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Foibe,  Mancini attacca Tidei

Polemiche dopo l’intervento del sindaco durante la cerimonia del ricordo
«La presa di coscienza di quei fatti imporrebbe una litrurgia distaccata e apolitica»

SANTA MARINELLA – Nel corso della cerimonia che si è tenuta domenica scorsa per ricordare il dramma dei morti delle foibe, qualcuno tra i presenti ha più volte interrotto il discorso che stava facendo il sindaco Tidei. Oggi, per spiegare il perché di quell’atteggiamento, interviene un rappresentante di coloro che non hanno gradito le parole del primo cittadino. 
“Cosa dovrebbe essere il 10 febbraio – dice Emidio Mancini - se non un giorno importante per ricordare la tragedia di centinaia di famiglie italiane cacciate dalle proprie case, dalle proprie terre e in massa gettate con inaudita violenza e cinismo in quelle fessure del terreno carsico note come foibe? Una pagina oscura del nostro passato. Intrisa di una ingiustificata violenza e di un silenzio durato decenni che rende tutti colpevoli. Colpevoli di aver negato, nascosto, dimenticato, ignorato questo tragico epilogo della seconda guerra mondiale, consumatosi nei modi più cruenti a guerra finita. In virtù di ciò, la presa di coscienza di quei fatti, di quelle morti e delle cause, confuse tra la resa dei conti e la pulizia etnica, imporrebbe una liturgia distaccata, laica e apolitica che dovrebbe lasciare spazio alla sola commemorazione dei fatti, senza commenti, dietrologie o considerazioni storiche o ancor peggio attualità socio-politiche. Commemorare vuol dire riportare alla memoria dei presenti i fatti, le date, le circostanze, gli eventi, gli aneddoti, le citazioni, i luoghi e ogni quant’altro possa rispettosamente dare dignità a chi ha sofferto e donato, suo malgrado, la vita per consentire a noi, oggi, di ritrovarci e liberamente esprimere idee e opinioni. Purtroppo, sebbene appare cosa semplice e sicuramente condivisibile, il monito di Brenno “vae victis” resiste ad ogni sforzo evolutivo e resta il leitmotiv di tanti”. “Per questo – conclude la nota - qualcuno ci ha definiti disturbatori. Bene, certi della bontà del nostro pensiero, accettiamo simpaticamente l’epiteto”.

(14 Feb 2019 - Ore 10:34)

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