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Accordo Comune-Porto: il Tar concede la sospensiva all'Adsp

I giudici amministrativi dicono no al pagamento immediato dei 4 milioni: il 14 giugno la camera di consiglio. Da valutare le conseguenze che deriverebbero per gli equilibri di bilancio del Pincio da un successo di Molo Vespucci anche nel giudizio di merito

CIVITAVECCHIA - Il Tar del Lazio ha concesso la sospensiva in merito all’ingiunzione di pagamento che il Pincio ha notificato il mese scorso all’Autorità di Sistema portuale per la mancata ottemperanza dell’accordo sglato il 14 luglio 2015 dal sindaco Antonio Cozzolino e dall’ex presidente dell’Authority Pasqualino Monti. Ingiunzione alla quale Molo Vespucci si è opposto, con il presidente Francesco Maria di Majo che ha più volte messo in discussione - l’ultima nel corso del consiglio comunale di lunedì - la legittimità proprio di quell’atto, giudicandolo inefficace e di fatto nullo.
Nei giorni scorsi è stato infatti notificato ai due enti il decreto della seconda sezione bis del Tribunale amministrativo regionale con il quale si sospende l’efficacia dell’ingiunzione con cui il segretario generale Caterina Cordella ed il dirigente Riccardo Rapalli hanno richiesto all’Adsp il pagamento di 4.001.950,69 euro, oltre ad interessi legali maturati e maturandi successivamente al 31 marzo scorso. Sospesa anche l’efficacia delle note di diffida ad adempiere con cui il Pincio, a più riprese, invitava l’Authority al rispetto dell’accordo.
Una cifra, quella pretesa dal Comune, consistente per l’ente di Molo Vespucci. E lo ribadiscono anche i giudici del Tar del Lazio. «Considerato che la rilevanza dell’importo di cui alla contestata ingiunzione fiscale è idonea ad incidere sul funzionamento dell’Autorità ricorrente e sullo svolgimento delle relative finalità istituzionali - si legge nel decreto  che spiega i motivi della concessione della sospensiva- e considerato che la natura pubblica dell’Autorità ricorrente impone di estendere il riscontro della sussistenza dei presupposti normativi della estrema gravità ed urgenza anche alla valutazione delle conseguenze che ne deriverebbero dall’esecuzione del provvedimento impugnato sugli interessi pubblici coinvolti, nel bilanciamento con quelli contrapposti del soggetto creditore, i quali ultimi possono, allo stato, essere considerati recessivi rispetto ai primi». 
Il 14 giugno prossimo è stata fissata la camera di consiglio per la trattazione collegiale della controversia. 
Una questione che, al momento, non sembra preoccupare più di tanto Palazzo del Pincio ma, se non si risolverà per il meglio per le casse comunali, il problema si farà sentire, come confermato oggi in commissione bilancio dal dirigente Rapalli, già negli equilibri di bilancio di quest'anno.

(20 May 2017)

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