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Cronaca, Fiumicino
Ancora disagi sulla Fr5 questa mattina. A raccontare l'ennesima odissea a cui sono costretti i tanti pendolari della tratta, i diretti interessati.
"Già il treno delle 8.13 da Maccarese era partito con un paio di minuti di anticipo e diverse persone l'hanno perso. Ma il grave è venuto dopo - raccontano - il treno successivo (che doveva portare anche chi aveva perso il precedente) è stato effettuato con un Vivalto a 4 carrozze (il contratto di servizio prevede che siano minimo 5) e già in 9 persone non sono riuscite a salire a Maccarese. Altrettanto era successo a Palidoro (e non era la prima volta nella mattinata). Senonché, come è normale con quell'affollamento, una persona si è sentita male. Quando ad Aurelia - prosegue il racconto - qualcuno ha tirato la leva di emergenza pensando, come sarebbe normale, che servisse per parlare con la cabina, la porta si è bloccata e il treno si è dovuto fermare. Risultato: mezz'ora di ritardo, che di conseguenza ha portato anche gli altri tre treni successivi a ritardare".
"Abbiamo calcolato che nelle ore di punta, viaggiamo in 9 persone per metro quadro - ha denunciato Andrea Ricci, rappresentante del comitato pendolari - ossia una densità tripla di quella dei carri bestiamo dei deportati nei lager nazisti. E questo non è humor nero. Parliamo della nostra salute".
(20 Feb 2012 - Ore 13:59)
Magari quando si aziona una maniglia di apertura di emergenza delle porte, bisognerebbe leggere l'etichetta sottostante tale leva con scritto "leva di apertura emergenza". A casa mia, significa che serve ad aprire la porta e non a parlare con la cabina.
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Magari quando si aziona una maniglia di apertura di emergenza delle porte, bisognerebbe leggere l'etichetta sottostante tale leva con scritto "leva di apertura emergenza". A casa mia, significa che serve ad aprire la porta e non a parlare con la cabina.