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Amministrative, Conversini: “Un lucumone alla guida di Tarquinia”

Ieri pomeriggio la presentazione della candidatura a sindaco dell’ex primo cittadino che dopo tanti anni è tornato a parlare in pubblico spiegando le ragioni della sua scesa in campo. Il motto: “Tra la gente, con la gente e per la gente” VIDEO 1 VIDEO 2 VIDEO 3

TARQUINIA - “Un lucumone alla guida di Tarquinia tra la gente, con la gente e per la gente”. Amarcord ieri pomeriggio nella sala degli Almadiani alla barriera San Giusto per la conferenza stampa di Maurizio Conversini in campo come candidato sindaco del movimento civico che racchiude le forze della sinistra riformista di Tarquinia. Un Conversini (sicuramente uno dei sindaci più amati della storia di Tarquinia) emozionato e commosso per il suo ritorno in campo dopo tanti anni di fermo. Ha raccolto subito tanti applausi dalla platea composta da diversi personaggi,  esponenti dello zoccolo duro della sinistra di un tempo: a cominciare dalla fedelissima Emanuela Fanelli, passando per il professor Luigi Landi e la moglie Anna Valeri; ma anche politici di sinistra di oggi: in prima fila l’ex Presidente dell’Università Agraria Alberto Blasi, e poi la ex segretaria del Pd Arianna Centini. Presenti anche gli esponenti di Areasx Piero Rosati e Luigi Caria, tanto per dirne alcuni.

Al fianco di Conversini, Sandro Vallesi (ex Pci, Pds e Pd) che ha introdotto la candidatura del compagno Conversini spiegando le analisi e le considerazioni maturate dopo lunghe chiacchierate con lo stesso Conversini e il professor Maurizio Brunori.

“È stato difficile per me - ha detto Conversini - non ho un confronto pubblico con la gente dal 2002. Fino all’ultimo ero convinto di trovare la possibilità di un accordo e quindi di defilarmi e andare alla Roccaccia. Ma ad oggi non mi sembra che questo ancora sia possibile. Almeno a giudicare dalle dichiarazioni di Sandro Celli. Celli amministra da dieci anni e ha fatto subito l’assessore. Io sono stato consigliere comunale a Tarquinia dal 1968 e il primo incarico ce l’ho avuto grazie al Pds, perchè ero la minoranza cossuttiana del Pds che ringrazio, solo nel ‘92 e poi nel ‘94; quindi ho assolutamente aspettato tanti anni. Al mio partito e alla comunità non ho mai chiesto niente; ora mi trovo che Celli dopo dieci anni da assessore dice che deve essere lui il sindaco. Già a gennaio li abbiamo  invitati a fare un esame di coscienza, abbiamo chiesto loro: vi sono mancati gli ex compagni, non siete andati al ballottaggio, dateci una mano a ricostruire una coalizione. Considerazioni cadute nel vuoto. La cosa che mi ha fatto decidere è che Celli ha negato che ci siano state riunioni ed incontri”. (Agg 16/04 ore 12,33 Segue)

Coversini parte dalla considerazione che il centrodestra si presenta diviso. Da un lato Moscherini, al quale  manda a dire: “Nessuno lo isola o lo emargina, ma i tarquiniesi debbono scegliere il proprio lucumone tra i tarquiniesi. Se lui dice di avere tutte queste disponibilità le metta al servizio della comunità, faccia il consigliere e metta a disposizione i progetti che ha”. Dall'altro Giulivi che ricorda  di averlo avuto come studente a scuola: “Era un ragazzo tra i più facoltosi, non veniva certo da Canino con le scarpe un po’ rovinate.  Mi sembra diventato un ambizioso del potere”.

Quindi la nota dolente di un centrosinistra diviso: “Anche noi come forze democratiche siamo divisi – ha aggiunto Conversini - ora dipende da tutti noi. Il motto che abbiamo scelto è “Con la gente , tra la gente e per la gente”, indipendentemente dalle idee, perché dobbiamo far perdere queste idee di guerra. Tarquinia è sempre stata dai tempi degli antichi etruschi un popolo che credeva nell’aldilà, che faceva i festeggiamenti, i convivi, quindi era un popolo pacifico che, avendo anche importanza economica, ha subito senza ribellarsi la decimazione da parte dei romani”. (Agg. 16/04 ore 19,46)

Poi, dopo una coinvolgente storia di Tarquinia, richiamando anche gli studi di padre Daga, Conversini si è soffermato sui punti centrali del programma: dalla sicurezza per gli edifici scolastici, tra le priorità, alla questione Talete: “L’acqua deve tornare ad essere pubblica”. “Io a Mauro (Mazzola ndr) gliel’ho detto – ha scandito Conversini - la Talete non cercava altro che Tarquinia andasse nella Talete perché Tarquinia è la prima fonte pubblica di soldi, anche superiore addirittura a  Viterbo.  Basta pensare ai campeggi, il Lido, Marina Velca, Sant’Agostino.  Viterbo d’estate quasi si spopola, da noi invece c’è il boom. Quindi la prima battaglia che tenteremo di fare è quella di uscire dalla Talete e metterci insieme a quei comuni per far sì che l’acqua, come gli acquedotti siano effettivamente nostri”.

Poi l’agricoltura: “Un settore che sappiamo essere in crisi. Noi vogliamo sistemare le strade che sono già del Comune  e acquisire quelle dell’Arsial: ciò consentirà la percorrenza ai turisti che potranno così usufruire di agriturismi e b&b”. 

“Basta con le servitù”, ha anche detto Conversini: “Noi le rivogliamo.  Vogliamo diventare padroni di queste aree e poi ci facciamo quello che più i cittadini vogliono. La Polveriera, la base logistica, l’ex Caale alle Saline, il Poligono militare di Pian di Spille, 300 ettari, noi vogliamo diventare i padroni e utilizzarle da qui in poi per la cittadinanza. Noi siamo testardi e allora diciamo: vogliamo le Saline”. Idee chiare anche sull’ospedale: “Ho fatto manifestazioni con la  Cgil per impedire che portassero via Pediatria al nostro ospedale, adesso anche Ginecologia e a breve anche Ortopedia. L’ospedale è stato costruito con i soldi dei tarquiniesi e quindi faremo una battaglia  per mantenerlo aperto”.

In primo piano anche la cultura “che deve essere coltivata”. “Con la cartiera, le Saline qualcosa si può fare. Certo i comuni hanno pochi soldi ma la  Comunità europea ce li ha, quindi noi faremo le richieste, presenteremo progetti per dare più cultura e più sport per i nostri giovani”.

Spazio agli interventi con Piero Rosati, tra gli altri, che a nome di Areasx ha ricordato l’urgenza di mettere mano al nuovo Piano regolatore, fermo dal 64, e ha chiarito che la Trasversale “Non può passare sulla Valle del Mignone: sarebbe un danno irreversibile”. 

Chiusura amara nelle parole di Emanuela Fanelli: “So che ci sono state tante riunioni con il lavoro dei tre saggi Sandro Vallesi Maurizio Conversini e Maurizio Brunori. So con quanta fatica hanno cercato l’unità del centrosinistra non riuscendoci. Io però fino alla fine la voglio l’unità delle forze progressiste e di sinistra. Sono convinta che sia molto tardi però dico anche non perdiamo l’occasione che abbiamo per fare delle forze progressiste e di sinistra un’unica grande coalizione”. (Agg. 16/04 ore 20,00)

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(16 Apr 2019 - Ore 12:33)

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