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Il porto si ferma per dire no all'autoproduzione

L'adesione di Civitavecchia allo sciopero generale di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti supera il 90%. Braccia incrociate fino a mezzanotte. Lavoratori in presidio davanti l'Authority VIDEO

CIVITAVECCHIA -  Il porto è fermo per dire no all’autoproduzione. Anche lo scalo di Civitavecchia aderisce allo sciopero generale indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti con i portuali che hanno incrociato le braccia a partire dalla mezzanotte. L’adesione è massiccia e supera il 90%, a partecipare sono anche le società di servizi delle scalo – imprese articolo 16 e 17 - e i dipendenti dell’Adsp.

Proprio sotto la sede dell’Authority a partire dalle 9,30 si sono radunati alcuni lavoratori in presidio per manifestare la propria contrarietà all’autoproduzione e non solo, si parla infatti anche del rinnovo del contratto. Lo scalo resterà fermo fino alla mezzanotte di oggi anche se verranno garantiti i servizi essenziali.  

In prima linea il presidente della Compagnia portuale di Civitavecchia che ha commentato: “È l’ennesimo attacco ai lavoratori portuali, è un po’ una cosa ciclica. Questa volta – ha spiegato - gli armatori sembrano un po’ più organizzati perché stanno attuando una politica di occupazione del territorio. Passando non solo all’acquisto di spezzoni di terreno italiano, di concessioni demaniali, che vorrebbero avere nelle proprie mani, ma stanno acquistando anche società di trasporto terrestre e vogliono governare anche il lavoro all’interno dei porti. Attraverso quale sistema? Quello – ha tuonato - di utilizzare impropriamente il personale di bordo che è già addetto ad altre mansioni”.

Luciani ricorda come nel tempo questo atteggiamento abbia “provocato una perdita della sicurezza e alcuni disastri ma agli armatori di questo non importa, interessa fare solo cassa e questo lo vorrebbero fare sulla pelle dei lavoratori portuali. Noi questo non glielo permetteremo. Un porto come quello di Civitavecchia che ormai punta strategicamente sulle autostrade del mare quindi sul traffico di cabotaggio assolutamente non può rinunciare al nostro lavoro. Rizzaggio e derizzaggio – ha concluso - è lavoro dei portuali e su questo non saremo mai disposti a fare un passo indietro. Andremo avanti insieme al sindacato e a tutte le forze che vogliono difendere il lavoro e l’occupazione nel porto”.

Sulla questione contratto “che deve essere rinnovato” è intervenuto Alessandro Borgioni, segretario generale della Filt Cgil territoriale: “C’è stata una rottura brutta perché abbiamo rivendicato una serie di cose importanti per noi. Oltre alla retribuzioni c’erano anche questioni riguardanti il fondo integrativo e il tema dell’automazione. Le controparti non hanno risposto come credevamo potessero fare e quindi siamo arrivati ad una rottura. Il contratto – ha sottolineato - è per noi fondamentale perché è l’elemento che lega la legge speciale sui porti e i lavoratori e gli dà la vera tutela dal mercato che è pronto, invece, a diminuirla. Noi il contratto lo vogliamo, lo cerchiamo e ce lo prenderemo o con le buone o con le cattive”.

Angelo Manicone (Filt Cgil) ha detto: “Il 23 marzo del 2014 un marittimo muore qui a Civitavecchia. Un marittimo scende in stiva, viene sepolto dal carbone e muore. L’autoproduzione vuol dire morte – ha tuonato -  vuol dire lavoro non regolamentato, vuol dire non avere leggi a tutela del lavoro quindi non è solo un aspetto economico ma soprattutto di sicurezza”.

Dalla legge 84 del 1994 sono passati 25 anni e “i lavoratori portuali, soprattutto a Civitavecchia, hanno dimostrato un altissimo senso di responsabilità. Ci siamo inseriti nell’applicazione della legge, abbiamo creato un pool a disposizione degli armatori e delle imprese. Chi ha intenzione di andare oltre questo – ha concluso duro Luciani - vuole infrangere una pace sociale che nei porti dura da 25 anni. Noi non vogliamo scioperare ma siamo pronti a farlo per giorni interi se ci costringeranno. Auspichiamo che qualcuno, soprattutto al governo, faccia tornare a più miti consigli chi ha delle brutte intenzioni in testa”.  

VIDEO

(23 May 2019 - Ore 12:27)

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