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Amministrative Tarquinia, Moscherini candidato sindaco: appello alle forze civiche e politiche della città

Obiettivo mettere in piedi una squadra di cittadini  "che hanno voglia di contribuire a dare una mano per rimettere a posto quello che si è rovinato nel tempo ed anche per pensare a qualcosa di innovativo". Una scesa in campo non perentoria quella dell'ex sindaco di Civitavecchia: "Non mi candido a sindaco in maniera rigida. Non ho preclusioni e sono disponibile a fare un passo indietro qualora ci fosse una persona con competenze e capacità" VIDEO

TARQUINIA – Un appello forte e chiaro alle forze civiche ma anche politiche della città, affinché sposino il progetto di ‘’Tarquinia capitale dell’Etruria’’, titolo che darà il nome allo schieramento e anche ad una Fondazione con sede all’Alberata. Obiettivo, mettere in piedi una squadra di cittadini sotto il segno di Gianni Moscherini, il candidato sindaco bis che conta su parte dei vecchi sostenitori e su qualche possibile ingresso, come quello di Manuel Catini e Silvano Olmi che hanno già da tempo avviato un dialogo con l’ex sindaco di Civitavecchia. 
Una candidatura, quella di Moscherini, che però lascia ancora spazio a trattative: “Oggi parte l’appello da parte mia come candidato sindaco a tutti i cittadini di qualunque grado e professione ad impegnarsi per fare un programma bello e credibile, che invoglia e che corregge le cose che non vanno. Non mi candido a sindaco in maniera rigida. Non ho preclusioni e sono disponibile a fare un passo indietro qualora ci fosse una persona con competenze e capacità. Venga, si presenti e io faccio un passo indietro con serenità, perché io non ho manie di grandezza e di potenza». 
Intanto, però, Moscherini va avanti e pensa a costruire la Fondazione ‘’Tarquinia capitale dell’Etruria’’ con sede all’Alberata dove risiederà anche il luogo depositario dei marchi di qualità alimentari dei prodotti di Tarquinia e degli Etruschi. Una delle due sale, inoltre, sarà intitolata ad Omero Bordo e, assicura Moscherini, “diventerà il luogo dove si programma la riscoperta dell’antica Tarquinia”.

“Oggi riparte la competizione - ha scandito stamane Moscherini – Ho aspettato un po’ perché volevo vedere cosa avrebbero fatto e come si sarebbero mossi quelli che avevano vissuto come me e per me la prima competizione, fino al ritiro del sindaco Mencarini. Se si fosse candidato qualcuno più bravo di me non avrei avuto problemi, non ci sarebbe stato bisogno di ricompetere un’altra volta: potevamo benissimo ragionare insieme, in questa seconda partita, anche per eliminare dalle fantasie di Mazzola la necessità di parlare dello straniero. Se mi mettevo d’accordo con qualche tarquiniese, Mazzola sarebbe stato più tranquillo. In poco tempo però sono spariti quasi tutti. Tutti sono saltati sul carro ritenuto del più forte, cioè Giulivi, persona che peraltro conosco da tempo e con il quale in passato ho parlato dei miei progetti. Da presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, ad esempio, avevo elaborato il progetto delle vie della seta, che poi i politici nazionali mi impedirono di fare, e con Giulivi volevo fare l’aeroporto merci a Tarquinia, un vero e proprio ponte aereo. Volevo fare la darsena Cina, come un punto di raccolta e spedizione delle merci”. “Oggi però non capisco il motivo per il quale Giulivi abbia deciso di ricandidarsi. Ma cosa fanno la staffetta tra lui e Mazzola? Mazzola, poi, dopo il pessimo risultato elettorale dell’ultima volta, quando non è riuscito a fare nemmeno il consigliere comunale ancora parla? Ha ancora il coraggio di blaterare frasi indegne? Io non mi sento un vecchietto e lui la smettesse. Uno dei motivi che mi hanno convinto che dovevo per forza ricandidarmi è proprio la continua presenza e arroganza di personaggi come lui che hanno fatto solo del male a questa città”.

“Io voglio fare un raggruppamento, ma non di partiti interpretati in maniera tradizionale, ma come ho già fatto nel 2007 a Civitavecchia: voglio cioè fare un’aggregazione di liste civiche dove si incontrino tutte le persone di buona volontà che hanno voglia di contribuire a dare una mano per rimettere a posto quello che si è rovinato nel tempo ed anche per pensare a qualcosa di nuovo e innovativo che guardi prima all’obiettivo del lavoro, con la L maiuscola, e secondo, l’obiettivo delle nuove generazioni. Vanno creati dei presupposti affinché ci sia uno sviluppo della realtà territoriale. Non ho preclusione nei confronti dell’appartenenza di ognuno. Quelli che hanno voglia di aggregarsi per dare la loro attività sono ben accetti".

Quindi un passaggio sulle differenze tra politiche e amministrative: «Mi auguro - ha detto l'ex numero uno di Molo Vespucci -  che ci si renda conto che le elezioni amministrative comunali non si possono fare come un’appendice dei partiti nazionali. Le elezioni comunali, specialmente dei piccoli comuni, dovrebbero essere fatte sui problemi del territorio e non sui colori politici. Bisogna parlare di progetti. Vale quindi la pena riproporre un progetto guidato da una squadra che ci crede e pensa a fare.  I servizi di un territorio devono essere efficienti. E quello che conta è la competenza e non la bandiera politica”.

Poi una carrellata su come rilanciare la città: “I problemi principali da affrontare subito sono chiari, - ha detto Moscherini - basta guardarsi intorno. Siamo di fronte al nulla. Si è voluto criminalizzare il mio progetto tacciandolo come un progetto faraonico. Mazzola ha attaccato la mia idea di un attracco per una piccola nave da crociera, senza rendersi conto che noi abbiamo la potenzialità per farlo. Il mio obiettivo turistico-culturale di gestione del territorio è questo: tornare alle origini. Si tratta di avere sindaci in grado di valorizzare le cose che ci sono. Ma io dico, Tarquinia è meno di Pompei? Noi vogliamo ridare a Tarquinia un significato storico, archeologico e moderno, anche sotto il profilo agroalimentare. Puntando sulla qualità dei prodotti. Io voglio fare il marchio di qualità locale, quindi dobbiamo fare qua le aziende per la lavorazione dei prodotti. Pensiamo che qui ci sono ottomila ettari solo dell’Università Agraria. Abbiamo tutto. Parlando di turismo poi è una vergogna pensare a chi ha governato negli ultimi settata anni. Qui ci sono enormi potenzialità. E’ una vergogna non aver fatto nulla. Ci sono 21 chilometri di spiagge sabbiose abbandonate. Io che da sindaco di Civitavecchia invidiavo Tarquinia e Santa Marinella. Noi a Civitavecchia eravamo e siamo chiusi, senza spiaggia. Tolsi infatti il parcheggio alla Marina per creare almeno una bella passeggiata sul mare. E qui a Tarquinia che c’è tutto – storia, mare, spiaggia -, non è stato fatto nulla. Porticciolo, Saline, eventuale realizzazione di una talassoterapia, alcuni argomenti sui quali lavorare per far diventare l’area etrusca con Tarquinia numero uno, capitale dell’Etruria. Questo apre un discorso culturale, di lavoro e di qualità inaspettato. E’ evidente che per fare tutto questo lavoro serve una squadra e deve essere la squadra dei cittadini. Assurdo che in questi ultimi anni sono diminuiti i negozi aperti; è diminuita la vita sociale; si continui a far morire il campo da golf, che doveva essere raddoppiato già decenni fa. Con 21 chilometri di spiaggia possibile che non si pensa a fare un progetto turistico bello e che preveda  una smart city, la Miami del Tirreno?”.

Dulcis in fundo la questione San Giorgio: “Assurdo lasciare l’orrida presenza di San Giorgio. La questione urbanistica della località va risolta. Anche il commissario non sta facendo il bene di questa città, torno a ribadire che va applicata la legge 28/80”.

VIDEO

(14 Mar 2019 - Ore 16:25)

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