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Acido folico alleato delle future mamme

Il ministero della Salute rilancia il messaggio all'Expo di Milano: riduce del 70% il rischio di malformazioni

Nella dieta delle future mamme non può mancare l'acido folico: il primo, importante regalo da fare al bebè. Assumere questa sostanza, infatti, riduce del 70% il pericolo di alcune malformazioni del bambino. Il suo ruolo è stato sottolineato da Paolo Salerno, ricercatore del Centro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità, durante un workshop organizzato dal ministero della Salute all'Expo di Milano. L'acido folico è una vitamina del gruppo B ancora poco conosciuta e poco utilizzata. Eppure basta assumerne 0,4 milligrammi al giorno (4-5 mg per chi presenta fattori di rischio), da un mese prima fino a 3 mesi dopo il concepimento, per scongiurare gli effetti della carenza di vitamina B9, uno dei principali elementi che espongono il nascituro allo sviluppo di gravi malformazioni del sistema nervoso centrale. La spina bifida è la più nota. Ma l'insufficiente apporto di folati può anche favorire ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro e lesioni placentari. In gravidanza, sottolinea l'esperto, il fabbisogno di acido folico aumenta e non basta un'alimentazione ricca di frutta e verdura. La vitamina va integrata, si trova in farmacia ed è rimborsabile dal Ssn. In Italia, secondo le ultime indagini, le donne consapevoli delle virtù dell'acido folico nella prevenzione primaria delle malformazioni congenite e che lo assumono nei tempi e nei dosaggi raccomandati sono 3 su 10. Se si considerano le straniere che vivono nel nostro Paese, solo il 4-6% assume la giusta dose. La proporzione, dunque, cambia sensibilmente e diventa di circa 0,6 donne su 10. Per invertire il trend il Centro nazionale malattie rare dell’Iss ha prodotto l’opuscolo multilingue 'Acido folico. Un concentrato di protezione per il figlio che verrà', tradotto per la prima volta in 10 lingue: oltre a tedesco, inglese, francese e spagnolo, le raccomandazioni sono formulate anche in albanese, arabo, cinese, portoghese, romeno e russo. Tre i consigli: 1) Per qualunque donna in età fertile è raccomandata una dieta equilibrata e ricca di folati; 2) L'azione preventiva della vitamina si realizza solo se questa viene presa in tempo: almeno 30 giorni prima che inizi la gravidanza e per i tre mesi successivi; 3) Nelle donne che presentano riconosciuti fattori di rischio (come un precedente figlio con patologie congenite, diabete o epilessia) l'assunzione della vitamina è particolarmente importante. In questi casi è raccomandato un dosaggio di 4-5 mg al giorno. 

(09 Ago 2015)

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