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Acqua rossa alla foce del fiume Marta, Olmi e Tosoni: "Nessun inquinamento"

Tarquinia. Interessata per maggiore sicurezza l'Arpa

TARQUINIA - “Apparentemente nessun inquinamento da pomodoro, ma informazioni inesatte diramate sui social.” Questo il commento del vice sindaco di Tarquinia Martina Tosoni e del consigliere comunale incaricato all’ambiente Silvano Olmi, a seguito di un post pubblicato su Facebook che segnalava un inquinamento del fiume Marta dovuto alla presenza nell’acqua di pomodori. La notizia è stata addirittura ripresa da alcuni giornali on line romani.

“Mi sono recato personalmente alla foce del Marta – dichiara il consigliere comunale Silvano Olmi – e non ho riscontrato la presenza di pomodori, sia nel fiume che lungo le sponde. Alcuni bagnanti mi hanno confermato di non aver notato nessun fenomeno dovuto a un inquinamento o a uno sversamento di questo materiale.

L’acqua del fiume Marta da ieri è di colore rossiccio, in quanto sia sabato che domenica, nell’entroterra viterbese, ci sono state piogge e grandinate che, evidentemente, hanno dilavato il terreno agricolo trasportando nel fiume Marta del terriccio di colore rosso.

L’acqua del fiume, sia lungo il corso che alla foce, presenta questa colorazione. Si tratta di un fenomeno apparentemente naturale.Comunque – prosegue Olmi – per maggiore sicurezza abbiamo avvisato la Guardia Costiera che ha effettuato un sopralluogo, scattando anche delle fotografie. È stata allertata l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, e i tecnici dell’Arpa stanno effettuando i prelievi dell’acqua del fiume e del mare per le analisi.”

“Appena ho letto la notizia sui social ho informato il Sindaco Mencarini e avvisato il consigliere Olmi – dichiara la vice sindaco di Tarquinia Martina Tosoni – immediatamente ci siamo preoccupati di capire l’origine del fenomeno. L’amministrazione comunale sta facendo ogni sforzo per salvaguardare il fiume Marta e la balneabilità del nostro mare – conclude la Tosoni – per il futuro invito i cittadini a chiamare immediatamente la Polizia Locale o la Guardia Costiera e a non scrivere sui social notizie che mettono a repentaglio l’attività degli stabilimenti balneari e creano allarme tra i bagnanti.”

 

(20 Ago 2018 - Ore 17:40)

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