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Hospice oncologico, lavori non ancora iniziati

Si attende l’avvio della realizzazione della struttura alla casa cantoniera messa a disposizione dalla Provincia di Roma. A giugno sembrava tutto fatto: l’assessore Cecchini aveva annunciato l’assegnazione entro un mese e mezzo. L’iter si sarebbe arenato in Regione, sull’accreditamento di almeno 8 posti letto e la gestione del centro

CIVITAVECCHIA - Era il mese di giugno quando l’assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Roma Claudio Cecchini aveva annunciato, nel giro di un mese e mezzo, la consegna delle chiavi per l’avvio ufficiale del cantiere e la posa della prima pietra, con i lavori della durata di circa 18 mesi, per l’atteso hospice oncologico. Ma della struttura, al momento, neanche l’ombra. Eppure i partecipanti al tavolo coordinato dalla Fondazione Cassa Risparmio di Civitavecchia avevano tutti espresso commenti entusiasti al raggiungimento di questo importante obiettivo. La strada sembrava davvero spianata per la realizzazione dell’hospice oncologico, il centro residenziale per le cure palliative che sarà ospitato presso la ex casa cantoniera di proprietà della Provincia sulla Braccianese Claudia, al km 64.800. L’iter, a quanto pare, si sarebbe arenato in Regione, sulla questione relativa all’accreditamento di almeno 8 posti letto e, di conseguenza, alla gestione. Dopo l’ultima riunione di luglio, espletate tutte le formalità, chiusa la procedura del bando di gara per l’affidamento dell’appalto, il coro è stato unanime: “Ora la palla passa alla politica”. E proprio qui lo scoglio: per ora non si riesce ad andare avanti. Una questione fondamentale quella dell’accreditamento di posti letto e della gestione del centro, per evitare di costruire l’ennesima cattedrale del deserto, ipotesi da scongiurare soprattutto quando si parla di sanità. Un progetto da oltre due milioni di euro molto atteso nel territorio, perché andrebbe a colmare una lacuna sanitaria e potrebbe diventare un centro di eccellenza. «Siamo convinti - aveva ad esempio spiegato il manager della Asl RmF Salvatore Squarcione - dell’importanza di questo progetto per il territorio». Ma ovviamente alle parole e all’impegno di chi da sempre ha mostrato di credere nel progetto, occorrono i fatti, quelli concreti, in grado di dare il via libera, una volta per tutte, alla realizzazione della struttura. 

(07 Nov 2011 - Ore 18:57)

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