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Amministrative Tarquinia, Mori: ''Bisogna aprirsi alle donne e agli uomini migliori''

Capitani e Bonori (Moderati e Riformisti) invitano a superare lo schema classico dei partiti e delle coalizioni 

TARQUINIA - «Comunicati stampa, toto-sindaci, riunioni e assemblee. A otto mesi dalle elezioni comunali, la macchina elettorale di partiti e movimenti si è già messa in moto. Tutto come se niente fosse successo: le elezioni comunali dello scorso anno, le elezioni dell’Università Agraria, le elezioni regionali  e politiche del 4 marzo, il forfait dell’amministrazione comunale dopo 15 mesi di governo. (agg. 01/10 ore 19.51) segue

"A TARQUINIA LA NASCITA DI UN 'FRONTE DEMOCRATICO'". Tutto scorre, con le solite logiche, i soliti nomi, i soliti gruppi, le solite idee». In vista delle amministrative di maggio 2019 i Moderati e Riformisti tornano a predere la parola per voce di Giancarlo Capitani  di Tarquinia  e Stefano Bonori, coordinatore provinciale di Viterbo. L’obiettivo è auspicare la nascita a Tarquinia di un ‘‘fronte democratico’’.  «A sinistra come a destra. - affermano Capitani e Bonori - candidati “potenziali”, quasi predestinati, non si sa se per successione dinastica o per scelta divina. Film già visti, ennesima replica della serie : ‘‘Intanto scegliamo il sindaco, poi vediamo’’. Già pronti i copia e incolla dei programmi salvati sui pc dagli anni ’90 ad oggi : riqualificare San Giorgio, valorizzare il Lido, fare finalmente il nuovo piano regolatore. E poi il turismo, certo, perché “una città come la nostra dovrebbe vivere di turismo”. Solo che stavolta qualcosa è cambiato, se non nelle forze politiche, sicuramente nei cittadini : la gente non si fida più, delle cose e delle persone.  Ecco che allora sarà forse il caso, per una volta, di cambiare rotta ed invertire l’ordine dei lavori: progetti, prima, seri e credibili. E dopo, chi è in grado di realizzarli, per comprovata competenza ed esperienza. La nostra proposta, come Moderati e Riformisti, è quella di aprire da subito un grande cantiere delle idee, gettare le fondamenta, creare una grande squadra di operai che sappiano mettere al servizio del progetto le loro esperienze e le loro competenze.  Per questo sarà necessario superare lo schema classico, la formula partito o coalizione, per aprirsi alle donne e agli uomini migliori, che possano riconoscersi in quel progetto con entusiasmo e passione, per ridisegnare insieme un modello di città capace di far sognare i cittadini». (Agg. 01/10 ore 20.20)

"PUNTARE SUI BENI CULTURALI". «È venuto il tempo perchè Tarquinia giochi finalmente la grande scommessa della “città d’arte”, ponendo i beni culturali e la loro valorizzazione come fondamenta di quel cantiere, certi che il modello di sviluppo di questo territorio debba passare necessariamente da un turismo qualificato, attratto dalle bellezze del nostro patrimonio. Cultura, arte, grandi eventi di qualità, promozione e strategie di marketing territoriale, non dovranno più rappresentare la “Cenerentola” dei bilanci, relegati all’ultimo posto dei capitoli di spesa. Occorre invero invertire l’ordine della cose : cultura e turismo dovranno essere le priorità della programmazione economico-finanziaria, con investimenti importanti nella pianificazione delle voci di bilancio dedicate a questi settori, da intendersi oramai quale volano decisivo per la crescita ed il rilancio socio-economico della città. Serve coraggio, intraprendenza, e fors’anche l’essere un pò visionari. Questa città ha aspettato troppo tempo, e non ha più tempo per aspettare. Come Moderati e Riformisti ci saremo, auspicando che anche a Tarquinia possa nascere un “fronte democratico”, moderato e riformista (stavolta scritto minuscolo), in grado di confrontarsi su questa nuova sfida, sulla scia di altri comuni, anche della Tuscia, che hanno avuto il coraggio di fare un salto di qualità rispetto all’offerta turistica tradizionale, scommettendo ed investendo in cultura, ambiente, qualità della vita. Insomma, in bellezza». «Tarquinia può farcela. - concludono Capitani e Mazzola - Negli ultimi due decenni le amministrazioni Conversini prima, e Mazzola poi, hanno tracciato il solco, iniziando un percorso al quale è mancata però troppo spesso la spinta finale, il colpo di reni decisivo, il coraggio di spingere sull’accelleratore. Ora è venuto il momento di riprendere quel cammino, e di osare fino in fondo. Chi farà il sindaco è un problema secondario. Se le fondamenta saranno solide, se il progetto sarà valido, se la squadra che lavorerà sarà forte, capace e competente, sarà più facile trovare un buon capo-cantiere, che sappia dirigere e coordinare i lavori con mano esperta».(agg. 01/10 ore 20.50)

(01 Ott 2018 - Ore 19:51)

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