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Enrico Diottasi: ''Questo sport è uno stile di vita''

RUGBY Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica Palla Ovale dedicata al mondo del Crc. Tiziano Tuscolano: «Essere accompagnatore e dirigente dell’Under 8 è una cosa meravigliosa»

Continua la conoscenza del mondo della Palla Ovale, rubrica settimanale nella quale vengono presentati educatori, allenatori ed accompagnatori/dirigenti del Centumcellae Rugby Civitavecchia. 
Sono di scena Enrico Diottasi e Tiziano Tuscolano. 
«Ci aspettano tanti appuntamenti importanti con la Under 8 - inizia così la sua intervista Enrico Diottasi - molti incontri di gioco, circa uno ogni quindici giorni. Ho iniziato ad allenare molto presto a sedici anni. Nell'anno in cui ho preso l’abilitazione per allenare ero il più giovane in tutta Italia riconosciuto dalla Federazione Italiana Rugby. Attraverso dei maestri che mi hanno insegnato i fondamentali, come per esempio Fabrizio Regina, ho iniziato il percorso di educatore/allenatore di rugby. Quando insegno il rugby mi rivedo come ero io che toccavo e giocavo con quella palla dalla forma strana. Il rugby è sicuramente una scuola di vita, una palestra che si utilizza come esperienza di vita quotidiana. Chi ha i propri figli/e che giocano a rugby deve continuare a seguirli, aiutando gli educatori/allenatori per l’obiettivo educativo, ossia assisterli, incentivarli si deve andare tutti nella stessa direzione. Il rugby è uno sport per tutti quindi invito a farlo provare a grandi e piccoli».
«Essere accompagnatore e dirigente di una squadra di rugby - racconta Tiziano Tuscolano - in particolare dell’Under 8, è una cosa meravigliosa, bellissima per me. Vedendoli sia in allenamento che in partita è una sensazione indescrivibile. Non ci sono particolari difficoltà nel far rispettare le regole di questo sport, forse ci sono alcuni casi in cui i genitori, non conoscendolo a fondo, non sanno che il principale obiettivo del rugby per i bambini è quello di stare insieme e divertirsi anche con quelli delle altre squadre e non quello di vincere la partita. La forza di ricoprire questo ruolo di accompagnatore/dirigente volontario e non retribuito è dato dal fatto di vedere i bambini che entrano ed escono dal campo col sorriso. Il rugby ti insegna ogni momento che lo vivi, invito a tutti a provarlo».

(15 Gen 2020 - Ore 20:21)

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