesta dei familiari, che alla fine ne constatano il decesso per arresto cardiocircolatorio. Si può immaginare il loro dramma e sconcerto.  «I familiari - conclude l’avvocato Gnazi - hanno sollecitato l’autorità giudiziaria per fare luce sulla vicenda, la quale si è mossa tempestivamente». 

(11 Ott 2017 - Ore 10:30)

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