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Bambin Gesù, sale la preoccupazione 

Sempre più incerto il futuro della struttura sanitaria di Santa Marinella.  Utenti e personale in allarme per la possibile chiusura
Le prestazioni diagnostiche e specialistiche sono riservate ai soli pazienti più piccoli

S. MARINELLA – Da giorni circolano voci alquanto preoccupanti circa la possibilità che la sede cittadina dell’ospedale pediatrico del Bambin Gesù venga chiuso. A registrare queste sconvolgenti notizie tra gli altri è stato il blog Word in Press che ha registrato centinaia di messaggi di protesta inviati dai cittadini, anch’essi in ansia per la sorte del nosocomio pediatrico. (agg. 10/12 ore 19.44) segue

I CAMBIAMENTI. «Che qualcosa non vada – si legge nel sito informativo - che stia cambiando l’assetto complessivo della struttura sanitaria della sede di Santa Marinella dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, se ne sono accorti per primi gli utenti. Le prestazioni diagnostiche e specialistiche sono riservate ai soli pazienti più piccoli. Gli specialisti visitano ormai per lo più a Palidoro ed anche la diagnostica, fatta eccezione per i prelievi, è stata ridotta di molto nel tipo di esame e nella frequenza di esecuzione, limitata al lunedì ed al giovedì. A Roma, bocche cucite, ma pare che il progetto complessivo porti ad una razionalizzazione generalizzata dei centri dell’istituto di cura e ricerca, concentrando gli sforzi anche di natura economica sul complesso di Palidoro che presto si arricchirà di un altro grande padiglione dove potrebbe essere collocato anche il reparto di Santa Marinella, quello inaugurato poco più di una decina di anni fa». (Agg. 10/12 ore 20.20)

LA PREOCCUPAZIONE. «Esiste una forte preoccupazione anche tra il personale – sottolinea Word  in Press - che non ha informazioni adeguate ma in alcuni settori vede ridursi le ore settimanali di impiego. Un’ulteriore riduzione della gamma delle prestazioni e degli orari di apertura della struttura sarebbe un grave colpo per la cittadinanza, soprattutto per le fasce deboli della popolazione che sarebbero costrette ad emigrare per ottenere prestazioni sanitarie di qualità, come ha sempre distribuito la struttura, forte dell’elevata professionalità del proprio personale a tutti i livelli e di una scelta aziendale rivolta all’utenza in senso generale». «Una grave preoccupazione investe anche il destino dell’area su cui insite il complesso sanitario – conclude il blog - un lotto di grandi dimensioni con annessa spiaggia e pontile che è separato dal lungomare che lo attraversa e lo taglia. Nei tempi passati si mormorava di una sua eventuale destinazione turistica ma ogni volta i fatti hanno fortunatamente smentito le illazioni, per il benessere complessivo della popolazione locale. Popolazione che è già stata messa alla prova con la riorganizzazione del soccorso su ambulanza». (agg. 10/12 ore 21)

(10 Dic 2018 - Ore 19:44)

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