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Controcultura, il movimento della Scapigliatura

Rifiuto della società e maledettismo come stile di vita 

ETTORE SALADINI

Milano una sera d’inverno del 1862. Fuori c’è una nebbia fitta. L’osteria del Polpetta è affollata. L’odore denso di cavolo e di carne di maiale della cassoeula fumante impregna gli abiti dei giovani letterati già un po’ alticci. Uno di loro, Carlo Righetti, ha da poco pubblicato il romanzo La scapigliatura e il 6 febbraio, firmandolo col nom de plume Cletto Arrighi. Il giovane romanziere alza il bicchiere e brinda alla Scapigliatura, il movimento culturale che sta nascendo attorno a lui, descrivendola come composta da “individui di ambo i sessi fra i venti e i trentacinque anni non più; pieni d'ingegno quasi sempre, più avanzati del loro secolo; indipendenti come l'aquila delle Alpi, pronti al bene quanto al male, inquieti, travagliati, turbolenti”. La Scapigliatura annovera artisti inquieti fino alla nevrosi, irregolari, antiborghesi, anticlericali, che hanno come riferimento esistenziale ed estetico quel vivere disordinato e privo di regole che i francesi chiamano bohème. Gli scapigliati rifiutano la società in cui vivono e coltivano il maledettismo come forma d’esistenza alternativa. Gli autori, affascinati dalla suggestione delle nuove correnti letterarie straniere, propugnano una ribellione culturale rispetto alla società borghese postrisorgimentale e al romanticismo italiano imperante, individuato nelle opere del Manzoni e di Leopardi. Gli scapigliati hanno il gusto dell’orrido e dell’insolito, come testimonia in maniera emblematica il romanzo Fosca di Iginio Ugo Tarchetti, un testo letterario dove Fosca è una donna orrenda, dietro alla quale si cela la morte, capace di succhiare le forze vitali del protagonista, Un’altra caratteristica delle opere appartenenti alla Scapigliatura è lo sperimentalismo linguistico che raggiunge la sua massima espressione nelle opere di Carlo Alberto Pisani Dossi, una sorta di Gadda ottocentesco, capace di miscelare termini aulici, latini e dialettali all’interno di costruzioni sintattiche improntate ad altre lingue.

(14 Feb 2020 - Ore 11:21)

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