DOMENICA 19 Novembre 2017 - Aggiornato alle 21:12

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Agraria Tarquinia, Sergio Borzacchi è il presidente

Con l’esclusione di Riglietti il centrodestra è già il vincitore della tornata elettorale che con il voto del 10 dicembre stabilirà la composizione del consiglio di amministrazione Previsto un cda a undici. Intanto note le motivazioni della commissione

TARQUINIA – Sergio Borzacchi è il nuovo presidente dell’Università Agraria di Tarquinia. Questa è ormai una certezza vista l’esclusione della candidatura a presidente del medico Alberto Riglietti che con la lista Spazi Aperti aveva tentato la strada di una elezione "più democratica", vista l’assenza di candidati del Pd e delle larghe intese Bacciardi-Moscherini.

Probabilmente la corsa contro il tempo ha giocato un brutto scherzo all’aspirante presidente che si è trovato a fare i conti con una documentazione carente. Nelle motivazioni riportate dal commissario Mario Venanzi si parla di imprecisioni e irregolarità insanabili. La lista presentata, si legge nelle motivazioni, «non presenta la descrizione del contrassegno ma solo la sua denominazione: ‘‘Spazi aperti — Riglietti Presidente’’. Inoltre la documentazione non reca la descrizione del contrassegno di lista presentato; la scritturazione degli atti è avvenuta a mano in modo frettoloso con calligrafia incerta ed a tratti non perfettamente comprensibile; il modello di dichiarazione dei delegati della lista per il collegamento con il candidato alla carica di Presidente di Riglietti Sabino Alberto individuato nella modulistica come ‘‘Allegato n. 6’’ non è stato allegato debitamente compilato all’atto di presentazione della lista di candidati alla carica di consigliere e risulta trasmesso quale ‘‘integrazione documentale in data 8 novembre 2017, acquisito al protocollo alle ore 12,03, spirato quindi il termine del 33° giorno antecedente la data delle elezioni, individuato quale termine ultimo per la presentazione delle candidature, vizio anche considerato singolarmente ritenuto insanabile; il numero dei sottoscrittori della lista dei candidati alla carica di consigliere, certificati dal Comune di Tarquinia come elettori iscritti nella lista elettorale generale del Comune di Tarquinia, sono in numero di 149 (centoquarantanove) e quindi in numero inferiore al numero minimo di 150, previsto dall’art. 10 comma 21 del vigente Statuto e per quanto riguarda i Comuni dall’art. 32 comma 4 del D.PR. n. 570/1960, vizio anche considerato singolarmente ritenuto insanabile; il numero dei sottoscrittori della candidatura di Presidente di Riglietti Sabino Alberto certificati dal Comune di Tarquinia come elettori iscritti nella lista elettorale generale del Comune di Tarquinia sono in numero di 135 (centotrentacinque) e quindi in numero inferiore al numero minimo di 150, previsto dall’art. 10 comma 17 del vigente Statuto e per quanto riguarda i Comuni dall’art. 32 comma 4 del D.PR. n. 570/1960, vizio anche considerato singolarmente ritenuto insanabile».

La commissione elettorale ha effettuato il sorteggio delle liste ammesse, giovedì sera alle 20,30 e soltanto successivamente si è potuta apprendere la notizia che Riglietti era stato escluso. La posizione delle tre liste che appoggiano Sergio Borzacchi sulla scheda elettorale è quindi la seguente: prima lista ‘’Idea Sviluppo’’, seconda ‘’Rinnova’’ e terza lista ‘’lista Borzacchi’’. Una partita che si giocherà tutta all’interno del centrodestra per l’assegnazione degli undici posti assegnati alla maggioranza. I cinque scranniprevisti per la minoranza resteranno vuoti.

Il centrodestra, che ha già dato dimostrazione di unità con l’elezione del sindaco Pietro Mencarini, prosegue quindi la sua ascesa, confermando Tarquinia quale laboratorio di nuove e produttive strategie politiche che di fatto hanno portato all’annullamento della presenza di avversari. A tenere banco in queste ore sono soprattutto alcune candidature confluite all’interno delle tre liste di centrodestra che sostengono Borzacchi presidente. Nomi provenienti da altri schieramenti che non sono riusciti a produrre una proposta di ampio consenso.

E ciò si evince anche dalle dichiarazioni di alcuni di loro. Ad esempio Maurizio Leoncelli, candidato consigliere nella lista Idea Sviluppo è chiaro: "La mia candidatura è frutto di una scelta individuale. Noi non siamo gli uomini di Renato Bacciardi. Renato ha deciso di non partecipare a questa competizione elettorale e quindi noi ci siamo aggregati ad una lista che riteniamo vicina alle nostre idee di centro". "Non sono – aggiunge Leoncelli - né un uomo di Bacciardi, né tantomeno c’è un accordo politico dietro. La mia scelta di candidarmi nella lista che fa capo a Pietro Serafini è una scelta per portare il mio contributo all’Università Agraria, dove peraltro sono già stato. E’ pertanto un’esperienza che volevo continuare. La mia è stata una scelta individuale. Mi immagino un progetto per un centro di domani, un centro vicino all’amministrazione Mencarini e al presidente Sergio Borzacchi". Una scelta ponderata quindi: "Ho firmato la mia candidatura lunedì mattina a mezzogiorno – spiega Leoncelli – Quando cioè ho visto che dall’altra parte, Renato, come pure il Pd, non facevano le scelte giuste. E ciò si è rivelato visti i risultati. Io ho semplicemente deciso di sposare un progetto che ruota attorno a Borzacchi con una lista che ho ritenuto in grado di rappresentare i miei ideali ".

Sulla stessa linea Maria Letizia la Valle, anche lei candidata a consigliere nella lista Idea Sviluppo: "La mia candidatura è stata ragionata e pensata lungamente – spiega l’avvocato La Valle - Chi mi vede come un alter ego di Renato Bacciardi sbaglia, perché lui ci aveva lasciati liberi già in fase di ballottaggio per le comunali. E quindi, già da allora, avevo segnato il mio distacco o quantomeno la presa in considerazione delle mie idee, e non quelle di un gruppo. Per l’Agraria ho pensato, visto anche che Bacciardi non faceva liste, che l’unico gruppo che poteva sposarsi con le mie idee era quello di Idea Sviluppo; un gruppo quindi per me più rappresentativo". "Il candidato presidente – ha aggiunto La Valle - è peraltro mio cugino e ne faccio anche una questione affettiva. Mi piace la persona e sono certa che sarà un buon presidente; è un gran lavoratore e un bravo imprenditore, quindi la mia è una scelta anche sulla persona. Del resto per me si tratta di scindere l’Università Agraria dal Comune. L’Agraria non è e non dovrebbe essere considerata la copia inferiore del Comune. E’ un’altra cosa per sua natura. Credo che quello di Pietro Serafini sia un buon centro, rispetto a quello di altri. Ho aderito alla sua lista Idea Sviluppo per la bontà dei progetti. Del resto Renato Bacciardi mi ha detto fai quello che credi ed io ho fatto quello che ho ritenuto più giusto. Ci sarà una gestione faticosa con presa di responsabilità, ma sono convinta che riusciremo a fare bene".

(11 Nov 2017)

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